Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Isterismi organizzati e risposte irresponsabili

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Assistiamo a un vero sfacelo dell’Italia. Mentre ci si ostina a imporre alle popolazioni locali (e a chiunque ragioni con la sua testa) la costruzione dell’inutile e costoso TAV che dovrebbe far guadagnare mezzora alle merci dirette in Francia in Val di Susa, rimane interrotta (e lo sarà per almeno altre 6 settimane) la linea da Genova a Ventimiglia, cioè un’altra delle linee ferroviarie di collegamento con la Francia. E non è solo fatalità o colpa di un maltempo di dimensioni epocali: è una “normale” frana che spezza una linea importante rimasta assurdamente a binario unico su una tratta di 47 km., e sovrastata da villette insensate costruite su terreni instabili. E in Liguria questa non è certo l’unica frana.

Interrotta anche la linea ferroviaria Venezia Trieste, e quindi i collegamenti con Austria ed Europa centro orientale. Chi ha avuto la somma di terremoto e alluvione, come parte della provincia di Modena, rimane senza aiuto. Ma anche diverse regioni, dal Veneto alla Calabria sono allagate; vari quartieri di Roma e del Litorale vanno sott’acqua per un temporale; a Firenze si manca per poco una replica dell’alluvione del 1966. Bloccata l’energia elettrica a una larga zona delle alpi orientali, tutto intorno a Cortina, che si salva solo perche si è attrezzata autarchicamente con generatori di energia. Perfino Porto Novo, considerata la perla del Conero, è totalmente isolata da una frana, senza bisogno di una vera alluvione o di una pioggia eccezionale. L’elenco delle bellezze distrutte da un maltempo non insolito ma solo per mancanza di controlli e manutenzione ordinaria del territorio è lungo, dalle mura medievali di Volterra al tempio dorico di Kaulon a Monasterace in Calabria.

Ma il governo di questo non si preoccupa, non più che della catastrofe sociale, dello smantellamento indisturbato di interi settori industriali. Enrico Letta si preoccupa solo, e ne parla perfino ad Abu Dhabi, della “corsa verso la barbarie” rappresentata dal M5S.

La Boldrini gli tiene bordone, e presenta le proteste legittime (compresi gli “striscioni sui tetti”, citati espressamente) come offese alla costituzione e quindi “atti eversivi”. Nemmeno il sospetto che il vero atto eversivo è stato il tentativo di eliminare alla chetichella l’art. 138 della Costituzione (sventato proprio dal M5S), e poi la soppressione del diritto di presentare emendamenti e perfino innocui ordini del giorno con la “tagliola”, per preparare il terreno all’approvazione della legge elettorale più liberticida di tutta la storia repubblicana, concordata a quattr’occhi tra un sindaco assenteista e un avventuriero pregiudicato. La Boldrini continua ad attaccare i grillini senza vergogna di presentarli, con inversione semantica, autori di un pestaggio semantico, solo perché rispondono insultando chi li presenta in blocco come “squadristi”. Ma così cadono nella trappola tesa loro.

Gli esponenti governativi non si preoccupano nemmeno per l’esito possibile delle elezioni col nuovo porcaio concordato tra Renzi e Berlusconi, di cui il secondo potrebbe essere il maggiore e unico beneficiario, specialmente dopo il ritorno all’ovile di Casini e la richiesta di apparentamento di Alfano. Ma è vecchia tradizione che le poderose macchine da guerra del PD (e dei suoi predecessori) preparino i successi degli avversari (sarebbe meglio dire “concorrenti”, perché proprio “avversari” non sono mai stati…).

No, c’è solo l’orrore grillino, contro cui è stato mobilitato un vero esercito di pensatori, compreso perfino Luciano Canfora che ha sparato sciocchezze di vario tipo su Repubblica anche accostando i grillini al pujadismo e ai republikaner tedeschi e… ai “partiti comunisti agli albori”, e raccomandando il ricorso alla magistratura! Altre “rappresentazioni” allucinate sono state fatte da Vendola e Scalfari. Inutile dire poi cosa è diventato il gesto infantile di un grillino di Zagarolo, che aveva apprezzato in un dibattito Corrado Augias, che lo ha poi deluso, per cui ha gettato nel suo caminetto il libro che si era fatto autografare poco prima. Un gesto privato, che per pura stupidità autolesionista è stato fatto comparire sul web, col risultato che su tutti i media è stato accostato subito ai roghi di libri da parte dei nazisti, e che viene quindi declinato al plurale: “I roghi dei libri di Augias”.

Chiariamo: la prova della mala fede, che mi fa parlare di “isterismi organizzati” è che viene  costruito un intero discorso politico sulle stupidaggini di alcuni singoli addebitate a un movimento che ha ottenuto il 25% dei voti dei cittadini, tra cui è logico che ci sia anche un’adeguata percentuale di stupidi e di squilibrati. E che ci siano anche alcuni deputati a 5 stelle che fanno battute sessiste estendendo a un intero plotone di deputate PD le insinuazioni che erano state fatte tranquillamente (da altri) sulla Carfagna, conferma che un’analoga percentuale c’è anche tra gli eletti. A quanto pare questi individui dimostrano di non rendersi conto della posta in gioco, e offrono su un piatto d’argento agli avversari le occasioni per parlare d’altro.

Spero che nessuno mi accusi di voler con questo assolvere quelli che riversano immondizie sul web. Vorrei solo ristabilire il senso delle proporzioni. Questa barbarie è un fenomeno difficilmente evitabile in un paese che da decenni ha trascurato e lasciato andare in rovina la scuola, ha abbandonato le università lasciando che in molti casi diventassero squallidi esamifici e uffici di collocamento, e ha quindi delegato il compito di formare i cittadini alle tv, di Stato o private, a gara tra loro in trivialità e superficialità (compresi buona parte dei programmi sui canali cosiddetti culturali, a cui avevo accennato di recente in "RAI Storia" banalizza Trotskij. Per fortuna dimentica Rosa e Lenin…e soprattutto in Come sfuggire alle celebrazioni retoriche della Grande guerra.)

Una grande responsabilità ce l’ha indubbiamente Beppe Grillo, e non solo perché ha provocato un prevedibile rigurgito di porcherie sessiste con la sua domanda su “cosa fareste in auto con la Boldrini”. Inutile chiudere poi le stalle a buoi scappati. E meno male che aveva appena parlato di evitare le provocazioni! Ma non dimentichiamo che robaccia del genere appare su ogni blog quando si offre la minima occasione, ed è solo robaccia, senza segno politico. Tanto è vero che tra i bersagli di episodi del genere c’erano state spesso deputate di ogni colore, anche di destra come la Santanchè e la Gelmini. Della quale si potrebbe invece casomai ricordare l’abilitazione conseguita a Reggio Calabria, sospetta quanto gli esami finti di Mastrapasqua, ma passata liscia…

Tuttavia non è a questo episodio contingente che mi riferisco parlando di grandi responsabilità di Grillo: è proprio la sua concezione della democrazia affidata solo al web che è pericolosa. Se dopo qualche orrido fatto di sangue adeguatamente drammatizzato sui media si facesse a caldo una consultazione on line molto larga sulla pena di morte per delitti del genere, sarebbe altissima la probabilità che di una vittoria della proposta con una larga maggioranza. Il web è solo uno strumento di comunicazione, ma una forza politica (si chiami partito o movimento non cambia molto) deve usarlo per verificare tra gli iscritti le sue proposte, ma non può delegare le decisioni sulla sua linea alla consultazione di un’area larga indefinita e fluttuante.

In tempi normali, l’ideologia degli strati oppressi è quella della classe dominante, diceva a suo tempo Marx. Non è un dato eterno, non modificabile, ma richiede un forte impegno di chi ne è consapevole per combattere le ideologie al servizio dei potenti, e i risultati a volte si vedono solo in periodi di forti e bruschi mutamenti sociali, cioè di rivoluzione, anche se sono stati preparati da trasformazioni lente e poco visibili e da un lungo lavoro educativo. Un partito deve avere orecchie per sentire e capire i problemi della gente, ma cervello e lingua per interpretarli e proporre soluzioni.

Il M5S ha svolto un lavoro positivo nel contestare le molte porcherie di chi ci governa, insieme o in apparente competizione, da una ventina di anni, e questo non può essere cancellato dalle rozzezze o volgarità di questo o quel suo esponente o addirittura di un suo singolo simpatizzante. Tuttavia spesso sbaglia bersaglio per due ragioni: combatte la forte personalizzazione della politica vedendo solo questa e sorvolando sulle forze sociali che ci stanno dietro, e non crede alla necessità di andare in certi casi coraggiosamente controcorrente.

L’esempio macroscopico è la motivazione di Grillo contro l’emendamento soppressivo del reato di clandestinità proposto da Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi: “se lo avessimo avuto nel programma avremmo avuto percentuali da prefisso telefonico”… Forse è vero, se fatto allora, senza nessun dibattito pubblico, ma dato che se ne è parlato a fondo nelle assemblee dei “cittadini” eletti, e nelle riunioni in giro per l’Italia, quando si è fatta la consultazione l’emendamento è stato approvato da una larga maggioranza nonostante il parere espresso da Grillo e Casaleggio.

In conclusione, la vera barbarie è quella della campagna di demonizzazione del movimento a 5 stelle, presentato da tutti, SEL compresa, come fascista e comunque antidemocratico, per impedire di cogliere la sostanza della sua critica. Ma il M5S non ha molto tempo per affrontare i difficili compiti di una battaglia controcorrente, da solo contro una coalizione totale delle altre forze, che una volta approvato più o meno volentieri il “Papocchium” con qualche ritocco si coalizzeranno contro l’unico terzo incomodo. Se non riuscirà a evitare di fare solo la contestazione puntuale di ogni atto della maggioranza formale e di quella di fatto, per partire dai problemi reali del paese, finirà per essere travolto anch’esso dal disgusto generale del paese nei confronti di istituzioni ormai profondamente screditate. In questi giorni di polemiche e di linciaggi nei suoi confronti, il M5S è aumentato di qualche punto nei sondaggi. Ma attenzione, gli astenuti, gli indecisi e gli intenzionati a votare scheda bianca sono saliti anche di più, avvicinandosi al 50%. Difficile escludere che tra questi ci siano anche alcuni di quelli che hanno votato il M5S in febbraio…

(a.m.3/2/14)

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