Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

La Gelmini e il riformista

E-mail Stampa PDF

La Gelmini e l’ipocrisia del riformista

 

Ogni tanto, quando in Parlamento si vota a scrutinio segreto, si scopre che alcuni voti della cosiddetta “opposizione” si sono uniti a quelli del centrodestra. Lasciamo perdere, fingiamo che siano stati quelli dell’UDC o magari qualcuno dei senatori o deputati di destra riciclati nell’IDV…

Ma il peggio sono le esplicite dichiarazioni di plauso e di avallo politico alle peggiori porcate del governo. La Gelmini – anche mentre lanciava proposte discriminatorie e ambigue come la soglia del 30% di stranieri in classe - è stata finora la principale beneficiaria dei riconoscimenti “bipartisan” da parte di quegli esponenti del PD, da Luigi Berlinguer a Giuseppe Fioroni, che l’hanno preceduta al ministero di viale Trastevere. Ne abbiamo parlato qualche tempo fa nell’articolo Dopo Rosarno, la Gelmini.

 

Ma ora una nuova perla viene dal “riformista” per antonomasia, Antonio Polito. La Gelmini, di concerto con il ministro del Malfare Sacconi, reduce da Hammamet, ha sfornato un’ennesima infamia, rivolta come sempre a colpire la scuola pubblica (mentre si aumentano ancora sia i contributi alla scuola privata, sia gli stipendi agli insegnanti di religione, naturalmente cattolica, che logicamente dovrebbero essere a carico della Chiesa). La nuova trovata è la riduzione, oltre che delle ore di lezione, degli anni di scuola dell’obbligo. A 15 anni, quindi, via dalla scuola e tutti al lavoro, o almeno tutti quelli che non ce la fanno a studiare in una scuola in cui sono tanti gli insegnanti demotivati e rassegnati, accanto ai pochi che continuano a fare miracoli senza mezzi. Questa volta perfino Fioroni si è dovuto dissociare…

Questa della Gelmini è una bella trovata, commenta invece Antonio Polito, che ha cominciato la sua carriera nella “grande e giusta Unione dei Comunisti ML, Servire il Popolo” di Guido Brandirali (oggi assessore con Formigoni), per passare poi all’Unità e alla corrente “migliorista” del PCI, quella di Napolitano, quella insomma che invece di volere “tutto e subito” chiedeva niente e mai… E oggi dirige appunto un giornale dal nome significativo: “il riformista”. Memore del suo passato maoista, Polito, commentando i giornali a Radio 3, ha scoperto che questa proposta della Gelmini avrebbe il pregio di eliminare la separazione tra scuola e lavoro, e si domanda perché chi era favorevole una volta (ai tempi del ’68) non dovrebbe apprezzarla oggi. Poi, citando il parere di “esperti”, ha detto che comunque bisognerebbe verificare che i “datori di lavoro” impartiscano lezioni teoriche e pratiche ai giovani apprendisti. E ha auspicato quindi che ci siano adeguati controlli da parte degli Ispettori del lavoro…

Dove vive Polito? Gli ispettori del lavoro da anni sono pochi, e in gran parte trattenuti in lavori di ufficio. Hanno forse potuto intervenire almeno per prevenire e impedire tragedie come quella della Thissen Krupp o delle tante altre “fabbriche della morte”?

Di fatto la Gelmini propone semplicemente il ritorno alla situazione precedente all’Autunno Caldo, quando l’apprendistato era diffusissimo, e assomigliava più a una forma di schiavismo che a un sistema formativo. Per capire cos’era, basta guardare il contratto dei metalmeccanici del 1966: prevedeva una durata da tre a quattro anni per l’apprendistato, per mansioni che spesso si potevano imparare in una o due settimane. Il vantaggio era tutto del padrone, che pagava per il primo anno solo il 44% del minimo tabellare, già bassissimo, il 54% per il secondo anno, ecc.

Ma a qualcuno sembra ancora troppo: Paolo Galassi, presidente della CONFAPI, ha detto subito che l'apprendista di 15 anni "non mi deve costare". Gratis, può accettarlo...

La scopo prevalente della Gelmini è chiaro, è un nuovo colpo alla scuola pubblica, per ridurre ulteriormente il numero di insegnanti, e infatti nello stesso giorno alla Camera è stato approvato il regolamento di riforma delle superiori, che prevede la soppressione di altre migliaia di cattedre. Riducendo ulteriormente il numero degli studenti (come sta già accadendo spontaneamente perché l’impoverimento di tante famiglie colpite dalla disoccupazione o dalla cassa integrazione li costringe a cercare qualche lavoretto a qualunque condizione), sarà possibile un nuovo passo in questa direzione. Queste misure assicurano alla “Beata Ignoranza” la benedizione di Santa Madre Chiesa, a cui tiene tanto: all’occupazione o alla formazione professionale, non ci pensa proprio.

Meno evidente lo scopo di Sacconi: vuol entrare in competizione con il suo compagno di viaggio nel pellegrinaggio ad Hammamet, Renato Brunetta? Costui ha annunciato che vorrebbe fare una legge per obbligare i presunti “bamboccioni” ad andar via di casa! Bell’economista, anzi “unico economista” del governo, come dice… Sarà anche una “provocazione”, ma in primo luogo è una buffonata. Tutti i giovani, se trovano un lavoro pagato decentemente, vanno a vivere da soli volentieri, senza suggerimenti o costrizioni. Ma il piccolo problema è: come trovarlo un lavoro?

Comunque, purtroppo, Renato Brunetta il termine lo ha rubato a un ministro del centrosinistra come Padoa Schioppa…

 

P.S. Sacconi comunque deve ancora spiegare come mai ha acquistato 29 milioni di dosi di vaccino per l’influenza di tipo A in più del necessario. Un favore al direttore generale di Farmindustria, forse? Pare proprio di si. Vedi caso, si tratta di sua moglie, Enrica Giorgetti. Questa signora è approdata a questa carica con un bel curriculum: ha lavorato nelle “Relazioni Istituzionali” di Montedison, e poi alla Confindustria come direttore della “Direzione Lobby e Legislazione” (che bel nome! Come rende l’idea del suo doppio lavoro!). Ma chi chiede spiegazioni per questo ennesimo caso di conflitto di interessi, e per questo sperpero di denaro pubblico, che rievoca appunto l’era di Craxi?

(a.m. 21/1/10)

 



You are here