Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Ipocriti inginocchiati

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Ipocriti inginocchiati

 

Inginocchiati di fronte all’ayatollah del Vaticano, il 90% dei politici italiani facilitano la regressione rapidissima verso la barbarie. Non me la posso prendere solo con i neofiti del cattolicesimo, che pochi anni fa rendevano omaggio al “Dio Po” (con tanto di elmi con le corna sulla testa e di ampolline con acqua, spero alla diossina); anzi mi scandalizza di più quella grande parte della sinistra che accetta l’incredibile pretesa della Chiesa cattolica di essere “depositaria di valori morali”. Una Chiesa che per almeno 15 o 16 secoli ha praticato o avallato ogni sorta di crimini, che ha benedetto armi omicide e celebrato solenni Te Deum ogni volta che queste avevano ucciso il maggior numero di “nemici”, magari ugualmente cattolici; una Chiesa in cui in ogni epoca hanno agito indisturbati violentatori di bambini e insidiatori di ingenue fedeli (c’erano anche preti sinceri e coerenti, certo, e ne ho conosciuti diversi, ma quel che mi fa inorridire è l’omertà che ha protetto i membri criminali del clan). Non è una scoperta sensazionale di questi giorni, e non occorre risalire a una lunga serie di papi che ne hanno fatte di tutti i colori, e poi sono stati proclamati infallibili.

 

Purtroppo la logica omertosa di una Chiesa che pretende di avere il monopolio della morale ha portato perfino “il papa buono” Giovanni XXIII, che è stato sicuramente il migliore dei papi degli ultimi secoli, a emanare nel 1962 una disposizione segreta (Crimen sollicitationis) in cui si istruivano i vescovi a mantenere il segreto totale sui sacerdoti colpevoli di vari reati sessuali e sulle loro vittime, pena la scomunica. La scomunica per chi rivela, non per chi compie il crimine! Lo ricorda Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), Longanesi, Milano, 2007, pp. 220-221.

 

L’attuale sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questi temi avviene nonostante gli sforzi per evitare che le notizie circolino, o vengano presentate in termini esatti. Per esempio sull’omicidio di Potenza, solo dopo che è stata posta sotto sequestro la Chiesa della Santissima Trinità in cui è stato trovato il corpo della povera Elisa Claps, comincia a filtrare la verità. Non sappiamo chi ha ucciso Elisa, ovviamente, ma è un fatto che per spirito di omertà il viceparroco, certamente innocente (era arrivato pochi anni fa dal Brasile), ha taciuto per quaranta giorni sul ritrovamento dei resti. Non sapeva nulla di quel delitto, e tanto meno aveva idea su chi poteva essere stato, ma era probabile che in qualche modo un suo predecessore poteva essere stato coinvolto. Quindi, applicando la Crimen sollicitationis, ha aspettato di incontrare a quattr’occhi il vescovo per organizzare insieme la messa in scena del ritrovamento. La stessa omertà ha spinto le due (pie) donne delle pulizie che avevano trovato il corpo e avvertito il prete, a negare poi di averlo fatto, per non confessare quello che era comunque un reato e la logica che le aveva portate a compierlo… Non ho visto niente, non ho detto niente…

Il presunto assassino, per giunta, apparteneva a una un tempo importante famiglia democristiana. Può anche essere stato innocente, ma l’insabbiamento delle indagini da parte dei giudici di allora era certamente legato a questo dato, e così l’omertà del parroco di allora, che chiuse la chiesa e se ne partì in vacanza subito dopo il delitto…

Capisco bene la reazione della mamma di Elisa, che non ha dubbi: vuole il funerale in piazza, non in chiesa. Rifiuta qualunque chiesa, non solo quella della Santissima Trinità.

 

Questa è la Chiesa ci dovrebbe insegnare i “valori”? Quali? Forse i “valori” della IOR di Marcinkus, quella degli stretti rapporti economici con la banda della Magliana, ricompensati seppellendone uno dei capi caduto in uno scontro con rivali, in una basilica romana?

 

Angiolino Alfano, il più zelante servitore del grande corrotto e corruttore (a cui tutto viene perdonato in cambio di adeguate contropartite in termini di finanziamenti diretto o indiretti alla scuola privata, o peggio) si è affrettato a mandare gli ispettori del ministero della “Giustizia” alla Procura di Milano per indagare sul procuratore aggiunto di Milano esperto in indagini antistupri, Pietro Forno, che in un’intervista al “Giornale” aveva osato dire una semplice verità: le indagini sui preti pedofili sono sempre partite da segnalazioni fatte dai genitori di bambini seviziati e abusati sessualmente, e mai da vescovi e singoli preti. Eppure Forno, tra l’altro, è cattolico! Che vergogna avere un ministro della Giustizia così ignorante e servile!

 

Poi c’è stata la gaffe di Cantalamessa, il predicatore pontificio ufficiale, che ha paragonato le modeste critiche ai silenzi della Chiesa sui preti pedofili al “peggiore antisemitismo”. Ha provocato subito le ire dei rabbini, che non sopportano nessun confronto della Shoah con altre tragedie, come quella dei rom, figuriamoci con questa presunta ridicola “persecuzione” alla Chiesa cattolica. La predica ha avuto quindi l’effetto contrario a quello desiderato. Anche l’attacco al papa da parte dell’arcivescovo di Canterbury, anche se poi in parte rimangiato per esigenze diplomatiche, ha portato alla luce un’opinione largamente condivisa nel mondo: da secoli l’imposizione di una morale sessuofobica contro natura a preti e frati, ha provocato nella Chiesa cattolica un aumento dell’ipocrisia.

 

Ma la Chiesa cattolica continua a pretendere obbedienza dallo Stato, e a incitare i suoi fedeli a disubbidire alle leggi dello Stato che non condivide.

Gli attacchi alla pillola abortiva RU486 da parte dei governatori del Piemonte Cota e del Veneto Zaia, con l’appendice meridionale di Caldoro, anche se in parte rimangiati o ridimensionati dopo le proteste di diverse parlamentari e amministratrici leghiste e PDL, si rivelano un sottoprodotto meschino della pretesa clericale di umiliare la libertà delle donne e di punirne la sessualità (in nome del biblico “partorirai con dolore”?). La cosa ridicola è che si pensa di rendere obbligatoria la degenza in ospedale per tre giorni, quando ormai (anche per risparmiare) i pazienti operati vengono mandati a casa in giornata anche dopo operazioni complesse. Vari medici per giunta hanno ricordato che nessun adulto può essere obbligato a rimanere in ospedale se non lo vuole… Ma l’importante è umiliare, scoraggiare, terrorizzare, imporre se possibile di partorire figli che non si vogliono e che non si potranno mantenere (ma di questa conseguenza nessun cardinale si preoccupa…).

L’ipocrisia della Chiesa, subito entusiasta di questo tentativo di stupida vessazione, si rivela anche nel fatto che dopo aver ottenuto una valanga di medici obiettori che provocano in molte regioni del sud il ricorso sempre più frequente all’aborto clandestino (magari con gli stessi che fanno gli obiettori nelle strutture pubbliche), ostacola in tutti i modi un’educazione sessuale adeguata dei/delle giovani.

 

Ripeto, sono irritato non tanto e non solo con i pagliacci alla Alfano e con i neofiti padani del cattolicesimo integralista, ma col silenzio e la complicità di tanta parte della ex sinistra, che magari se la prende col velo islamico, senza accorgersi della regressione del cattolicesimo (dire “verso il medioevo” è poco…). Ricordiamoci che non è solo con Berlusconi che la TV di Stato ha cominciato ad aprire i suoi telegiornali con notizie (che sarebbero insignificanti in qualsiasi altro paese) su qualche dichiarazione dell’ayatollah del Vaticano o di qualche suo collaboratore…

 

Su questi temi, comunque, rinvio volentieri alla battaglia che tenacemente porta avanti Walter Peruzzi, sul sito www.cattolicesimo-reale.it. L’avevo già segnalata, in occasione della farsesca imposizione del crocifisso nelle aule e nei palazzi di giustizia, in un mio piccolo articolo: Clericali bipartisan, che ricordava anche altri libri preziosi, a partire da quello di Kharleinz Deschner, Il gallo cantò ancora. Storia critica della Chiesa, a cura di Costante Mulas Corraine, Massari editore, Bolsena, 1998, insieme ad altri ugualmente utili dello stesso autore, che possono essere trovati e acquistati sul sito http://www.enjoy.it/erre-emme/.

Ma bisognerà ritornarci più spesso...

(a.m. 4/4/10)



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