Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Insopportabile arroganza clericale

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Una modestissima legge sul testamento biologico non è ancora stata approvata  dal Senato(e tantomeno è sicuro che possa essere applicata in tempi ragionevoli, per il prevedibile abituale rallentamento del suo completamento con norme attuative) e già «L’Avvenire», “quotidiano di ispirazione cattolica” che è portavoce della Conferenza episcopale, ha trovato la soluzione per annullarne gli effetti. Viene annunciato con grande rilievo la presa di posizione congiunta della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università cattolica, e della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma, due poderose strutture private ma finanziate in vario modo dallo Stato. Il loro testo fa un ampio uso strumentale di un vacuo appello di papa Francesco a un “supplemento di saggezza” che dovrebbe rendere meno “insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona”. Non è chiaro a chi si rivolga per ottenere questo “supplemento di saggezza”, e anche il seguito non aiuta a chiarirlo, dato che si limita a sostenere che “anche la legislazione in campo medico e sanitario richiede questa ampia visione e uno sguardo complessivo su cosa maggiormente promuove il bene comune”. Fin qui, non ci sarebbe da preoccuparsi, il papa ha parlato con l’antica saggezza di tutte le religioni, che possono essere stiracchiate da varie parti (penso al famoso responso di un oracolo sibillino, ibis redibis non morieris in bello interpretabile variamente con il solo spostamento di una virgola prima o dopo il non). In ogni caso l’appello all’obiezione pensa di utilizzarlo. E lo farà. Contrariamente a quel che pensava Stalin quando chiedeva “quante divisioni ha il papa?”, ci sono intere armate di medici formati nelle università clericali imbottendoli con dosi massicce di “morale cattolica”, e che sono pronti a scendere in campo con la cosiddetta “obiezione di coscienza” anche se non prevista dalla legge. I medici annunciano infatti che informeranno i loro pazienti sulle “disposizioni avanzate di trattamento DAT”, ma non le onoreranno quando le riterranno contrarie “all’insegnamento cattolico”, e si limiteranno a spiegare perché una DAT “non può essere onorata”.

È quel che già tante donne hanno sperimentato con l’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza estesa contro ogni logica fino a rendere inapplicabile una legge dello Stato in vaste zone del paese. Ma questo annuncio di una nuova e più spudorata mancanza di rispetto alla volontà espressa chiaramente da un malato o da un anziano, senza che sia neppure prevista nella legge, rende più necessario sfuggire a ospedali e cliniche gestiti da medici clericali. Sarà sempre più difficile farlo, visto che nella sanità privata i clericali bigotti e/o ipocriti si annidano ben oltre i due centri universitari che hanno emesso la loro Fatwa, e presto tenteranno di estendere anche alle strutture pubbliche le loro pretese di sostituirsi al malato nella decisione. Ma la sinistra (anche se piccola e malridotta dai continui adattamenti all’esistente e dalla sistematica rinuncia alla lotta) dovrebbe almeno smettere di civettare con i presunti papi progressisti e ricominciare a combattere i residuati di un passato medioevale, come si faceva agli albori del movimento operaio. (a.m.)



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