Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Pericoloso ritorno al passato

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Non mi stimola certo la vicenda delle complicate trattative per formare il nuovo governo. Sembra di essere ritornati ai tempi delle interminabili manovre di corridoio della fase declinante della prima repubblica. Dopo tante chiacchiere sulla “trasparenza” è evidente che si cercano le intese “nei caminetti”, sfumando sempre più i contorni delle proposte su cui è stata costruita la campagna elettorale. E viene il sospetto che nonostante le pretese di innovazione il M5S si sia adattato ai giochi e alle alchimie parlamentari, pur senza avere l’esperienza di altri. Mi indigna però che quasi tutte le componenti del PD, nonostante le molte sollecitazioni, continuino a presentarsi come se la loro unica missione fosse quella di combattere il M5S. Dopo anni in cui lo hanno presentato come un mostro “populista” da sconfiggere, facilitandone così involontariamente il successo, ora che ha preso gran parte dei vizi del ceto politico che ha governato negli ultimi venticinque anni (tranne - almeno per ora - quello di impossessarsi di risorse pubbliche) mantengono assurdamente la pregiudiziale nei suoi confronti. Assurdamente, dico, non solo perché non hanno mai avuto l’ombra di un dubbio sulle intese con Berlusconi e la sua corte indecorosa, ma anche perché non si rendono conto che i difetti del M5S sono diventati sempre più simili ai loro. Ma non sorprende, se ricordiamo il rifiuto del PD di accettare nel 2013 un’intesa per la presidenza della repubblica che avrebbe dovuto essere facilitata dalla proposta di designare personalità vicine al PD ma irreprensibili come Rodotà o Gino Strada.

Quello che colpisce è l’unanimità che si è creata in questi giorni sull’incredibile misura di “ritorsione” nei confronti della Russia che un governo senza l’ombra di una maggioranza ha preso espellendo due diplomatici russi, in risposta a un appello della screditatissima May e di un Trump sempre più irresponsabile. Ma tutti i partiti hanno più o meno tacitamente avallato questo gesto irresponsabile, che porta l’Italia in un’escalation bellicosa, senza essersi minimamente preoccupati di essere almeno informati su eventuali prove. Solo Salvini e Fratelli d’Italia, che pure erano stati consultati in proposito, hanno poi protestato fievolmente, preoccupandosi però soprattutto per le conseguenze delle presumibili contromisure della Russia su vari settori industriale ed agricoli che erano già stati danneggiati dall’effetto boomerang delle sanzioni per la Crimea.

Putin è un ipocrita sospettabile di molte azioni ignobili, a partire dalla riaccensione della guerra in Cecenia su cui basò la sua ascesa politica nazionale, ma non è peggiore di un gran numero di capi di Stato criminali alleati o addirittura membri della NATO, come al Sissi o Erdogan. Le trattative per il nuovo governo italiano proseguono nelle nebbie delle trattative segrete, ma c’è un'unica certezza: nessuna delle forze che aspirano a formarlo ci garantisce dall’avventurismo dell’imperialismo europeo e di quello nordamericano, in un momento in cui su molti scacchieri, dal Medio Oriente all’Asia e all’Africa, stanno giocando con il fuoco.

Vedi anche Putin. Perché ha vinto e

Putin e la Cecenia

(a.m.)



Tags: Russia  NATO  Putin  

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