Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Il marxismo di Mandel

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Il marxismo di Mandel

 

Una novità preziosa sulla seconda parte del sito: un lungo testo (praticamente un libro) in cui Ernest Mandel ha esaminato da un punto di vista materialista la genesi del marxismo. Mandel - Il posto del marxismo nella storia.

Era il primo di una serie di “Quaderni di Studio e di ricerca”, dell’Institut International de Recherche et de Formation di Amsterdam, ed è di notevole attualità in un momento che vede una forte ripresa degli studi marxisti, che deve confrontarsi più che con la denigrazione degli avversari (che come Mandel spiega egregiamente era cominciata subito) con le banalizzazioni in voga tra molti “marxisti”, a volte per scarsa conoscenza, a volte per opportunismo.

Pochi testi possono stare meglio di questo nella sezione Materiali per l’autoformazione degli Archivi del sito. I capitoli sono tutti utilissimi, e possono costituire la traccia per una lezione a sé in un seminario di studio.

Mandel parte dalla necessità di collocare il pensiero di Marx (e di Engels) nel suo contesto storico. “Occorre capire quando è nato e come è venuto fuori. Bisogna spiegarne la comparsa e lo sviluppo attraverso il gioco delle forze sociali: la loro natura economica, i loro interessi, la loro ideologia, le personalità che ne hanno articolato le aspirazioni. In altri termini, occorre applicare l’interpretazione materialista delle storia allo stesso marxismo, non pensare che la sua comparsa vada da sé, capire che richiede una spiegazione, e cercarle di fornirla. Stabilendo così il posto del marxismo nella storia, potremo coglierne meglio il contenuto e la portata storica.”

Questo dice Ernest Mandel nel preambolo, che introduce una panoramica del processo di formazione della società capitalista, per passare poi alla “trasformazione delle scienze sociali da parte del marxismo”, che fa il punto sul rapporto tra Marx e la filosofia classica tedesca, la trasformazione della storiografia sociologica francese, e poi di quella dell’economia politica inglese.

Molto bello il quarto capitolo sul superamento del socialismo utopista, che rende omaggio all’apporto delle principali correnti utopiche, prima di analizzarne limiti e contraddizioni.

Il quinto capitolo è dedicato alla trasformazione proletaria dell’azione e delle organizzazioni rivoluzionarie, e il successivo alla fusione tra il movimento operaio reale e il socialismo scientifico.

Ma Ernest Mandel non può fermarsi a questa ricostruzione dei fattori esterni che hanno consentito la formazione del marxismo. “Il marxismo è un prodotto della sua epoca. Non ne è, tuttavia un prodotto né spontaneo né automatico”, scrive.

“Perché la trasformazione delle scienze sociali, lo sviluppo del socialismo utopista verso il socialismo scientifico, la trascrescenza della prassi e dell’organizzazione rivoluzionarie piccolo-borghesi e pre-proletarie si verificassero concretamente, nel momento in cui si sono verificate, il ruolo di due persone – Marx ed Engels – è stato determinante. Ovviamente, hanno potuto avere il ruolo che hanno avuto perché “la storia aveva bisogno di loro”, vale a dire perché la loro attività corrispondeva a un bisogno sentito da molta gente (naturalmente, i proletari, ma anche i socialisti/comunisti dell’epoca), cosa che è confermata dal fatto che tentativi che muovevano nella stessa direzione sono stati intrapresi da altri, perché questi sforzi di sintesi erano nell’aria”.

Ma, aggiunge Mandel, “la maniera precisa in cui si sono realizzate queste sintesi e trascrescenze, il loro contenuto e la loro dinamica specifici dipendono in larga misura dalla personalità peculiare di questi due fondatori del marxismo. Come accade il più delle volte, la «necessità storica» è filtrata da determinate personalità, che non possono farla deviare dal suo corso di fondo, ma che possono lasciarle, fino a un determinato punto, il segno della propria impronta, dei loro tratti personali”.

L’ultimo capitolo affronta rapidamente le vicende dell’accoglienza e della diffusione del marxismo nel mondo. Si ferma alla prima fase, ma può essere utilmente integrato da un testo di Livio inserito a suo tempo: Maitan – L’eterna crisi del marxismo.

 

Per ragioni tecniche ho omesso di tradurre (o meglio, far tradurre a Titti Pierini, che ha curato la traduzione a tempo record, nonostante un sovraccarico di lavoro, perché convintissima dell’importanza di questo testo) un’articolata appendice didattica, con un glossario e due cronologie. A chi è interessato, conosce il francese, e lo richiederà al mio indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,  potrò inviarlo in PDF. Ma so bene che i giovani e giovanissimi a cui questo lavoro è particolarmente dedicato, sono bravissimi a ricercare in internet le notizie e i riferimenti che vogliono.

 

PS. Ho inserito tra gli articoli questa breve presentazione, perché ho ormai verificato che l’assetto del mio sito riduce le visite alla seconda parte della colonna di sinistra, quella dedicata ai Testi (spesso la parte più importante del sito). Vedremo se questo metodo funziona, se no bisognerà proprio cambiare l’assetto generale.

Buona lettura!

 

 



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