Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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L’alibi dell’ONU

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L’alibi dell’ONU

Ipocrisia e viltà

Di fronte a un premier che per ottenere benevolenza di fronte agli USA si impegna a bombardare Tripoli, il PD si guarda bene dall’osservare l’assurdità di questa decisione e si limita a chiedere di rispettare la più che ambigua (come sempre) risoluzione dell’ONU. Perché è assurda?

1) È impossibile che gli Stati Uniti e gli altri paesi imperialisti non abbiano le forze militari sufficienti per intervenire; quindi la richiesta di partecipazione alla guerra è legata soprattutto alla necessità di ripartire tra il maggior numero di paesi imperialisti l’infamia di un attacco al tempo stesso inefficace contro Gheddafi e feroce contro i civili. I sintomi di un ulteriore allargarsi della rivoluzione araba (dalla Siria al Marocco) fanno capire la logica dell’intervento: far logorare le forze delle due parti in lotta, per ammonire tutte le popolazioni dell’area.

2) La protesta accorata contro questa decisione di mons. Martinelli vescovo di Tripoli naturalmente non è ascoltata, mentre da Frattini al PD ci si aggrappa alle dichiarazioni di alcuni dei ribelli di Bengasi che – ridotti allo stremo dal protrarsi della guerra, e soprattutto dal rafforzarsi di un Gheddafi tornato patriota e “antimperialista” – hanno creduto che i bombardamenti “alleati” li salveranno…

3) Può essere che tale scelta sia stata pensata da Berlusconi anche per facilitare un’intesa con l’imperialismo francese, in vista del vertice di Roma: vi diamo una mano in questa impresa, ma dobbiamo condividere anche lo smaltimento dei "rifiuti”, (come evidentemente i due alleati-rivali considerano chi fugge da una regione dissestata da anni di dittature e poi da una guerra civile che coinvolge anche i paesi vicini). Gli “effetti collaterali” della guerra ovviamente si estendono anche alla Tunisia e ai paesi di provenienza degli sventurati che in Libia avevano trovato prima lavoro, poi arruolamento come mercenari, ma che se arrivano in Europa diventano semplicemente “clandestini”. Ma il PD su questo non ha niente da dire se non che “il governo è in crisi”, scambiando per frattura irreparabile il balletto preelettorale della Lega, che a differenza del PD, purtroppo, sa fare furbescamente politica…

4) L’ipocrisia del PD è come al solito tragicomica: invece di lavorare per approfondire la crisi che dicono di vedere, offre subito una stampella a Berlusconi (e in definitiva anche a Bossi, che probabilmente potrà portare fino in fondo la sua finta opposizione alla guerra, sapendo che il governo non rischia di cadere). Vergogna, il PD è finito sempre più in basso! Una delle spiegazioni è che questo partito ectoplasmatico, guidato da una nullità come Bersani, ha finito per affidare le sue sorti a un Napolitano, da decenni il teorico dell’inciucio tra destra e “sinistra”, e grande amico di Israele e degli Stati Uniti. Ma c’è anche un’altra spiegazione: il legame di molti esponenti del PD con Finmeccanica e l’industria delle armi, insomma con i gangli vitali dell’imperialismo italiano.

5) L’alibi del PD è quello usato in tanti altri casi per ribattezzare come “imprese umanitarie” le guerre imperialiste: l’ONU. Purtroppo anche gran parte del movimento “pacifista” (compresa la parte che faceva capo a Rifondazione, per non parlare degli altri componenti della Federazione della “Sinistra”…) è stato portato al penoso stato attuale dalla fiducia negli “organismi internazionali”. Ne ho scritto molte volte, ma rinvio al testo più organico: Gli Stati Uniti. L’ONU.

6) Ora, probabilmente, la confusione nelle file di chi aveva lottato contro le guerre nei Balcani, in Iraq e in Afghanistan è stata aggravata dal fatto che era un bel po’ di tempo che non si vedeva all’orizzonte nessuna rivoluzione: quelle del passato erano però presenti nell’immaginario della sinistra attraverso le ricostruzioni fatte da eredi più o meno degeneri, e comunque apologetiche. Uniche eccezioni la rivoluzione cubana, grazie alla straordinaria descrizione fatta a caldo da Ernesto Che Guevara, che non ha mai tentato di nascondere contraddizioni, errori e colpe, ma è stato dimenticato o ridotto a icona innocua e subalterna, e quella russa (ma solo per chi si è degnato di leggere il capolavoro storiografico e letterario di Trotskij superando l’ostracismo che dura ancora oggi…). Così molti pretendono dalle rivoluzioni arabe, e da quella libica in particolare, una omogeneità e una lucidità che nessuna rivoluzione ha avuto, soprattutto nella fase in cui è apparsa. Vedi: Come non riconoscere una rivoluzione…  Probabilmente per questo una parte della sinistra ha difeso Gheddafi, un po’ perché incoraggiata dal primo atteggiamento di Chávez, un po’ perché diffidava dell’eterogeneità dei “ribelli”; altri invece hanno giustificato o si sono rassegnati all’intervento imperialista perché una parte dei “rivoluzionari” libici per inesperienza lo chiedevano, senza capire che la delega della loro salvezza a Sarkozy faceva in prospettiva più danni dei tank di Gheddafi… In sostanza una parte del comitato insurrezionale di Bengasi ha fatto lo stesso ragionamento che durante la Seconda guerra mondiale portò molti esponenti nazionalisti a chiedere aiuto a Hitler o all’imperialismo giapponese contro il colonialismo britannico o francese. Comprensibile, ma profondamente sbagliato.

7) Un vecchio compagno mi ha scritto consigliandomi di mettermi nei panni dei cittadini di Bengasi. Certamente so che molti di loro canteranno le lodi dei bombardieri, ma non so ancora per quanto, e comunque questo non mi farebbe desistere dal denunciare la logica dell’intervento imperialista, da cui è impossibile e assurdo aspettarsi la libertà. Capisco che nella loro inesperienza (abituati da decenni a diffidare di ogni parola del loro dittatore, e quindi a pensare l’esatto contrario di quel che dice) si attendano qualcosa di buono dai suoi nemici, ma noi militanti rivoluzionari europei non possiamo tacere: siamo contro Gheddafi e contro i suoi nemici. Oppure dobbiamo pensare che avessero ragione i comunisti stalinisti greci, che dopo essersi liberati da soli nel 1944 dai nazisti, mal consigliati dai sovietici, accolsero sventolando bandiere dei due paesi le truppe inglesi che arrivavano per bloccare ogni possibile sviluppo rivoluzionario? Rinvio per questo episodio, ovviamente dimenticato dai più, e sostituto dalla ricostruzione mitologica di Togliatti, a: Rivoluzione e guerra civile in Grecia.

Per finire una sola domanda. Questo atteggiamento del PD coincide oggi con le dichiarazioni di alcuni suoi esponenti (come il sindaco di Firenze) che arrivano a chiedere la definitiva eliminazione del Primo Maggio (fatta eccezione per …i concerti organizzati ogni anno da CGIL insieme ai sindacati padronali CISL e UIL, e quindi privi di ogni traccia del significato originario di giornata di lotta per la riduzione d’orario), e con quelle di altri, che sono troppi per poterli nominare tutti, che si affannano a osannare Marchionne e a criticare perfino il procuratore Guariniello, reo di aver chiesto una condanna di chi per risparmiare qualcosa fa morire orribilmente i “suoi” lavoratori.

I compagni del PRC, che dopo le batoste prese dicono spesso cose giuste e condivisibili, come fanno ad accettare che il loro partito si presenti insieme al PD praticamente in tutti i casi in cui viene accettato dal PD?

(a.m. 26/4/11)



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