Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Stanare le facce di bronzo

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TEMI CONCRETI E FACCE DI BRONZO

[Riprendo come ho fatto altre volte una utilissima nota inviatami da Sergio Casanova sul voto referendario. a.m. 15/6/11]

Mi permetto due appunti alle analisi del voto referendario che trovo sui media.

Tra le tante ragioni delle sberle elettorali a Berlusconi-Bossi mi pare ne sia sottaciuta una piuttosto rilevante: il ritorno al voto di circa 2 milioni di elettori di sinistra che se ne erano allontanati dopo la sciagurata esperienza del secondo governo Prodi.

Inoltre, si continua a tacere che non c'è mai stato un dirompente consenso popolare per i partiti di governo: nel 2008 ottennero il 46,8% dei voti validi (poco più del 30% dei potenziali elettori!). Furono i media della “sinistra” ad accreditare (oltre, comprensibilmente, ai media di regime) il supposto “consenso popolare amplissimo” per Berlusconi. E' stato un escamotage per attenuare la propria incapacità politica e l'inefficacia delle proprie proposte: sono gli italiani ad essere di destra, è Berlusconi che li riesce ad ammaliare...

Le due annotazioni non sono peregrine come può sembrare.

Sui media infuria una polemica sul fisco, che pare non riscuota nessun interesse nell'”opposizione” e poco anche nel variegato mondo politico-sindacale-associazionistico di sinistra. Le ricette che si contrappongono sono entrambe di destra. Berlusconi e la Lega sostengono tagli alle imposte ad impronta reganiana (che portarono ad un pesante aumento del deficit USA), Tremonti si oppone, per salvaguardare il bilancio in ossequio agli impegni UE (secondo la quale le risorse finanziarie si devono trarre solo da ulteriori tagli alla spesa sociale).

Credo, invece, che sia indispensabile mettere in campo le analisi e proposte opposte, quelle che parlano di tassazione dei patrimoni e delle rendite, della necessità di tornare all'aliquota minima preesistente dell'IRE (18%) e di recupero del fiscal-drag per salari e pensioni, della negatività della riduzione della progressività dell'IRE, del fatto che il taglio delle spese sociali penalizza chi ha meno reddito, ecc..

Capisco che ciò procurerebbe l'orticaria alle facce di bronzo che sono passate dal nuclearismo all'anti-nuclearismo, dalla furia privatizzatrice all'acqua pubblica, dalla contrarietà ai referendum alla loro scoperta come punta di lancia contro Berlusca, ma mi pare condizione essenziale per non ridiventarne subalterni.

Indispensabile per stanare chi già progetta come vanificare l'effetto dei 2 referendum sull'acqua! Indispensabile per chiarire chi sta con chi. E per ricordare ai fregoli della politica che la partecipazione popolare è legata a reali prospettive di cambiamento e non semplice strumento da usare nel tifo per la Lega contro Berlusconi o per le solite ricette politiciste filo-centriste.

Bisogna mettere a nudo gli interessi economici in gioco. Gli avversari ne parlano esplicitamente (vedi gli articoli del giornale di Confindustria sull'acqua e sul fisco), e noi?

Attenzione, perché chi è tornato a votare esige di vedere risultati. E la sconfitta della destra appare più clamorosa a causa della precedente sovrastima della sua forza elettorale. La destra va battuta innanzitutto culturalmente, altrimenti ci si può presto ritrovare a scegliere tra la padella e la brace.

Sergio Casanova



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