Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Forte impegno del PD contro il peso delle tasse

…sulle speculazioni

Forte impegno del PD contro il peso delle tasse? Possibile? In realtà si preoccupa di una tassa sola, la cosiddetta Tobin tax: di fronte alla tremenda percentuale dello 0,1%, ritenuta logicamente insopportabile dai poveri speculatori che spostano miliardi ogni minuto, il PD ha impegnato la firma dello stesso segretario Pierluigi Bersani, presentando un progetto di legge per ridurre questa tassa odiosa alla metà di quanto previsto da una precedente proposta di un suo deputato, Miglioli, e perfino dal presidente Sarkozy, che fino a prova contraria è di destra: non lo 0,1%, quindi, ma lo 0,05%... Naturalmente si potrà scendere ancora, magari fino allo 0,001 o anche allo 0,0001, se ci saranno proteste della nobile categoria dei finanzieri… Detto per inciso, la promessa di Sarkozy ha un sapore squisitamente elettorale, e prevede di far partire la tassa… da agosto, quando probabilmente lui non sarà più presidente.

Con che faccia il PD ridimensiona ulteriormente una proposta così modesta, e già di per sé non risolutiva? Ha accettato tutte le misure vessatorie contro i pensionati, i nuovi tagli degli adeguamenti all’inflazione (per giunta come sempre valutata dall’ISTAT al ribasso). Non ha avuto niente da dire sul ricorso spietato alle imposte indirette, alle accise, all’aumento dell’IVA, che ovviamente colpiscono di più i redditi modesti. Nemmeno l’ombra di una proposta per riportare la tassazione della fascia superiore di reddito alle percentuali che aveva prima degli sgravi avviati negli anni Ottanta, e che hanno peggiorato nettamente la distribuzione del reddito tra salari e profitti.

L’assurdo è che invece si discute appassionatamente di nuove misure contro i lavoratori, ma a confrontarsi sono le proposte di Boeri, Ichino e Damiano, tutti esponenti del PD in gara tra loro a chi suggerisce a Monti le misure più efficaci per far pagare qualcosa ancora ai lavoratori.

La grande ipocrisia di tutti questi giuslavoristi “democratici” è fingere che i lavoratori già assunti non avrebbero conseguenze negative dal nuovo “contratto unico” che il governo Monti progetta utilizzando la collaborazione di questa sedicente “sinistra”. Fingono di non sapere che la durata di tre anni non è affatto necessaria per formare un lavoratore (bastano pochi giorni o a volte ore per imparare a usare una macchina), ma serve solo a pagarlo meno, a tenerlo sotto ricatto di un licenziamento senza nessuna motivazione, e soprattutto a ricattare gli altri lavoratori: o vi adattate e accettate le nuove norme, o vi sbattiamo fuori (“per ragioni economiche”) e ci teniamo i nuovi assunti…

Pietro Ichino parla esplicitamente di “possibilità in ogni momento di licenziamento individuale per motivi economici, tecnici o organizzativi”. Questa formula vuol dire in pratica che il padrone deve solo scegliere la formula da utilizzare per togliere di mezzo un operaio poco docile.

Tanto Tito Boeri che Cesare Damiano passano per essere meno a destra di Ichino, che non è molto furbo nel mimetizzare la sostanza delle sue proposte dietro una cortina fumogena di belle parole. Ma propongono la stessa cosa: lo chiamano apprendistato, o contratto unico, ma quello che conta è che per tre anni si può licenziare chiunque, e “non è previsto il reintegro”. Bravi!

Damiano è stato anche ministro del lavoro con Prodi, e dovrebbe sapere che ogni volta che è stata introdotta una normativa o una retribuzione differenziata in un’azienda, i lavoratori che si credevano “protetti” hanno poi dovuto subire il ricatto: o accettate anche voi le condizioni dei nuovi assunti, o andate fuori… Per questo una volta, quando ancora c’era un po’ di sindacalismo serio, erano i lavoratori già stabili a opporsi per primi ai contratti al ribasso per i nuovi assunti.

Ma questi giuslavoristi tanto cari ai padroni non se ne sono accorti neppure. Lo sganciamento del PCI-PDS-PD dai lavoratori di cui una volta si proclamava rappresentante e difensore, è cominciato negando persino la loro esistenza (quante volte ci hanno ripetuto: “la classe operaia non c’è più…”?). E la tragedia del declino dell’economia italiana, con lo smantellamento di grandi imprese moderne (costruendo magari centri commerciali sulle aree in cui sorgevano, e investendo i profitti nelle più diverse attività non produttive), è stata possibile solo dopo la distruzione della forza organizzata dei lavoratori, con le scelte dell’EUR e l’attacco alla classe operaia della FIAT realizzato con l’attiva partecipazione di Lama, e colleghi.

Si fa intanto un gran battage sull’evasione nei bar di Milano. Bella sceneggiata, e successo a colpo sicuro: qualche scontrino in meno si scova facilmente. Ma chi parla dei miliardi di esenzioni fiscali legali ai padroni, senza controlli sulla utilizzazione dei benefici regalati per decenni a “lorsignori”? Ne avevo già parlato in Biografie illustri, ricordando i miliardi dati alla FIAT, documentati nel capitolo Il modello FIAT nel libro di Marco Cobianchi, Mani bucate. A chi finiscono i soldi dei contribuenti. L’orgia degli aiuti pubblici alle imprese private, (Chiarelettere, Milano 2011), che fornisce molti dati su questo aspetto del debito pubblico italiano.

Ma stenta a partire una campagna per mettere spalle al muro chi cerca di imbarcarsi in un governo con questa gentaglia, veri e propri “servi dei padroni”, come si diceva una volta… E così assistiamo alla farsa penosa di Vendola che insieme a Di Pietro scopre le ragioni per non contrapporsi troppo al governo Monti, per non far stracciare a Bersani la cosiddetta “foto di Vasto”, e a quella ancor più triste di una Federazione della sinistra che predica bene e poi implora Vendola di non lasciarla fuori…

Bisogna ripartire dai compiti concreti, e riscoprire la capacità di dire NO alle politiche padronali e governative, Non è facile, ma non è impossibile ricostruire una forza di vera opposizione. Ma bisogna avere il coraggio di dire NO anche a chi ci ha rotto le scatole per anni predicando che “non si può dire sempre NO”, ed ha finito per diventare puntello principale di un sistema allo sfascio.

(a.m.30/1/12)



Tags: Ichino  Boeri  Damiano  Bersani  Vendola  ipocrisia  

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