Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Nessun controllo statale è possibile

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Nessun controllo statale è possibile

Trovo semplicemente ridicola la tesi di tutto il ceto politico rappresentato in parlamento: ci teniamo il finanziamento, ma accettiamo il controllo… Controllo da parte di chi? Tutte le ipotesi fatte sono inverosimili. Se fosse efficiente il controllo da parte di qualche organo dell’apparato statale, come sarebbe possibile un’evasione così massiccia? Come sarebbe stato possibile l’utilizzazione sistematica di fondi neri, di cui quelli scoperti (e impuniti) di Mediaset, o della FIAT, sono stati solo la punta di un iceberg? Come mai ci si è accorti della Parmalat solo dopo il crollo, mentre prima era tutto a posto? L’idea di affidare ad Agenzie di rating è ugualmente una beffa, sono notoriamente manovrabilissime: tutto andava bene secondo loro prima del crollo della Enron, o della Lehman Brothers…

Quanti comandanti della Finanza sono stati scoperti per truffe milionarie col combustibile per agricoltura? E la corruzione poi scende per li rami, ovviamente se li pagano poco e hanno il cattivo esempio dai capi, i subalterni sono tentati.

Ne parlava già Marx sull’impossibile controllo per limitare il lavoro dei bambini (pochi ispettori e malpagati, quindi facilmente comprabili), e molto più dettagliatamente Lenin (vedi I consigli di Lenin e soprattutto Lenin e la crisi).

Ma ho voluto riprendere un breve testo divulgativo di Ernest Mandel (Mandel sullo Stato) che non avevo finora pubblicato perché non avevo a portata l’originale e non ricordavo chi lo aveva tradotto anni fa, ma che avevo comunque fatto circolare utilmente come dispensa tra i miei studenti. Mi sembra che possa servire per rinfrescare le idee che circolano nella sinistra. Inorridisco quando scopro che ci sono persone che si illudono sulla neutralità dello Stato e, naturalmente, anche della magistratura. Questa, però, con sentenze vergognose come quella sulla Strage di Brescia che assolve i criminali e fa pagare le spese ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime, ci ricorda che almeno i suoi gradi più alti – a cui si accede dimostrando attenzione alle esigenze del potere - sono sempre pronti a coprire i crimini di Stato, come il deliberato depistaggio sulle stragi…

Il testo di Mandel ripropone alcuni concetti elementari, dimenticati anche da gran parte della cosiddetta “Nuova sinistra” confluita poi nel PRC attraverso DP, in cui era luogo comune ripetere che non c’era una teoria marxista dello Stato…

La parte meno interessante oggi a mio parere è la terza, sulle contraddizioni dei paesi che avevano abbattuto il capitalismo: Mandel tentava ad esempio – anche alla luce dei suoi contatti con Guevara – di definire un programma di misure “per evitare l’anomalo sviluppo della burocrazia apparsa in URSS” che oggi possono apparire ingenue ed anacronistiche. Ma è bene ricordare che Mandel scriveva nei primi anni Sessanta, quando la maggior parte del movimento comunista mondiale non aveva dubbi sulla natura socialista dell’URSS, e sulla sua eternità, e considerava scandalose e inaccettabili quelle analisi critiche…

(a.m. 15/4/12)



Tags: Stato  Marx  Mandel  Lenin  Strage di Brescia  

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