Movimento Operaio

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In difesa dei siriani

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Siria. Appello 2012

Ho ricevuto questo appello a cui ho aderito e che inserisco volentieri sul sito, anche perché va nella stessa direzione di gran parte della documentazione e degli articoli inseriti su questo tema.

(a.m. 31/5/12)

 

Siria. Basta col sostegno alla repressione

Con questo appello ci dissociamo e condanniamo la posizione e il tipo di copertura mediatica che molti movimenti e testate giornalistiche italiane – da alcune d’ispirazione pacifista e anti-imperialista a quelle vicine ad alcuni ambienti cattolici o filo-israeliani – dimostrano nei confronti della rivoluzione in Siria.

Molti di questi attori continuano a offrire un resoconto distorto degli eventi in corso, sostenendo che la rivolta è guidata dall’esterno, dunque non autentica, mettendone in dubbio il fondamento pacifico e sostenendo di fatto la brutale repressione da parte del regime di Bashar al Asad.

Usano categorie che appartengono a una logica capovolta: diventa “laico” un regime clanico e che da decenni esercita il potere sfruttando le divisioni comunitarie; diventa “terrorismo” la resistenza a una repressione feroce del dissenso.

In modo altrettanto grave, questi sostenitori del regime di Damasco ignorano o fanno finta di ignorare i numerosi e drammatici episodi di dissenso interno contro il regime degli al Asad da quarant’anni ad oggi, considerando nella loro analisi solo gli eventi post-15 marzo 2011.

I firmatari di questo appello sostengono che:

1)    La rivoluzione siriana è spontanea e di natura popolare, nata sulla scia delle altre rivolte arabe.

2)    Il regime siriano è non solo corrotto, ma le politiche pseudo-liberiste che ha portato avanti negli ultimi anni hanno favorito le élites vicine agli al Asad, allargando drammaticamente la forbice tra ricchi e poveri: la rivoluzione nasce prima di tutto dalla richiesta di redistribuzione della ricchezza e di giustizia sociale.

3)    Non esiste un complotto straniero contro il regime siriano che dalla fine della Guerra Fredda assicura invece stabilità alla regione – in particolare al Medio Oriente post-11/9 – ed è stato per anni un interlocutore importante per gli Stati Uniti.

4)    Non è vero che ci sia una campagna mediatica contro il regime di Bashar al Asad. Pur ammettendo ingenuità o esagerazioni da parte dagli attivisti anti-regime, le fonti credibili esistono e sono numerose. La scelta di non lasciar lavorare liberamente i giornalisti nel Paese ricade completamente sul regime. Molti di coloro che affermano che le fonti degli attivisti siano false e artefatte, spesso non conoscono l’arabo e basano dunque le proprie valutazioni sulla lettura di fonti secondarie in lingue occidentali, tradendo uno dei principi fondamentali del giornalismo e della ricerca.

5)    I principali valori in nome dei quali la rivoluzione è portata avanti non sono di natura strettamente religiosa: libertà, dignità, giustizia sociale, rispetto dei diritti umani, trasparenza nella politica. Pertanto la rivoluzione siriana non è un’insurrezione dei sunniti contro alawiti e cristiani, i quali spesso invece sono dissidenti ed attivisti e, per questo, ancora più perseguitati. È stato il regime che fin dall’inizio – confermando l’antica strategia del divide et impera – ha strumentalizzato le divisioni etnico-comunitarie ed evitato un autentico dialogo nazionale. Gruppi religiosi estremisti nell’ambito della rivolta esistono, ma rappresentano un’esigua minoranza.

6)    La deriva militare della rivolta è il risultato della brutale repressione del regime contro un movimento rimasto pacifico per lunghi mesi e che continua a esser tale in numerose località e città. La tesi secondo cui i gruppi dell’Esercito libero siano pesantemente armati da potenze straniere contrasta in modo lampante con l’incapacità dei ribelli di sostenere confronti armati aperti con i governativi. Nonostante gli atti ingiustificati di violenza da parte dei ribelli armati, le differenze tra i due schieramenti sul piano dei crimini commessi sono enormi: i numeri contano.

7)    Non siamo a favore di un intervento militare in Siria. La polemica intorno a questo punto, tuttavia, rappresenta un argomento inutile e strumentale, essendo evidente che nessuna potenza straniera occidentale sia intenzionata a intervenire militarmente a sostegno della rivoluzione.

8)    Le considerazioni di tipo geopolitico sul futuro della Siria sono doverose, ma non possono servire da pretesto per un rimescolamento delle responsabilità e un capovolgimento di ruolo tra oppressore e oppresso. La condanna delle pratiche del regime e la solidarietà ai resistenti dovrebbero invece costituire la precondizione per discutere scenari futuri e negoziare le modalità di uscita dalla crisi.

Maggio 2012

..:: Leggi gli argomenti di questo appello ::..

———- Aderisci all’appello. Manda una e-mail a appellosiria2012@gmail.com con il tuo nome e la tua qualifica ———-

Primi firmatari (in ordine alfabetico)

 - Marco Allegra, Research Fellow presso il Centro de Investigação e Estudos de Sociologia (CIES), Instituto Universitàrio de Lisboa (IUL).

- Sergio Bianchi, assistente d’insegnamento presso l’Institut des hautes études internationales et du développement (Iheid) di Ginevra.

- Estella Carpi, Ph.D. student, The University of Sydney.

- Elena Chiti, arabista e traduttrice.

- Ramona Ciucani, arabista e traduttrice.

- Mirko Colleoni, arabista e ricercatore indipendente.

- Giovanni Curatola, professore, docente di Archeologia e storia dell’arte musulmana alle università di Udine e Milano.

- Isadora D’Aimmo, docente a contratto di letteratura Araba, Università di Firenze, basata al Cairo.

- Paolo Dall’Oglio, fondatore della comunità monastica di Mar Musa, Siria.

- Enrico De Angelis, Ph.D. (oggetto: comunicazione politica in Siria), Ricercatore presso il CEDEJ, Cairo.

- Lorenzo Declich, Ph.D., arabista, Tutto in 30 Secondi – Appunti e note sul mondo islamico contemporaneo.

- Marcella Emiliani, già Prof.ssa di Storia e Istituzioni del Medio Oriente presso la facoltà ‘Roberto Ruffilli’ dell’Università di Bologna (polo di Forlì).

- Stefano Femminis, direttore della rivista ‘Popoli’.

- Ersilia Francesca, professoressa, docente di Storia dei Paesi islamici presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale.

- Sara Fregonese, British Academy Postdoctoral Fellowship, UK.

- Gennaro Gervasio, Professore, British University, Cairo.

- Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo 21.

- Jolanda Guardi, Universitat Rovira i Virgili, Tarragona, Spagna.

- Michelangelo Guida, Department of Political Science and Public Administration, Fatih University, Istanbul.

- Marco Hamam, Ph.D., docente di lingua araba e assegnista di ricerca presso l’Università di Sassari.

- Michael Humphrey, professore, Department of Sociology and Social Policy, The University of Sydney.

- Amara Lakhous, Ph.D., scrittore.

- Alfredo Laudiero, già docente di Storia dell’Europa orientale presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.

- Il Lavoro Culturale, www.lavoroculturale.org

- Guido Moltedo, scrittore e giornalista.

- Aldo Nicosia, Ph.D., ricercatore e docente di lingua araba.

- Samuela Pagani, docente di Lingua e Letteratura araba presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale.

- Maria Elena Paniconi, ricercatrice di lingua e letteratura araba, Università degli Studi di Macerata.

- Marinella Perroni, docente presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, Roma, e Presidente Coordinamento teologhe italiane.

- Caterina Pinto, arabista e traduttrice.

- Alberto Savioli, archeologo con una decennale esperienza in Siria.

- Marcello Scalisi, direttore esecutivo di Unimed, Unione delle Università del Mediterraneo.

- Lucia Sorbera, Lecturer of Arabic, Islamic, and Middle East Studies, The University of Sydney, NSW.

- Mariagiovanna Stasolla, professore di Storia dei Paesi Islamici presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata

- Antonella Straface, docente di Lingua araba presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale.

- Younis Tawfik, scrittore, docente di Lingua araba presso l’Università di Genova.

- Andrea Teti, Co-Director Interdisciplinary Approaches to Violence, Department of Politics & IR, University of Aberdeen, UK.

- Mattia Toaldo, Post-Doctoral Fellow British School at Rome/Society for Libyan Studies.

- Lorenzo Trombetta, Ph.D. (oggetto: La struttura del potere nella Siria degli al Asad), studioso di Siria contemporanea.

- Anna Vanzan, docente di Cultura araba presso l’Università degli Studi di Milano.

..:: Leggi gli argomenti di questo appello ::..

———- Aderisci all’appello. Scrivi a appellosiria2012 at gmail.com ———-

Aderiscono inoltre (in ordine alfabetico):

- Francesca Acciaro, impiegata aeroportuale, Bologna.

- Alessandro Accorsi, analista e giornalista basato al Cairo.

- Farid Adli.

- Camilla Albanese.

- Luigi Alfieri, professore presso l’Università “Carlo Bo” di Urbino.

- Massimiliano Alone, esperto di sviluppo in Medio Oriente, basato in Palestina.

- Gabriele Augusto, studente, Genova.

- Gemma Baccini, studentessa, Firenze.

- Igor Baldan, insegnante.

- Johnny Samuele Baldi, archeologo.

- Benedetta Baracchi, traduttrice, Cagliari.

- Claudia Bava-Persia, neo-laureata magistrale in Relazioni Internazionali, Università di Bologna.

- Paolo Bazzicalupo, Dirigente di Ricerca presso Istituto Genetica e Biofisica, CNR, Napoli.

- Sara Beccaletto, studentessa, London University.

- Renata Bedendo, islamologa e teologa membro del Consiglio di Presidenza del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI).

- Paola Beltrami, studentessa in relazioni internazionali Università di Torino.

- Hocine Benchina, docente di lingua araba, Università degli Studi di Milano.

- Elisabetta Benigni, Berlino - Roma, Assegnista di Ricerca.

- Claudio Bertolotti, ricercatore, Analista Strategico indipendente e uomo libero.

- Stefano Bigliardi, Researcher, Center for Middle Eastern Studies, Lund University.

- Omar Bonetti, studente del corso magistrale di arabo all’Università Ca’ Foscari, Venezia.

- Raffaele Borreca, PhD student, Department of Political Science and International Relations, University of Peloponnese, Greece.

- Francesca borri, scrittrice.

- Sara Borrillo, Dottoranda in Studi sul Vicino Oriente e Nord Africa, Università L’Orientale di Napoli.

- Bilal Breigheche, Comitato “Siriani per la libertà – Italia”.

- Carlo Cafiero, FAO.

- Erminia Chiara Calabrese, arabista, studiosa di Libano contemporaneo, dottoranda in Scienze politiche all’Università di Tarragona, Spagna.

-  Pino Capozza – Commerciante (Pistoia – Italia)

- Nicoletta Caracciolo, studentessa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

- Roberto Carpi, Milano.

- Cristina Carpinelli, giornalista, Noi Donne.

- Mirella Cassarino, docente di Lingua e Letteratura Araba.

- Raffale Cattedra, Docente di geografia del Mediterraneo, Università di Montpellier 3, Università di Cagliari.

- Martina Censi, PhD student, Università Ca’ Foscari Venezia.

- Benoit Challand, Assistant Professor, Hagop Kevorkian Center for Near Eastern Studies, New York University.

- Meriem Charjane, laureanda in Cooperazione e Sviluppo in Medio Oriente et Maghreb, Institut d’Etudes Politiques (Sciencespo) de Lyon.

- Chiara Chillemi, impiegata, La Spezia.

- Alice Cocciolo, studentessa, Università degli Studi di Bologna.

- Chiara Colasanti, studentessa di Lingue, Università di Perugia.

- Laura Colombini, studentessa di lingua araba presso l’Università Cà Foscari di Venezia.

- Giulia Contini, Il Cairo.

- Valeria Corona, studentessa presso l’Università degli studi di Torino.

- Elka Correa, dottoranda IREMAM, Aix-en-Provence.

- Giulia Costa, laureata in comunicazione audiovisiva e scritture mediali.

- Riccardo Cristiano, giornalista.

- Giusi Currò, docente universitario.

- Alessandro D’Ansembourg.

- Ammar Dayyoub, PhD, Fruit Tree and Woody Plant Sciences (Colture Arboree), Università di Bologna, Italia.

- Francesca de Angelis, esperta in tutela internazionale dei diritti dell’uomo e cooperante in Libano.

- Amina De Biasio, scrittrice e studentessa di arabo presso l’università Ca’ Foscari di Venezia.

- Paolo De Chiara, giornalista.

- Ines Della Valle, fotogiornalista e giornalista freelance di base in Egitto.

- Nicoletta Demarchi, Milano.

- Laura De Matteis, studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso LUISS Guido Carli, Roma.

- Stefano De Santis.

- Marco Di Girolamo, esperto di tecnologie informatiche.

- Massimo Di Ricco, Universidad Nacional de Colombia, Bogota.

- Muriel Esposito, etnologa e scrittrice freelance.

- Valentina Esposito, studentessa, Napoli.

-  Lydia Euler Morreale.

- Gaetano Farinelli, sacerdote.

- Simona Federico, Point Focal Programme de Soutien à la Coopération Régionale c/o Ambassade d’Italie au Maroc.

- Vanessa Ferreri, infermiera pediatrica, Genova.

- Veronica Ferreri, Studente MA, SOAS Migration and Diaspora Studies, London, UK.

- Chiara Frassetto, avvocato, Napoli.

- Giuseppe Lucio Gaeta, Università degli studi di Napoli L’Orientale.

- Giacomo Galeno, studente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

- Alessio Genovese, giornalista free lance.

- Tania Ghiraldo, research project officer.

- Gaia Giannini, graphic designer.

- Valeria Gonzalez y Royero, studentessa, Université Aix-Marseille, Marsiglia.

- Alessandro Grancitelli, ingegnere informatico.

- Sarah Grimaldi, studentessa di lingue e culture dell’Eurasia e del Mediterraneo presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia.

- Shady Hamadi, scrittore.

- Aya Homsi, attivista per i diritti umani in Siria.

- Marianna Hruska, MA in Relazioni Internazionali, basata in Costa d’Avorio.

-  Maria Elena Indelicato, Ph.D. student and research assistant, The University of Sydney.

- Giorgia Jerace, studentessa di Relazioni Internazionali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

- Chiara Labate, psicologa, Messina.

- Valentina Laera, consulente in sviluppo rurale.

- Andrea Lapponi, musicista, Barcellona.

- Paolo Lapponi, biologo, Rieti.

- Barbara La Spisa, impiegata, Romola (FI).

- Mauro La Spisa, pensionato, Firenze.

- Paolo La Spisa, Ricercatore presso l’Università di Genova, Genova.

- Simone Laudiero, autore e sceneggiatore, Napoli.

- Francesca Lauria, presidente de “Le Altre Voci di Afkar” associazione di volontariato per l’integrazione e l’inserimento dei migranti nella società.

- Gian Nicola Loi, Facoltà di Scienze Politiche “R.Ruffilli”, Università di Bologna (polo di Forlì).

- Simona Loi, arabista, collaboratrice di Limes e SiriaLibano.

- Giacomo Longhi, studente di arabo e persiano, Università Ca’ Foscari di Venezia.

- Monica Luisa, laureata in arabo presso l’Università degli Studi di Milano.

- Lucia Maddoli, esperta di cooperazione decentrata allo sviluppo.

- Alfonso Maffei, Roma.

- Anita Magno, Ufficio stampa e segreteria redazione della casa editrice Mesogea, Messina.

- Ugo Magno, Editore Mesogea, Messina.

- Sara Manca, arabista.

- Lucia Mancini.

- Diana Marchesi.

- Marta Maroni, Ph.D student, University of Helsinki.

- Annalisa Martinelli, giornalista pubblicista, Padova.

- Alice Marziali, analista, laureata in Relazioni Internazionali del Medio Oriente presso l’Università di Scienze Politiche R. Ruffilli di Forlì.

- Camilla Matarazzo, studentessa, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

- Francesca Merletti, Policy Assistant UN Crime and Justice Organization, Geneve.

- Valeria Miazzo, docente di scuola primaria, Monza.

- Caterina Michelini Tocci, laureata in Storia dell’arte islamica e restauratrice di opere d’arte.

- Giovanni Miserocchi, Ravenna.

- Il Mondo di Annibale, http://ilmondodiannibale.globalist.it/

- Germano Monti, attivista per la Palestina, la pace e la giustizia.

- Chiara Moretti, educatrice professionale, Torino.

- Valentina Muiesan, capo ufficio Africa australe, Ministero degli affari Esteri.

- Cristina Muradore, laureata in arabo presso l’università Cà Foscari di Venezia e ora iscritta a un master.

- Carmela Napolitano, arabista, Sevilla.

- Laura Odasso, Dottoranda in Lingue Culture Società, Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari, Venezia e Doctorante en sociologie, Laboratoire Cultures et Sociétés en Europe, Université de Strasbourg.

- Luca Paglialonga.

- Monica Palladini.

- Massimo Papa Professore di Diritto Musulmano e dei Paesi islamici, Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

- Costanza Pasquali Lasagni, Local Development Expert.

- Laura Pasqualini, laureata in arabo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e docente di italiano per stranieri.

- Tamara Pataridze, Université catholique de Louvain, Belgique.

- Giovanna Perrotta, laureata in Giurisprudenza, Napoli.

- Daria Petrini, laureata in Lingua Araba, Università ca’ Foscari, Venezia.

- Valerio Peverelli, dottorando presso l’Università statale di Torino, specialista di storia della violenza politica e storia militare.

- Elisa Piccioni, M.A. Relazioni Internazionali, Università di Perugia.

- Anita Piccolo, arabista.

- Pina Piccolo, attivista culturale.

- Elena Piffero, Fellow Researcher, University of Warwick (UK).

- Chiara Pilotto, dottoranda, Università Ca’ Foscari.

- Marcel Pirard, Bruxelles, Collaborateur scientifique, Centre d’Etudes Orientales, Université Catholique de Louvain.

- Cristina Pittarello.

- Fabio Pizzolato, ricercatore INAF/IASF, Milano.

- Margherita Platania, docente univesitaria.

- Paolo Porsia.

- Frauke Priegnitz, Amburgo.

- Stefano Quaglia, PhD Student, University of Konstanz.

- Patrizio Qualireto, laureato in Filosofia, Politica e Comunicazione.

- Adil Radoini, funzionario delle Nazioni Unite.

- Federica Raimondi, studentessa di Lingua Araba, Università Ca’ Foscari, Venezia.

- Amedeo Ricucci, Giornalista RAI.

- Paola Rivetti, post-doctoral fellow, Dublin City University.

- Mary Rizzo, blogger e webmaster di We Write What We Like (fu Palestine Think Tank) e traduttrice.

- Anthony Robbins.

- Nadia Rocchetti, M.A. in arabo, Università degli studi di Milano.

-  Molly Rogers, insegnante di lingua inglese, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Napoli Federico II.

- Maria Laura Romani, studentessa di arabo presso l’università Cà Foscari di Venezia.

- Patrizio Romani, Libero professionista, San Gemini (TR).

- Mara Rossi, arabista.

- Annalisa Roveroni, politologa internazionalista e agricoltrice naturale, Ostia Parmense.

- Alice Sabatini, Insegnante, Il Cairo.

- Mauro Saccol, arabista, laureato in “Lingue e culture dell’Asia e dell’Africa”, Università di Bologna.

- Mª Angeles Sáez García, Arabista e Traduttrice. Universidad de Sevilla y Universidad de Granada.

- Gisela Salomon, teologa luterana, Sicilia.

- Armando Salvatore, Humboldt Center for Social and Political Research, Berlino.

- Daniele Salvoldi, MA, PhD, Egittologo.

- Barbara Sbrocca, artista.

- Ettore Siniscalchi, giornalista.

- Samantha Sprocatti, Milano.

- Paola Strona, studentessa in Scienze Strategiche e Politico Organizzative (SUISS), Università degli Studi di Torino.

- Rosaria Maria Tagliente, dottoranda in Sociologia all’Université de Montréal dal mese di ottobre p.v.

- Ilaria Tedesco, PhD student in Economics, Universita’ di Roma Tor Vergata e Policy Officer at Food and Agriculture Organization of the UN.

- Lorenzo Tel, studente I anno Magistrale LICAAM – percorso arabo, presso l’università Ca’ Foscari di Venezia.

- Serena Tolino, Post-doctoral fellow, University of Zurich.

- Valerio M. Trapasso, autore televisivo, Roma.

- Vito Trentino, rappresentante, Genova.

- Emanuela Trevisan Semi, Università Ca’ Foscari, Venezia.

- Valentina Viene, Insegnante di Arabo presso Alkhair School, Croydon, UK.

- Daniela Viparelli, insegnante, Napoli.

- Antonio Volta, Assegnista di ricerca, Bologna.

- Isabella Weber, studentessa di Cinema, Università di Roma Tre.

- Sieglinde Worndle, Milano.

- Gerta Zaimi, orientalista, laureata presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” in Relazioni Internazionali, Firenze.

- Silvia Zangrilli, insegnante.

- Eva Ziedan, dottoranda in archeologia presso l’Università di Udine.

- Rosalia Zinno, organizzatrice teatrale.

- Giulia Zoffoli, laureata in arabo presso l’università Ca’ Foscari di Venezia.

- Ilaria Zoni, studentessa in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano.

- Matilde Zubani, laureanda in Lingue e Culture del Mediterraneo e del Medio Oriente, Università Ca’ Foscari, Venezia.

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Tags: Siria  Asad  imperialismo  il manifesto  

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