Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Autocritica

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Una precisazione necessaria

Vorrei avere molti visitatori del sito attenti e critici come Marco Bragaglia, che già altre volte mi ha scritto osservazioni più o meno condivisibili, ma sempre utili per me. A volte gli ho risposto privatamente, a volte ho pubblicato la sua lettera con mie osservazioni, ad esempio in Debito e referendum.

Questa volta mi limito a pubblicare integralmente sul sito il suo intervento, che coglie effettivamente il punto più debole del mio commento all’appello per le elezioni (Appelli elettorali: alternativi?): ho sottolineato lacune vere e (forse) reticenze, senza ricordarmi però che “un appello… è un appello”.

Certo, mi addolora veder dimenticato sempre il tema del debito (ma è giusta anche l’osservazione che “anche quello va declinato […] e non basta un documento e nemmeno un libro forse”), e di veder ignorato del tutto – a livello politico e sindacale - il tema del ritorno al pubblico di aziende essenziali per l’economia italiana criminalmente privatizzate. Forse ho anche, inconsciamente ma erroneamente, associato l’appello all’impostazione prevalente nella redazione del “manifesto”.

Ma anche da altri commenti che mi sono arrivati, prevalentemente critici con la mia rigidità che sottovalutava l’impatto di questo appello in una fase politica disastrosa, ho ricavato la convinzione che avevo esagerato nel pessimismo, e insomma, per usare una famosa espressione di Lenin nell’introduzione alla raccolta Dodici anni in cui nel 1908 ridimensionava alcune formulazioni del Che fare? “avevo piegato un po’ troppo il bastone per raddrizzarlo”…

(a.m. 7/11/12)

PS. Unico vero punto di dissenso con la lettera di Marco è sulla frase finale in cui parla di “quel minimo di 'strategia e tattica' che non mi sembra esserci in SEL, PCL, PdCI, SC, M5S, Rif, FIOM, ecc…” Sono prontissimo a riconoscere le debolezze e l’insufficienza di Sinistra Critica (che d’altra parte ne ha discusso con passione nel recentissimo congresso, mettendo sul suo sito analisi severe), e non ne ho mai fatto l’apologia, ma mi pare davvero ingiusto (oltre che inefficace) metterla sullo stesso piano di organizzazioni dedite all’autoproclamazione settaria, o decisamente opportuniste (cioè basate solo sulla tattica senza neppure il sospetto di cosa possa essere una strategia).

(a.m.)

 

La lettera di Marco Bragaglia

Caro Antonio,

 

ho colto con interesse la tua nota sulla proposta - circolata negli ultimi giorni - di creare una lista alternativa per le prossime elezioni del 2013.

 

Pur condividendo il naturale scetticismo - che ahimè accompagna quest'epoca - mi permetto sommessamente di non condividere altrettanto le critiche nel merito. In attesa di sapere il tuo pensiero, magari proprio con un'analisi approfondita sul sito (oltre che in eventuale risposta alla presente mail), vorrei esporti sinteticamente il mio punto di vista. 

 

In primo luogo, l'appello...è un appello. Ossia cerca di coagulare intorno ad alcuni temi, e ad alcune analisi seppur sintetiche, tutti coloro che intendono ancora avere una visione del mondo radicale (e concreta, appunto). Non è poco. Non è poco non soltanto se inquadrato nel panorama politico generale - sarebbe troppo facile visto il decadimento esistente-, ma proprio se inserito nel contesto della sinistra (anche radicale). Si parla di cose concrete, si cerca di mettere tasselli fermi in un contesto assai precario e fugace, insomma, in un contesto in cui Grillo è 'l'antisistema' (sic!). Già solo questo ci impone di ripartire dalle origini. La critica al PD e a Monti è poi fondamentale, e non scontata, basti vedere quanto succede nel Pdci (che spinge per un'alleanza con il PD) e soprattutto con SEL che si è proprio vincolata (elemento questo che anche tu hai ben sottolineato).

 

Sul fatto che le proposte manchino di articolazione, è un cruccio che io condanno da sempre e che purtroppo vedo anche in S.C. da molto tempo, sintomatico di una decrescita intellettuale e di uno sforzo scientifico e culturale di approfondimento....ma si tratta, dicevo, di un appello che intanto prova a dire - dimostrando senso democratico - "questi sono i temi....non tutti.....discutiamone". é insomma un inizio che apre ad una fase di progettazione che richiede tempo e confronto (sarebbe stato troppo difficile racchiudere tutto in un documento e poi sarebbe stato antidemocratico dire 'come' si fa....anche perché credo che chi lo ha proposto non sappia come farlo). è quindi un'opportunità per inserire anche quei temi, come il debito (che anche quello va declinato e credo sia il più difficile da fare peraltro, non basta un documento e nemmeno un libro forse), temi quindi che solo apparentemente non sono inseriti nel documento. 

 

Tra i primi firmatari c'è Gallino, colui, credo, che in termini di progettualità e analisi non è secondo a nessuno, sento di fidarmi - forse non ho alternative - ma soprattutto chiama in causa anche il mio (modestissimi, certo) contributo in vista di un programma che possa essere elettorale e politico.

In fondo chiama in causa anche te e tutti coloro che finalmente possono e vogliono costruire "in alternativa" e non solo "contro", tutti coloro insomma che avrebbero qualcosa da dire nel programma e cosa importa se questo dovesse risultare di 100 pagine, purché non siano quelle dell'Unione del 2006.

 

Penso sia una delle ultime opportunità per costruire qualcosa interno a temi, non ad identità, comunque 'orientati', che possa quindi davvero essere alternativa all'esistente e soprattutto che abbia quel minimo di 'strategia e tattica' che non mi sembra esserci in SEL, PCL, PdCI, SC, M5S, Rif, FIOM, ecc.

 

Grazie per il confronto.

 

p.s. non serve dirlo, ma non sono affatto iscritto ad ALBA, ma a SC.

 

Marco.