Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Finalmente! **

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Avevo conosciuto Andrea Ricci nel PRC (come segretario regionale delle Marche e responsabile del Dipartimento economia), e poi l’avevo trovato apertissimo e interessante nella prima assemblea di “Cambiaresipuò” delle Marche a San Benedetto del Tronto. Non mi convinceva soltanto la sua insistenza sulla questione dell’uscita dall’euro, che secondo lui era (ed è) una soluzione, mentre io ritenevo che potesse essere un’opzione da prendere in considerazione rifiutando il ricatto degli organismi europei, ma senza illusioni su un suo possibile effetto risolutivo sulla crisi.

Ora vedo con piacere che ha commentato in modo del tutto condivisibile il risultato elettorale, affrontando senza reticenza un bilancio della sconfitta, e indicando un punto di riferimento ideale nell’esperienza della Comune e dei primi soviet del 1905 e 1917, che ovviamente condivido.  

Come condivido la riflessione di Alberto Perino della No Tav, quando sul Manifesto di ieri ricorda: “nel 2006 avevamo appoggiato la sinistra che diceva no all'opera. Poi, dopo quello che ha fatto il governo Prodi, abbiamo smesso. A Paolo Ferrero ho detto che se avessero fatto cadere l'esecutivo sul rifinanziamento delle missioni all'estero o sul Tav a quest'ora avrebbero il 20%”. [Detto tra noi, il M5S in val di Susa ha raggiunto ormai una risultato del 40%, con punte che superano il 50%. E ha annunciato un’iniziativa molto positiva, una manifestazione in valle, con la presenza di tutti e 156 i parlamentari del M5S appena eletti. NdR]

E mi sembra un buon segnale che Rosario Crocetta, il nuovo governatore della Sicilia, che ha segnato un punto concreto bloccando il MUOS di Niscemi e ottenendo anche grazie a questo la collaborazione del M5S, rilanci la parola d’ordine del rifiuto degli F35: “Facciamolo, non perché lo chiede Grillo, ma semplicemente per buon senso. Durante la guerra in Libia ero parlamentare europeo, nel gruppo dei Progressisti soltanto Cofferati ed io abbiamo votato contro”.

Insomma, finalmente qualcosa si muove nella sinistra!

(a.m.28/2/13)

Ed ecco la lettera di Andrea Ricci:

Car*,

vi invio alcune riflessioni a caldo sulla sconfitta di Rivoluzione Civile che ho postato sul sito del PRC (http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1290) e sul blog di Paolo Ferrero (http://www.paoloferrero.it/2012/?p=8878#comments) a commento del comunicato sulle dimissioni della segreteria di Rifondazione Comunista.

Un caro saluto a tutti

Andrea Ricci

 

Quali sono le cause della sconfitta di Rivoluzione Civile?
1) La linea politica ondivaga rispetto al rapporto con il centrosinistra. Fino a qualche ora prima del voto, autorevoli esponenti di Rc hanno caldeggiato l’ipotesi di un’alleanza col C-S se le elezioni non avessero dato una maggioranza definita. In tal modo Rc è apparsa tutta interna al vecchio sistema politico ormai allo sfascio. In più, in molte realtà locali le forze aderenti a Rc sono dentro alleanze politiche e di governo col C-S. Una linea di alleanze articolate a livello nazionale e territoriale non è più proponibile di fronte all’esplosione della crisi politica.
2) Il programma ambiguo ed elusivo su alcune questioni fondamentali, in primis l’euro. Di fronte al precipitare della crisi europea, occorrono soluzioni nette e radicali, al di fuori di ogni tatticismo.
3) Le liste elettorali formate sulla base di una spartizione a tavolino tra i vertici delle forze politiche aderenti a Rc per salvaguardare i vecchi ceti politici. Le energie espresse da Cambiare Si Può e dalle realtà territoriali sono state mortificate e addirittura derise e insultate. Boria vanesia e presuntuosa degli autoproclamati gruppi dirigenti di Rc. Quanto di più lontano dalla voglia di partecipazione e di democrazia diretta che esiste nel Paese.
4) Una leadership, quella di Ingroia, non adeguata per le caratteristiche e la storia del personaggio, oltre che per il poco tempo a disposizione.
In questa situazione non si comprende perché mai un elettore, al di là dei rapporti di fedeltà politica o personale, avrebbe dovuto votare Rc anziché 5s. Infatti, io ho votato 5s.
Il PRC è arrivato ad aderire a Rc quando le strade tentate nei 5 anni precedenti il voto sono via via tutte fallite. Disastro del gruppo dirigente. I ripetuti fallimenti non hanno mai dato luogo a una riflessione autocritica che rimettesse in discussione scelte politiche ed equilibri interni. Come in un vecchio valzer, si è passati allegramente da un damerino all’altro. L’unico obiettivo chiaro del PRC è stato quello di garantire la sopravvivenza politica e personale dei propri apparati, oltre che la stabilità psicologica ed esistenziale dei gruppetti di reduci di varia provenienza ideologica che compongono il PRC. Ora non solo non ci sono eletti, ma anche i rimborsi elettorali non saranno più sufficienti a garantire la vita materiale del PRC. La strada imboccata 5 anni fa è finita nel deserto. Leggo qua e là richieste di congresso straordinario. Ridicolaggini. Volete di nuovo rinchiudervi tra di voi per mesi a sbranarvi per qualche medaglietta di latta da appuntarvi sul petto, mentre il Paese precipita? Se volete, fate pure.
Cosa fare allora? 1) Dichiarare conclusa l’esperienza del PRC; 2) aprire un cantiere di discussione virtuale e reale aperto a tutti in cui valutare tutte le opzioni, compresa quella di una confluenza-scioglimento delle attuali formazioni politico-elettorali della sinistra alternativa dentro il Movimento 5 Stelle, come luogo di costruzione di nuove forme democratiche e pluraliste in cui convivono e si confrontano esperienze e proposte diverse; 3) costruire nuove forme di organizzazione politica che prescindano dalla partecipazione elettorale; 4) definire una piattaforma programmatica ed una proposta politica radicale, tesa alla trasformazione rivoluzionaria del sistema politico morente, finalizzata alla costruzione di organi di democrazia diretta alternativi agli attuali organi di democrazia rappresentativa.
Dopo la lunga parentesi dell’ultimo secolo, segnata dagli stalinismi e dagli opportunismi, i comunisti devono tornare a ispirarsi alle esperienze costitutive e originarie del movimento, i cui modelli fondamentali sono quelli della Comune parigina e dei primi Soviet del 1905 e del 1917.

Andrea Ricci 28 febbraio 2013 - 9.21

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PS. Sono arrivate subito alcune critiche allarmate, soprattutto alla frase di Andrea Ricci che dice: "aprire un cantiere di discussione virtuale e reale aperto a tutti in cui valutare tutte le opzioni, compresa quella di una confluenza-scioglimento delle attuali formazioni politico-elettorali della sinistra alternativa dentro il Movimento 5 Stelle, come luogo di costruzione di nuove forme democratiche e pluraliste in cui convivono e si confrontano esperienze e proposte diverse". Ho molti dubbi sulla possibilità di confluire nel M5S portando la proposta di "ispirarsi alle esperienze costitutive e originarie del movimento, i cui modelli fondamentali sono quelli della Comune parigina e dei primi Soviet del 1905 e del 1917". Ma trovo legittimo che si discuta seriamente anche di questa possibilità. Casomai ci si può domandare se quel che era rimasto della sinistra ed era confluito in  Rivoluzione civile si ricordasse  di quelle esperienze molto più di quanto se ne ricordassero i giovani militanti del M5S... (a.m)

un cantiere di discussione virtuale e reale aperto a tutti in cui valutare tutte le opzioni, compresa quella di una confluenza-scioglimento delle attuali formazioni politico-elettorali della sinistra alternativa dentro il Movimento 5 Stelle, come luogo di costruzione di nuove forme democratiche e pluraliste in cui convivono e si confrontano esperienze e proposte diverse - See more at: http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1276:finalmente&catid=6:il-dibattito-sul-qsocialismo-realeq&Itemid=15#sthash.JtR0HD77.dpuf