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Attualità e Polemiche --> Imperialismi --> Cipro: Il primo “corralito”

Cipro: Il primo “corralito”[i]europeo

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di Jérome Duval

 

Come in Spagna, il modello di sviluppo con alti tassi di crescita degli anni 2000, dovuto in larga misura al settore delle costruzioni e al turismo, sembra aver raggiunto i suoi limiti. Cipro è scossa dalle politiche di austerità che colpiscono la Grecia, dagli attacchi speculativi, dalle pressioni dei creditori. Eppure, il debito pubblico cipriota supera il livello richiesto da Bruxelles (60% del Pil) solo dopo che è esplosa la crisi in Europa, passando dal 48,9% del 2008 al 71.1% del 2011: Sarebbe arrivato all’84% del Pil nel III trimestre 2012 e potrebbe superare il 109% quest’anno, secondo Eurostat.[ii]

Dopo vari rimbalzi, alla fine non sono più 18 i miliardi di euro di cui ha bisogno il governo cipriota per il periodo 2012-2016, ma almeno 23. Mentre continuano regolarmente i negoziati tra le autorità cipriote e russe sulla ristrutturazione del prestito di 2,5 miliardi di euro concessi nel 2011 a Cipro dalla Federazione di Russia, la trojka ha decretato la sua sentenza, prima della convalida dei parlamenti nazionali:[iii]come c’era da aspettarsi, l’austerità a Cipro sarà brutale, se non mortale e devastante. In cambio di un prestito di 10 miliardi di euro (9 miliardi dell’eurozona, tramite il Meccanismo europeo di stabilità [MES] e 1 miliardo del FMI), . la trojka impone le sue solite raccomandazioni:

- prolungamento della durata del lavoro rinviando di 2 anni l’andata in pensione;

- taglio di 4.500 funzionari fino al 2016;

- Pensioni e salari congelati fino al 2016;

- aumento dell’Iva dal 17% al 19% in ragione di 1 punto in più all’anno nel 2013 e nel 2014 (il tasso ridotto dell’IVA aumenta dall’8% al 9%);

- aumento di tasse e imposte sul tabacco, l’alcool, l’energia, i trasporti e la benzina;

- tagli drastici nell’istruzione e nella sanità…

Cipro raggiunge il Club dei paesi dissanguati dalla trojka. La popolazione cipriotà è costretta a tirare la cinghia per salvare le banche private imprevidenti e irresponsabili, che hanno perso miliardi speculando sul debito greco.

Dei 10 miliardi di “aiuto”, solo 3,4 devono servire a soddisfare le esigenze di finanziamento del governo; 2, 5 miliardi sono destinati a ricapitalizzare il settore bancario (la somma totale necessaria si stima in 10,4 miliardi di euro) e gli altri 4,1 miliardi restanti ripartiranno immediatamente in rimborso del debito pervenuto a scadenza.

Segnaliamo di passata che l’ammontare prestato dalla trojka equivale all’incirca al patrimonio di 11,5 miliardi di dollari detenuto dal miliardario cipriota John Fredriksen. Secondo Forbes, i 3 miliardari di Cipro totalizzano 13,6 miliardi di dollari.[iv]

Ma non basta: per soddisfare i creditori, il paese deve sborsare, per soddisfare i creditori, 13 miliardi di dollari in luogo dei 7 previsti a fine marzo. Questi ulteriori 13 miliardi (vale a dire il 75% dell’attuale PIL annuo dell’isola) saranno a carico dei ciprioti, che già subiscono il crollo del loro potere d’acquisto e il cui tasso di disoccupazione è bruscamente salito dal 3,7% del 2008 al 14% del febbraio 2013.[v]

 

Cipro, un paradiso fiscale con meno di 1,5 milioni di abitanti in cui le imprese pagano ufficialmente solo il 10% di tasse sui loro profitti, dovrebbe portare questo tasso al livello di quello dell’Irlanda, al 12,5%. Ben magra consolazione, dopo la vertiginosa caduta di 9 punti di questa imposta, che nel 2000 era del 19%. Inoltre si porta a 1,4 miliardi di euro il programma di privatizzazioni, e la Banca centrale deve vendere parte delle riserve auree per 400 milioni di euro.

La specificità di questa crisi sta nel fatto che essa mette in forse la sicurezza dei depositi bancari della popolazione: d’ora in poi si mettono le mani direttamente nel portafoglio dei cittadini. Il progetto iniziale elaborato a marzo prevedeva di introdurre un prelievo eccezionale del 6,75% sui depositi bancari inferiori a 100.000 euro e del 9,9% su quelli oltre questa soglia. Dopo che i deputati ciprioti hanno impedito la violazione della sua stessa legge, che protegge i depositi bancari inferiori ai 100.000 euro, l’Unione Europea propone ormai di imporre un contributo a livello del 60% secondo il FMI per i depositi al di sopra di 100.000 euro. Malgrado il presunto controllo sui capitali e la chiusura delle banche per 12 giorni a marzo, sotto gli occhi della BCE si sono verificate enormi fughe di capitali.

Tutto questo ricorda molto la crisi argentina del 2001, quando si decretò il corralito il 1° dicembre del 2001 (rimase in vigore fino al 1° dicembre 2002, che provocò la caduta del governo di Fernando de la Rúa tre settimane dopo. Ciò che succede a Cipro, benché rappresenti solo lo 0,2% dell’economia dell’eurozona (il suo PIL annuo è di circa 17,8 miliardi di euro) costituisce una “prima” in Europa e ha forti probabilità di estendere oltre la crisi dell’eurozona. Malgrado i recenti discorsi del FMI che fa appello a ridurre l’austerità, l’istituzione persiste, e segna. Si tratta di controllare la concretizzazione delle politiche d’austerità per continuare a portare avanti gli stessi obbiettivi di “aggiustamento”. L’austerità deve passare, costi quello che costi, al di là della condanna della Corte costituzionale del Portogallo o il vicolo cieco in parlamento, come in Grecia.[vi]

 

Il problema delle banche cipriote è il debito greco, che hanno rifilato loro le Banche centrali

 

Gli attivi del sistema finanziario cipriota, estremamente esposto al debito greco, sono diventati 8 volte superiori al PIL del paese. Nel 2009 e 2010, le banche private cipriote – tra cui le due principali, la banca Laiki e la banca di Cipro – hanno effettuato massicci investimenti in buoni del debito greco ad alto rischio, in ricerca di redditività sul mercato secondario (dove si scambiano i buoni del debito “d’occasione”), e questo mentre le altre banche europee cercavano con ogni mezzo di disfarsene.

La Deutsche Bank è riuscita così a sbarazzarsi dei suoi titoli del debito greco vendendoli a buon prezzo alle banche di Cipro. Con la svalutazione dei buoni del debito greco negoziata con la trojka e con la Grecia nel dicembre 2012 come condizione per sbloccare una nuova tranche di indebitamento, i detentori del debito greco sono stati sollevati e l’intero sistema bancario cipriota ha subito perdite enormi. La banca Laiki e la banca di Cipro sono crollate. Ancora una volta, la popolazione viene chiamata a a salvare la tenuta di un settore bancarioprivato che ha perso miliardi in speculazioni completamente aberranti.

[Pubblicato



[i] Il ‘Corralito’ (letteralmente “piccola chiusura”) si riferisce alla decisione degli inizi di dicembre del 2001 del governo argentino -  per porre fine massiccio ritiro di liquido (22 miliardi di dollari in3 mesi) e alla fuga di capitali - di congelare i depositi bancari, vietare di inviare soldi all’estero e limitare i prelievi a 250 pesos a settimana).

[ii]Eurostat, 23 gennaio 2013. http://epp.eurostat.ec.europa.eu/ca...

[iii]Il18 aprile 2013, i deputati tedeschi del Bundestag hanno approvato il progetto. Dei 600 députati presenti, 486 hanno votato sì, 103 hanno votato contro e 11 si sono astenuti.

[iv]The World’s Billionaires, Forbes 2013. http://www.forbes.com/billionaires/...

[vi]I 2 primi Memorandum della troika non sono passati davanti al parlamento greco, violando la Costituzione.



Tags: Cipro  Argentina  debito  corralito  

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