Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Attualità e Polemiche --> Imperialismi --> Alcune osservazioni su Grillo e il M5S

Alcune osservazioni su Grillo e il M5S

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Mi sono attirato spesso accuse di essere troppo indulgente su Grillo. In realtà mi sono sempre solo indignato con chi lo additava come parafascista o “sfascista”. Ma ho criticato spesso il M5S quando era necessario, e ho soprattutto sottolineato che non sempre riusciva a cogliere la vera geografia del potere, e quindi a identificare i veri bersagli da combattere. Sempre troppo istituzionale, perfino nelle polemiche…

Tuttavia, insisto, se il M5S non avesse denunciato la sospensione-soppressione dell’art. 138 già votata da tutti in silenzio, nessuno se ne sarebbe accorto. E se non avessero attaccato la spesa per gli F35, il vero fascista Mauro che Letta ha voluto alla Difesa sarebbe riuscito a riportare l’impegno di spesa al progetto originario. E devo dire anche che è positiva la loro denuncia delle privatizzazioni. Lo stesso Grillo scrive sul suo blog:

La ricchezza degli italiani, società, infrastrutture, partecipazioni, immobili, sarà stata venduta per fare cassa, per tirare a campare senza tagliare gli sprechi dello Stato. Per ogni alienazione di un nostro bene guadagnano un mese di cassa dello Stato, forse meno. Capitan Findus Letta mette in vendita il 40% delle Poste Italiane dopo 150 anni dalla loro fondazione. Neppure Giolitti e Mussolini avevano osato tanto. La giustificazione è di aprirsi al mercato, di migliorare il servizio, di seguire (siete pregati di non sganasciarvi dalle risate) le orme della Royal Mail inglese. Un paragone imbarazzante, con tutto il rispetto è come voler paragonare il cioccolato con la cacca. Qualunque privatizzazione in Italia ha aumentato i costie diminuito il livello di servizio, oltre a ingrassare le finanze degli acquirenti privati. Telecom Italia docet.

Condivido quasi tutto, a parte l’abbellimento delle privatizzazioni della Thatcher, che costarono lacrime e sangue e si sono rivelate fallimentari non meno di quelle italiane. Avrei però aggiunto tra i fanatici delle privatizzazioni Romano Prodi, che ne ha fatte ben più di Berlusconi, Tremonti e tutti quanti, e avrei tolto Giolitti (che al contrario nazionalizzò le ferrovie) e Mussolini, che bene o male per affrontare la crisi del ’29 creò l’IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale), sia pure per risanare le imprese in crisi a spese dello Stato (salvo restituirle ai privati una volta risanate, in base al principio della socializzazione delle perdite, e della privatizzazione dei profitti…) Ma insomma, cento volte meglio Grillo che Letta e soci, SEL incluso, che fa un po’ di critiche e poi ingozza tutto, convinto di poter “spostare il PD”.

Ma poi mi è arrivata una bella doccia fredda: su un altro dei temi di attualità di questi giorni, quello sui due marò assassini che starebbero “soffrendo” in un resort in cui sono ospitati a spese nostre con le famiglie che ormai passano le vacanze in India, si sono mossi tre deputati “grillini” che hanno deciso di fare «un blitz a New Delhi per "affrontare di petto" la vicenda dei due marò trattenuti in India ormai da 21 mesi. Lo annuncia all'Adnkronos il deputato grillino Daniele Del Grosso, che si recherà in trasferta assieme ad altri due colleghi M5S membri della Commissioni Affari esteri di Montecitorio. "Stiamo preparando i visti - spiega Del Grosso - obiettivo è partire, chiaramente a nostre spese, il 20 gennaio. Andiamo lì di persona perché, nonostante il lavoro fatto dal Parlamento, da New Delhi arrivano solo notizie vaghe"». Tutti i giornali hanno presentato l’iniziativa come un gesto di sfiducia al governo che non agisce energicamente su questo terreno, e l’hanno associata all’iniziativa della Meloni e del “fratello d’Italia” Ignazio La Russa. Ho sperato per un po’ che non fosse così, ma mi è arrivata una conferma inquietante: uno dei più brillanti deputati del M5S, Alessandro Di Battista, che cura un blog spesso interessante, se la prende oggi, come è abitudine sua e di molti suoi “colleghi”, con personaggi marginali come la Maggiani (di RaiNews24) o la Boldrini, sottolineandone le incoerenze, ma scambiandoli per pezzi importanti del potere in Italia. Il ché non è proprio…

E contro la Maggiani rea di aver fatto un’intervista vuota e ossequiosa al vuotissimo Letta, Di Battista sferra un attacco assurdo:

Doveva chiedere se la tragica vicenda dei maro’ non sia legata alla perdita di prestigio internazionale che ci contraddistingue da 20 anni e non soltanto per colpa di B. perché quando un Parlamento intero (Letta incluso) vota le porcate europee (MES e fiscal compact per esempio) senza rendere conto ai cittadini oltre a piegarsi alle banche lancia un segnale all’Europa: il popolo italiano non conta nulla. Ma se si manda all’Europa questo segnale lo si manda anche all’India! Lo capite? La triste storia dei nostri fucilieri (uomini obbedienti agli ordini ricevuti e l’obbedienza in un esercito è un valore) dimostra quanto l’Italia abbia perduto quel potere contrattuale che un tempo, grazie alla diplomazia e al talento, basti pensare ad Enrico Mattei, vantava.

L’intervento continua sostenendo che «dovevamo gestirla come vicenda europea, non italiana e basta. L’Europa si sarebbe dovuta mettere di traverso con l’India, l’Europa, non Terzi, Monti, Letta o la Bonino. Per recuperare questa credibilità internazionale (che, voglio ripeterlo, si traduce anche in investimenti da parte di aziende straniere in Italia, quindi in posti di lavoro) occorre andare in Europa e battere i pugni, tirare fuori le “palle o le ovaie”! » A parte la finezza dell’espressione, che vuol dire? Dobbiamo mandare in India le cannoniere?

Quante sciocchezze in poche righe! Prima di tutto, assurdo pensare che l’Italia abbia perso credibilità solo negli ultimi 20 anni. Ricordo che anche Enrico Mattei aveva spesso forzato la mano al governo, e se i mandanti erano probabilmente stranieri, gli esecutori e chi li protesse erano italiani. Nei primi decenni dell’Italia unita ruberie spaventose, assassinii politici ed economici, sperpero di beni nazionali erano continui, e per lo meno pari ai casi Sindona, Calvi, Ambrosoli, ecc, che pure non sono degli “ultimi venti anni”. Ne ho parlato recentemente ricostruendo lo scandalo della Banca Romana e l’ascesa di Giovanni Agnelli in  L'Italia in Albania (e dintorni)

Seconda cosa, non capisce che l’Europa è guidata da gente della stessa pasta degli italiani che non piacciono a Di Battista, e che sono agenti del grande capitale come loro. E che gli investimenti internazionali, se non vengono in Italia e in Europa, è per cause ben diverse dalla credibilità morale dei governanti.

Ultima assurdità: Di Battista ha abboccato alla mitologia, alimentata a tutti i livelli, dal presidente della Repubblica e da tutti i partiti di destra e di ex sinistra, sulla “triste storia dei nostri fucilieri” che lui definisce “uomini obbedienti agli ordini ricevuti” aggiungendo che “l’obbedienza in un esercito è un valore”. Ha mai sentito parlare di Eichmann e della “banalità del male”? O del dialogo di Günther Anders col pilota che sganciò la bomba a Hiroshima? La storia delle conquiste coloniali dell’Italia, poi, è costellata di crimini non minori a quelli delle altre potenze coloniali, e di un’impunità garantita a stupratori e assassini. Non solo in passato: è mai stato preso un provvedimento contro i paracadutisti fotografati mentre torturavano e stupravano in Somalia?

Per favore, cari “grillini”, non vi aggiungete anche voi alla canea degli sciovinisti, che ci assorderà con celebrazioni degli “italiani brava gente” in occasione del centenario della Grande Guerra.

A proposito dei marò, segnalo un po’ di notizie e commenti: I «due marò»: un po' di controinformazione * , Una farsa spacciata per dramma e I marò: cartina di tornasole

 

(a.m.11/1/14)



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