Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Come lottare contro l’ascesa del fascismo

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È stato appena inserito tra i “Testi” un importante saggio di François Sabado e Patrick Le Moal su L’ascesa del nazismo e la lotta per il fronte unico nella Germania degli anni 1930, (La crisi del 1929 e l'ascesa del fascismo) tradotto dall’ultimo numero di Inprecor. Si tratta di un testo molto importante, su cui riflettere in un’Europa in cui si delineano all’orizzonte molti movimenti di tipo fascista, e quel poco che rimane di movimento operaio sembra aver dimenticato del tutto le ragioni che lo portarono a scomparire di fronte a Hitler.

Il saggio parte dalla ricostruzione delle premesse dell’ascesa del nazismo, ricercate nelle conseguenze della Prima Guerra Mondiale, e nel risentimento nazionale tedesco per le ingiuste imposizioni del Trattato di Versailles, e poi nell’esplosione della grande crisi economica mondiale nel 1929. Io stesso ho più volte sottolineato che fu proprio la gravità della crisi, e l’imposizione di barriere doganali che colpivano più duramente un paese come la Germania, senza la valvola di sfogo delle colonie, a spingere la borghesia tedesca a pensare alla guerra come necessità per “abbattere a cannonate le barriere doganali”. La necessità di ricorrere al nazismo era dovuta al timore che di fronte alla prospettiva di una nuova guerra il movimento operaio (che dal trauma della “Grande Guerra” nel 1929 era uscito da poco più di un decennio) superasse le sue divisioni e utilizzasse tutta la sua forza per impedirla, più che all’eventualità di una rivoluzione (come era stato invece nel 1920 in Italia, quando tutte le correnti borghesi appoggiarono il fascismo per evitare una rivoluzione che consideravano alle porte). Il nazismo avrebbe non solo bloccato, ma distrutto i due grandi partiti operai, e per questo ottenne via libera.

Una parte centrale del saggio ricostruisce le tappe dell’ascesa del fascismo in Germania, concentrandosi sulle responsabilità dei socialdemocratici e dei comunisti stalinizzati. Tutta l’ultima parte è dedicata alla tattica del fronte unico proposta da Lenin e Trotskij nei primi quattro congressi dell’Internazionale comunista, e difesa strenuamente da Trotskij, controcorrente, nei terribili anni dell’ascesa del nazismo.

Il lavoro ha una serie di note bibliografiche che sono rimaste quelle dell’edizione francese. Non è stato possibile riportare tutte le citazioni di opere uscite in francese o altre lingue alle corrispettive edizioni italiane. Tuttavia, pur nella consapevolezza della difficoltà di reperire opere che sono fuori commercio, perché sono state in molti casi deliberatamente ritirate o distrutte dagli stessi editori a partire dalla fine degli anni Settanta (c’è solo da sperare che si trovino in qualche biblioteca), si segnalano alcuni riferimenti bibliografici essenziali.

Molti degli scritti di Trotskij sulla Germania utilizzati in questo saggio in italiano si trovano in:

·         Lev Trotskij, Scritti 1929-1936, Einaudi, Torino, 1962, traduzione e cura di Livio Maitan

·         Lev Trotskij, I problemi della rivoluzione cinese e altri scritti su questioni internazionali, Einaudi, Torino, 1970, traduzione e cura di Livio Maitan

Alcune pubblicazioni sul KPD e la repubblica di Weimar:

·         Ossip K. Fleitcheim, Il partito comunista tedesco (KPD) nel periodo della Repubblica di Weimar, Jaca Book, Milano, 1970

·         Hermann Weber, La trasformazione del comunismo tedesco. La stalinizzazione della KPD nella Repubblica di Weimar, Feltrinelli, Milano, 1979

·         Arthur Rosenberg, Storia della Repubblica di Weimar, Sansoni, Firenze

·        Martin Broszat, Da Weimar a Hitler, Laterza, Roma-Bari, 1986.

·        Per vari dati e riflessioni sul comportamento della socialdemocrazia tedesca e austriaca, rinvio al mio Trockij e la pace necessaria. La socialdemocrazia e la tragedia russa, Argo, Lecce, 2007

Come esempio di cecità settaria e di macroscopico errore di valutazione segnalo almeno uno scritto di Palmiro Togliatti di quegli anni: nel settembre 1932 scriveva Contro le false analogie tra situazione tedesca e situazione italiana (dalla rivista “Lo Stato operaio”, anno VI, n.9, firmato con il suo pseudonimo nell’IC, Ercoli), tutto di attacco contro Trotskij che secondo Togliatti era ossessionato dalla marcia su Roma e si ostinava a non vedere che in Germania la situazione era ottima ed eccellente, e la vittoria del comunismo imminente, anche perché a differenza di quelli italiani i compagni tedeschi avevano capito che bisognava penetrare nelle organizzazioni naziste per combattere meglio la socialdemocrazia… Cinque mesi dopo Hiter era al potere e il partito comunista messo fuori legge senza resistere, mentre la socialdemocrazia si inginocchiava davanti al nuovo regime prima di subire la stessa sorte.

Appena possibile cercherò di riprodurlo sul sito. In ogni caso è pubblicato sia nell’antologia de Lo Stato Operaio, 1927-1939, a cura di Franco Ferri, Editori Riuniti, Roma 1964, vol. II, pp.90-107, sia nel vol. III, 2, delle Opere di Togliatti, in versione leggermente più amplia, e con titolo diverso, perché prima di essere pubblicato come articolo sulla rivista teorica del PCd’I era stato l’Intervento al XII Esecutivo allargato dell’Internazionale comunista, pronunciato il 2 settembre 1932, e così figura nelle Opere. Lo raccomando a tutti i nostalgici del “grande glorioso e lungimirante partito”…

 



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