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Ancora dati falsi sull'INPS

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di Sergio Casanova

Ieri ho trovato nuove notizie allarmistiche sul bilancio dell'INPS: 14,4 miliardi di deficit nel 2013 e quasi 12 mld. di deficit previsti per il 2014.

 

Mi permetto di ricordare che il bilancio reale dell'INPS è attivo dal 1998. Lo sappiamo grazie alla meritoria opera (unica per quanto ne so) di F.R. Pizzuti che cura da tempo, annualmente, la pubblicazione di un “Rapporto sullo Stato sociale”, insieme al Dipartimento di Economia e Diritto della “Sapienza”, Università di Roma.

 

Cosa intendo per bilancio reale?

Intendo il risultato ufficiale di bilancio dell'INPS, depurato delle anomalie italiane che vengono pervicacemente mantenute in vita per occultare il fatto che l'INPS (quindi i contributi versati dai lavoratori) finanzia lo Stato, anziché, come si vuol far credere, pesare sul suo bilancio.

 

La prima anomalia è costituita dal mantenimento in carico all'INPS di spese assistenziali che sarebbero di competenza dello Stato. Si tratta di una realtà talmente inconfutabile che ben due leggi (una del 1989 e la famigerata legge Dini del 1995) prevedono la separazione delle spese previdenziali da quelle assistenziali. Non deve stupire che siano restate lettera morta: fa troppo comodo mantenere (formalmente) in deficit il bilancio dell'INPS e non a caso questo è stato uno dei cavalli di battaglia dei taglia-pensioni che si sono succeduti dal 1992 in avanti.

 

La seconda anomalia è che le spese per le pensioni sono computate al lordo della tassazione IRPEF (ad esempio, in Germania sono messe a bilancio le spese per le pensioni nette).

 

Quindi, per arrivare al bilancio reale dell'INPS occorre sottrarre al deficit, immancabilmente denunciato dai dati ufficiali, la spesa assistenziale (che sarebbe di competenza dello Stato) e le trattenute IRPEF effettuate dall'INPS, per conto dell'Erario, che certo non escono dalle casse dell'istituto previdenziale a favore dei pensionati, ma vanno a far crescere le entrate fiscali dello Stato.

 

Un esempio concreto lo possiamo trarre dal “Rapporto sullo Stato sociale 2013” (ed. Simone, Napoli, 2013, € 29), con riferimento alla tabella 4.1 (pag. 243). I dati più recenti sono riferiti al 2011. In quell'anno il bilancio dell'INPS presentava la seguente situazione:

 

Spesa complessiva.................238,319 mld.

Entrate contributive...............188,121 “

Deficit …............................... -50,198 “

 

Abbiamo visto però che le Spese GIAS (Gestione interventi assistenziali) dovrebbero essere a carico dello Stato. Esse, nel 2011, ammontarono a 33,710 mld., quindi, togliendo questa cifra dal deficit formale, il deficit residuo diventa pari a -16,488 mld.. Il che sembrerebbe significare la necessità, per lo Stato, di intervenire a sostegno dell'INPS per quella cifra.

Ma le trattenute IRPEF sulle pensioni ammontarono a 40,512 mld., quindi, in realtà lo Stato incamerò dalla gestione INPS 2011 la differenza tra le trattenute incassate e il supposto deficit:

 

40,512 – 16,488 = 24,024 mld.

 

Insomma, nel solo 2011, lo Stato è stato finanziato dai contributi previdenziali dei lavoratori per ben 24 mld.

 

E' solo un esempio dell'insopportabile regime manipolatorio che ci ammorba ogni giorno.

 

Sergio Casanova



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