Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Dove sta finendo la CGIL?

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- Comunicato "Il sindacato è un'altra cosa"

Riporto integralmente il comunicato sulla violenta espulsione di alcuni delegati e del compagno Giorgio Cremaschi (membro del direttivo nazionale della confederazione) da un’assemblea CGIL presieduta da Susanna Camusso. Non è tuttavia “inaudita” né inedita: ho sperimentato qualcosa di simile nella CGIL di Bari dei primi anni Settanta, di cui ero dirigente. Allora era facile spiegare questi atteggiamenti con lo stalinismo di molti dirigenti, e sperare che fosse un residuo del passato, che sarebbe stato superato grazie all’arrivo di nuovi militanti; oggi si tratta di un fenomeno non residuale, ma collegato alla scelta dell’attuale gruppo dirigente della CGIL di schierarsi inequivocabilmente e senza reticenze a fianco di un capitalismo in crisi che ha bisogno di sbarazzarsi di ogni forma democratica a tutti i livelli, dalle leggi elettorali al rispetto delle minoranze in parlamento. Penoso poi l'atteggiamento della FIOM, che non riesce a schierarsi contro la prepotenza della Camusso neppure in questo caso: vorrebbe che tutti, anche Cremaschi e Vox, adottassero il loro atteggiamento di adattamento all'esistente, rispettando le regole del gioco imposte alla faccia dello Statuto. Il diritto di parola solo per chi è d'accordo... Vedi anche: Cronache dal congresso CGIL  (a.m.15/2/14)

Inaudita aggressione a Milano. Chiediamo le dimissioni di Susanna Camusso. Condanniamo la gravissima aggressione subita dal compagno Giorgio Cremaschi e da altre compagne e compagni aderenti al documento congressuale "Il sindacato è un'altra cosa" a Milano, nel corso di un'assemblea CGIL con la presenza di Susanna Camusso.

L'assemblea era già di per sé un fatto inusuale, in quanto erano convocate solo categorie con i gruppi dirigenti favorevoli all'accordo del 10 gennaio ed esclusa la FIOM, che aveva protestato pubblicamente.
Un gruppo di compagne e compagni aderenti al documento alternativo, tra cui delegati delle categorie formalmente presenti in assemblea e Giorgio Cremaschi, primo firmatario del documento, si è quindi presentato all'incontro. Lo scopo era distribuire un volantino contro l'intesa sulla rappresentanza, che ricordava la singolare coincidenza tra l'assemblea per il si al testo unico sulla rappresentanza ed il 14 febbraio 1984, giorno del Decreto Craxi per il taglio alla Scala Mobile dei salari. Inoltre si volevano esercitare i diritti della minoranza con un intervento nel l'assemblea.
I compagni indossavano anche cartelli con il no all'accordo.
Il primo problema con il servizio d'ordine è sorto in quanto si voleva impedire ai compagni, che ne avevano pieno diritto, di accedere all'assemblea. Già lì il servizio d'ordine ha esercitato pesanti pressioni. Alla fine ai delegati è stato concesso di entrare purché lasciassero i cartelli. Solo Cremaschi ha potuto conservare il cartello che diceva no all'accordo.
Una volta in sala i nostri compagni hanno seguito in assoluto silenzio la relazione e all'apertura del dibattito Nico Vox,delegato della funzione pubblica, ha chiesto di poter intervenire come unico intervento di dissenso tra i tanti già programmati.
Subito tutto il gruppo di delegati dissenzienti è stato circondato dal servizio d'ordine che impediva a Nico Vox di avvicinarsi alla presidenza. Susanna Camusso si avvicinava al gruppo e anche a lei veniva rivolta la richiesta che Nico potesse  parlare, senza ricevere risposta. Si rispondeva  invece dal palco dicendo che si poteva parlare in altre sedi. Alle proteste del gruppo di delegati seguiva una violentissima aggressione da parte del servizio d'ordine. I compagni venivano brutalmente spintonati, insultati minacciati. Giorgio Cremaschi veniva gettato nelle scale e solo per fortuna non ha riportato danni mentre Nico Vox doveva ricorrere all'ospedale.
Quello avvenuto è un atto senza precedenti nella vita della CGIL, dove i più aspri dissensi non sono mai stati affrontati con la violenza fisica e le minacce personali. Il senso profondamente antidemocratico dell'accordo sulla rappresentanza inquina già tutta la vita interna della CGIL, ma è  evidente che qui si è passato il segno.
L'esecutivo nazionale de "Il sindacato è un'altra cosa" esprime piena condivisione e solidarietà verso i compagni Giorgio Cremaschi, Nico Vox e verso tutti gli aggrediti. I compagni colpiti verranno tutelati in tutte le sedi, ma è chiaro che la responsabilità politica della segretaria generale della CGIL è enorme.
Al direttivo della CGIL convocato per il 26 febbraio verrà presentata una mozione di sfiducia verso Susanna Camusso che si è rivelata incapace di tutelare i diritti e le libertà degli iscritti alla CGIL e per questo deve dimettersi.

 



Tags: CGIL  FIOM