Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Miglioristi

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Miglioristi

 

Si è parlato molto dei miglioristi nel PCI, in varie occasioni. Io stesso ho spesso polemizzato con loro, a partire da quello che pesa di più nella politica italiana di oggi, Giorgio Napolitano, a cui ridicolmente si appella spesso il “popolo della sinistra” sperando di essere salvato dalle leggi di Berlusconi, senza capire che Napolitano, grande amante dell’ordine, vorrebbe invece da sempre un bell’accordo tra la parte sana (?) del “popolo della libertà” e il centro sinistra liberato dai troppi “estremisti” che secondo lui impediscono l’intesa… L’apostolo dell’unità nazionale, insomma. L’ultimo elogio a Craxi invece non è solo proiettato al futuro, ma è un atto di coerenza: Napolitano, Chiaromonte, e soprattutto il loro maestro e guida Giorgio Amendola (quello che irrideva a Che Guevara come “stratega da farmacia”), speravano di realizzare un partito unico tra PCI e PSI, anche quando questo era guidato da Craxi. Loro, personalmente, non rubavano, ma erano pronti a chiudere tutti e due gli occhi, pur di arrivare al governo…

Ho rievocato più volte il passato di Napolitano, (Napolitano: non è viltà!), grande traghettatore del PCI verso la socialdemocrazia, e anche di altri della sua corrente, in particolare di Macaluso, che mi è sembrato però più articolato nella riflessione sulla fine del PCI. Rinvio alla lunga recensione di un suo libro apparso sul sito col titolo: Gli eredi di Togliatti.

Sono articoli spariti dalla prima pagina del sito, e che vorrei quindi segnalare ai tanti che hanno cominciato a frequentarlo di recente.

Colgo l’occasione per rinviare a un interessante resoconto di Salvatore Cannavò apparso ieri su ilmegafonoquotidiano.it, Il Pci delle occasioni mancate, su un dibattito “a porte chiuse” (cioè a inviti) sul libro di Magri, Il sarto di Ulm, un libro che ho pure recensito sul sito: Magri, Ulm e lo stalinismo

Gli altri articoli a cui rinvio sono: Una sezione del PCI nel 1956,  Sul togliattismo e la sua eredità nel partito comunista italiano. Una lunga recensione a un libro di un altro migliorista è invece inserito non tra gli articoli, ma nella sezione testi, sulla proiezione dello stalinismo in Italia, col titolo Fassino si confessa.