Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Syriza verso le elezioni

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Grecia: “Qualcuno apra le porte di questa prigione che è diventata l’Europa dell’austerità”

Dal sito Sinistra Anticapitalista

Nella nostra documentazione sugli orientamenti della Sinistra europea nei vari paesi torniamo sulla cruciale situazione della Grecia, un paese profondamento colpito dalle politiche della Troika, dove però è possibile che dalle prossime elezioni esca vincente una forza di sinistra come Syriza.

Lo facciamo con questa intervista di qualche settimana fa comparsa sul sito dell’NPA francese a Antonis Ntavanellos, dirigente dell’organizzazione greca DEA (Sinistra operaia internazionalista), una delle componenti di Syriza: con altre organizzazioni che partecipano a Syriza, DEA ha costituito il Red Network e costruisce oggi l’Alleanza di sinistra che raggruppa numerose correnti della sinistra di Syriza (ndr).

Il governo greco si vanta del miglioramento della situazione. Durante un dibattito parlamentare il primo ministro Samaras è arrivato ad affermare. “abbiamo fatto un enorme passo in avanti per la Grecia di domani” Che cosa ci puoi dire?”

Per la grande massa della popolazione ciò che caratterizza la situazione sono i “tre terribili 30%”: 30% è la dimensione della recessione, 30% è il tasso della disoccupazione, 30% è la caduta dei salari. Il nuovo contratto collettivo riduce il salario minimo a 580 euro. Molte famiglie non dispongono più dell’acqua potabile (300.000 appartamenti) e dell’elettricità (250.000). Il sistema pubblico della sanità e della scuola arretra pericolosamente, determinando costi supplementari per le famiglie.

La Troika avanza ora nuove richieste: esiste un accordo che ha una una parte segreta che sarà resa pubblica dopo le elezioni del 25 maggio. Prevede la liberalizzazione dei licenziamenti nel settore privato con una riduzione delle indennità, la riduzione delle pensioni e l’aumento dell’età pensionabile. Questa politica è sostenuta dalla grande maggioranza della classe dirigente greca.

Qual è lo stato del movimento sociale?

Ci sono numerose lotte. Per esempio è in corso in questo momento lo sciopero delle donne di pulizia. Le insegnanti della scuola primaria faranno sciopero nei prossimi giorni. E per il 9 aprile c’è un appello per uno sciopero generale che coinvolge lavoratori del privato e quelli pubblici contro le misure dell’austerità. Da ogni parte ci sono delle iniziative locali di lotte per far fronte ai problemi quotidiani. Ma complessivamente l’autoattività dei lavoratori sta arretrando. Infatti i lavoratori cercano una via d’uscita politica e sperano nell’arrivo al potere di Syriza.

Le elezioni amministrative avranno luogo il 25 maggio (in contemporanea con quelle europee ndr). Come si preparano le differenti forze politiche?

La destra greca è in una fase di ricomposizione: un nuovo partito sta per essere costruito, Samaras mantiene una linea molto di destra, altri evolvono verso il centro. Alba dorata può ricostruirsi sulla base della crisi di Nuova Democrazia, utilizzando temporaneamente dei metodi “moderati”. Il Pasok (il partito socialista) continua ad affondare. Syriza è il primo partito nei sondaggi: Il KKE (il partito comunista) è intorno al 5%, nonostante la sua influenza sindacale. Antarsya (un altro raggruppamento di forze della sinistra, ndr) è a meno dell’1%: Dunque Syriza può vincere le elezioni.

E’ in corso una campagna della destra e del padronato contro Syriza e contro la sua ala sinistra considerata incontrollabile dalla direzione. Questo contesto provoca tensioni all’interno di Syriza. Certi settori cercano di condurre il partito verso destra, cioè verso dei compromessi che rivedano verso il basso gli orientamenti adottati nei suoi congressi e nelle conferenze. Vorrebbero “normalizzare” il partito. Noi sappiamo che l’arrivo al governo senza un movimento forte ed offensivo non è certo una situazione ideale.

Qual è la situazione della sinistra di Syriza?

Noi siamo una delle componenti di questa sinistra: Il nostro orientamento è chiaro: difendiamo Syriza e lavoriamo per rafforzare il suo radicamento tra i lavoratori, ma noi non sciogliamo la nostra organizzazione come alcuni vorrebbero imporci: E noi costruiamo la sinistra con altri. L’Alleanza di Sinistra, che rappresenta il 30% dei voti nelle istanze di partito, raggruppa la corrente di sinistra di Synaspismos (la corrente uscita dal vecchio PC greco che ha giocato un ruolo essenziale nella nascita di Syriza) e il Red Network che abbiamo costituito con altre due formazioni di Syriza.

L’Alleanza di sinistra ha due punti fondamentali. In primo luogo siamo per un governo della Sinistra (Syriza, KKE, Antarsia) contro ogni forma di governo di unità nazionale. In secondo luogo, bisogna porre termine all’austerità e applicare, per quanto riguarda l’annullamento del memorandum, il debito, le banche, per lo meno tutto quello che è stato votato nei congressi e nelle conferenze si Syriza. Bisogna rifiutare ogni ricatto europeo e bisognerà difendersi con tutti i mezzi necessari. Uno dei problemi che si pone è la difficoltà a gestire i rapporti con il KKE e Antarsya; entrambi tendono a chiudersi in se stessi rifiutando una prospettiva unitaria, cosa che rafforza la destra di Syriza e favorisce le manovre e le oscillazioni del centro del partito.

Qual è precisamente la posizione di DEA sull’Unione Europea e l’Euro?

Siamo degli internazionalisti. Prima di parlare dell’Unione Europea voglio ricordare che ci sono altre questioni: infatti, perfino in Syriza, c’è una mancanza di volontà di pacificare le relazioni con la Turchia. Cerchiamo di spingere Syriza e tutta la sinistra in questa direzione. Noi sosteniamo anche le lotte dei lavoratori e della gioventù turca: La Turchia è una questione centrale: Ed è così anche per le rivoluzione arabe. Dobbiamo guardare verso l’Est e il Sud e non solo verso Ovest.

Per quanto riguarda l’Europa, l’unione Europea, quella che esiste, è incompatibile con qualsiasi politica progressista. Questa Europa è sempre più autoritaria. La disciplina di bilancio distrugge la democrazia. Non c’è cambiamento possibile dall’interno delle Istituzioni europee.

Di fronte a questa Europa non è sufficiente dire che siamo per gli Stati Uniti socialisti d’Europa (anche se è la nostra prospettiva): dobbiamo affrontare le questioni immediate. La parola d’ordine “nessun sacrificio per l’euro” è il risultato delle nostre battaglie all’interno di Syriza: adesso bisogna essere ancora più concreti: quando diciamo che dovremo difenderci con tutti i mezzi necessari, questo vuol dire anche la possibilità di uscire dall’euro. Dobbiamo essere pronti. Non è la nostra prima scelta, ma dobbiamo essere preparati a tutto. Una vittoria in Grecia avrà un effetto domino su altri paesi: Un governo di sinistra dovrà spiegare le sue scelte e fare appello alla solidarietà dei lavoratori e della sinistra in Europa: sarà necessaria un’azione comune per resistere ad ogni tentativo di strangolare questa esperienza. Bisogna che qualcuno apra le porte di questa prigione che è diventata l’Europa dell’austerità e che questa esperienza possa allargarsi.

Intervista rilasciata il 30 marzo ad Atene ad Henri Wilno.