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India: un’elezione con tanti pericoli

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di Pierre Rousset

da Europe Solidaire Sans Frontières e Sinistra Anticapitalista

Le elezioni legislative che sono in corso in India rivestono una particolare importanza per quel paese; i sondaggi indicano un avanzamento del nazionalismo aggressivo di estrema destra, razzista e religioso.

L’organizzazione delle elezioni legislative generali in India necessità di un sistema logistico gigantesco: 814 milioni di elettrici ed elettori sono chiamati alle urne; il voto è cominciato il 7 aprile e dura 37 giorni. Sono pochi i partiti che sono radicati in tutto il paese e le formazioni regionali si moltiplicano. Per formare una maggioranza di governo occorre, quindi, la costituzione di alleanze a geometria variabile. In queste condizioni i giornalisti si astengono dal fare previsioni del tutto aleatorie. Tuttavia alcune tendenze di fondo si manifestano e sono molto inquietanti.

Il Partito del congresso, erede dell’indipendenza del 1947, tornato al potere nel 2004, dopo una fase di eclisse, è oggi fortemente discreditato. L’ultimo rampollo della dinastia familiare che guida questa formazione, Rahul Gandi, 43 anni, non ha la forza necessaria per raddrizzare la situazione. Questa sembra essere la sola certezza.

La crisi del Partito del Congresso lascia libero il campo politico mentre il regime è allo stremo, minato dalla corruzione, e la società indiana subisce i contraccolpi delle politiche neoliberiste attuate dai successivi governi. Il paese conosce una crescita economica molto significativa, ma estremamente inegualitaria. L’alternativa tradizionale a sinistra, rappresentata dai Partiti comunisti marxisti e indiano, è a sua volta screditata, perché entrambi si sono piegati alle imposizioni neoliberiste negli Stati in cui governavano – come il Bengala occidentale – tanto da reprimere violentemente settori della classe contadina.

Narendra Modi è ben piazzato nella corsa elettorale con il BJP (Partito del popolo indiano). Vuole “hinduizzare” lo stato indiano che è laico dall’Indipendenza; sviluppa un nazionalismo razziale e religioso aggressivo che gli permette di rivolgersi agli indù di tutte le caste – comprese quelle più basse –e di indirizzare la rabbia sociale contro i mussulmani (che sono circa 150 milioni in India). Nel 2002 nel Gujarat, lo Stato che controlla con mano di ferro, degli scontri intercomunitari hanno fatto circa 2000 morti. I sostenitori del nazionalismo hindu alimentano delle milizie armate che più volte hanno attaccato le minoranze. Per la maggior parte delle organizzazioni della sinistra, il BJP è un movimento fascista.

Modi promette alle classe medie un “buon governo”. Ha riscritto la propria storia al punto da presentarsi, mobilitando i media, dai cartoni animanti alla televisione, come un semi-dio: Usa tutte le tecniche della comunicazione, intervenendo simultaneamente in diversi posti grazie agli ologrammi.

Una nuova formazione si presenta alle elezioni legislative, l’AAP (Il Partito dell’uomo comune) lanciato da Arvind Kejriwal. Questo partito sviluppa un discorso sociale, si rivolge ai giovani (il 50% della popolazione ha meno di 25 anni) e ha fatto sua la bandiera della lotta contro la “corruzione quotidiana” che avvelena la vita dei più poveri. Ma il suo programma politico mescola temi di destra e di sinistra, cosa che può in qualche modo richiamare casi come quello del Movimento 5 stelle in Italia.

La sinistra sociale e politica si trova di fronte a un dilemma: per sbarrare la strada a Narenda Modi e al suo fascismo induista, bisogna forse votare per un partito laico, che a forza di praticare il neoliberalismo, ha aperto la strada al BJP e alle sue milizie? La rete Socialismo radicale si rifiuta. Altri si rassegnano a sostenere il “male minore”. Le forze di sinistra “autentiche” sono molto attive sul piano locale, animano importanti campagne (come quella contro la costruzione delle centrali nucleari), aiutano lo sviluppo di nuovi sindacati militanti…., ma pesano poco nazionalmente.

Il risultato di questo scrutinio avrà importanti ripercussioni in tutta la regione. Lo Stato indiano è il gendarme del sub continente e i movimenti religiosi d’estrema destra, anti-laici e identitari, sono in piena crescita nei paesi vicini.

Traduzione di Gippò Mukendi

 



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