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Allucinazioni di Rifondazione...

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di Claudio Portici

da Sinistra Anticapitalista

Sono pazzi questi romani” è l’esclamazione che ritorna spesso nelle avventure di Asterix e Obelix i due eroi gallici protagonisti della lotta contro l’invasione di Cesare nei popolari fumetti di Goscinny ed Uderzo.

Sono pazzi questi italiani” potrebbero dire oggi gli esponenti della sinistra radicale francese leggendo alcuni comunicati di Rifondazione del tipo “Lavoro: Mentre la Francia disobbidisce giustamente ai trattati il fanfarone Renzi…” oppure “Renzi è un fanfarone e lascia sola la Francia”.

Naturalmente Rifondazione ha ragione a parlar molto male dei trattati europei e di Renzi, protagonista di un assalto alla baionetta contro il mondo del lavoro. Ma fa molto male a contrapporre le scelte politiche (presunte virtuose) del governo francese a quelle pessime del governo italiano.

L’attuale governo francese di Hollande e Valls è stato messo in piedi alla fine di agosto con un ruolo centrale al ministero dell’economia di un esponente della Banca Rotschild; tutti i commentatori sono concordi nel giudicarlo un governo ultraliberista che non a caso ha impresso una accelerazione senza precedenti (per la Francia) alle politiche dell’austerità incanalandosi nel solco dei paesi dell’Europa del Sud.

Stiamo parlando di un bilancio che sposta direttamente 40 miliardi di euro dalle casse della Sicurezza sociale, cioè dalla classe lavoratrice, alle casse delle imprese e di un programma di tagli alla spesa pubblica di circa 50 miliardi in tre anni. E scusate se vi pare poco….La spending review di Renzi-Cottarelli vale poco meno (45 miliardi di euro).

Queste misure antipopolari e antisociali del governo francese sono denunciate e combattute con grande decisione dalle forze della sinistra, sia quella rivoluzionaria, il Nuovo Partito Anticapitalista (Npa), sia quelle più moderate del Front de gauche (PCF e PG), insieme alle organizzazioni sindacali non appiattite sul governo.

Che senso ha dunque fare dichiarazioni che alimentano false speranze nei lavoratori in Italia e che sembrano indicare che il governo francese pratica una strada alternativa alle politiche dell’Unione Europea?

Quest’ultimo, mentre fa un salto in avanti nelle politiche dell’austerità, creando le condizioni per un ulteriore successo dell’estrema destra del Fronte nazionale, ha fatto semplicemente presente alla UE che, nonostante queste brutali misure antioperaie, non potrà stare dentro il famoso 3% di deficit nel 2015, ma che si impegna a perseguire e rispettare tutte le disposizioni e imposizioni antisociali del fiscal compact e di Maastricht entro due o tre anni.

Non è molto di diverso da quello che ha ottenuto o che cerca di ottenere Renzi per avere qualche margine di manovra mentre con il Jobs Act cerca una resa dei conti con i diritti dei lavoratori rendendo totalmente “libera” la forza lavoro, cioè garantendo ai padroni la totale libertà nelle forme di assunzione, nella gestione dello sfruttamento all’interno delle aziende e nei licenziamenti (come e quando gli pare).

Anche noi siamo esterrefatti dalle dichiarazioni di Rifondazione, dalla presunta furbizia che vorrebbe esserci dietro. Sono formule dettate da un pragmatismo estremo e da illusioni tattiche che certo non aiutano né la lotta dei lavoratori, né la battaglia contro i trattati europei per due semplici ragioni.

Dipingere le politiche del governo francese come alternative, significa solo stravolgere la realtà, far credere l’opposto di quel che esse sono effettivamente; significa cioè confondere i lavoratori italiani, nonché i militanti di una sinistra diffusa, già di per se stessa sconcertata. E, come si sa, la verità è rivoluzionaria; una forza anticapitalista deve denunciare la realtà fino in fondo per aiutare i lavoratori a combattere lo stato delle cose presenti.

Ma dipingere in questo modo le politiche di Holland – Valls comporta un torto grande anche alla classe lavoratrice francese e alle forze di sinistra d’oltralpe che cercano di organizzare il ritorno in piazza delle lavoratrici e dei lavoratori “contro una sinistra che fa la destra” come è scritto in un manifesto dell’NPA. Dove sta la solidarietà internazionale e la ricerca di una lotta unitaria contro il comune nemico capitalista? Ma anche solo: che vanno a dire i compagni italiani alle riunioni della Sinistra europea”.

Forse è il caso che le forze della sinistra in Italia smettano di credere di ottenere dei risultati con delle scorciatoie, con formuletta furbesche “sull’erba del vicino che è sempre più alta”, con l’impressionismo del giorno; i risultati non sono stati eccitanti nel corso degli anni.

Quest’autunno proviamo invece a raccordare politicamente e a costruire una mobilitazione comune in Francia e in Italia (e insieme alle lotte degli altri paesi) contro le politiche liberiste di Renzi/Alfano e di Hollande Valls.

 



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