Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Altri commenti sui nuovi rapporti tra Cuba e Stati Uniti **

Altri commenti sui nuovi rapporti tra Cuba e Stati Uniti **

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Della maggior parte dei commenti italiani all’annuncio del possibile miglioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba, alla fine ho preferito non parlare dettagliatamente per non intasare il sito… Quasi tutti sono cerchiobottisti, e sorvolano sulla gravità delle responsabilità storiche degli Stati Uniti, che hanno cominciato il blocco col pretesto delle relazioni con l’URSS (che non c’erano ancora, e furono una conseguenza pressoché forzata della sospensione brusca degli acquisti di zucchero e delle forniture di petrolio, alimentari, ecc. che erano state imposte dalla monocultura e dal rapporto quasi esclusivo con il grande vicino del nord iniziato già durante la dominazione spagnola), e le hanno inasprite quando l’Unione Sovietica non c’era più, e non c’era più nemmeno il sostegno cubano ai movimenti di liberazione, definiti “terroristi” dai veri terroristi di Washington.

 

Tra l’altro negli stessi giorni i giornali si sono riempiti di commenti indignati alla presunta protesta nordcoreana (virtuale!) per un film su un attentato al loro leader, mentre tutti dimenticano quante decine di (veri) tentativi statunitensi di assassinare Fidel Castro ci sono stati in mezzo secolo…

 

Non vale la pena di ricordare tanti giornalisti superficiali, o ignoranti. Mi limito a ricordare ancora una volta, come capofila di una possibile lista di faziosi, Omero Ciai su “Repubblica”, il giornale che ha dedicato ogni giorno molte pagine inutili alla vicenda. Quanto al “manifesto”, Roberto Livi ha fedelmente ricalcato lo spirito con cui l’accordo è stato presentato ai cubani: una grande vittoria per la liberazione degli ultimi tre dei “cinque eroi”. Poca riflessione sui problemi che restano, di cui ho parlato in Todos somos americanos… 

 

Avevo pubblicato intanto anche in italiano una riflessione di Guillermo Almeyra, precedente all’accordo ma che lo spiegava perfettamente, nel quadro di una garbata polemica con un intervento di Katz troppo ricalcato sull’apologia dell’esistente dominante nella propaganda degli amici di Cuba:  Almeyra: Note su “L’epopea cubana” di Claudio Katz . Avrei voluto tradurre anche un articolo successivo di Guillermo, ma è stato per il momento impossibile; intanto lo pubblico in spagnolo, come quello, molto atteso, di Leonardo Padura.

 

Con quello di Almeyra sono completamente d’accordo, con Padura, come già in passato, meno. Mi sembra che egli consideri come esclusivamente positive le prime misure prese da Obama: Padura sostiene che esse “aprono la prospettiva di un aumento della presenza del capitale estero di cui ha tanto bisogno l’isola per migliorare la sua infrastruttura e le sue condizioni produttive, colpite da lunghi anni di crisi e mancanza di risorse” (“abre incluso la perspectiva para un aumento de la presencia del capital foráneo que tanto necesita la isla para mejorar su infraestructura y sus condiciones productivas, afectadas por largos años de crisis y falta de recursos”).

 

Padura esprime il punto di vista dei “cubanos de a pie” (cioè dell’uomo della strada), che si aspettano molti vantaggi da “altre trasformazioni che si definiranno nel tempo”; intanto egli considera già totalmente positivo l’aumento del flusso di visitatori nordamericani e l’aumento delle rimesse, sorvolando sugli evidenti problemi che ciò può creare. Padura è sicuro che siamo all’inizio di una nuova epoca che necessariamente dovrà essere migliore, in tutti i sensi: “dopo tanti anni di crisi e di penuria, attribuibili o no all’embargo, qualcosa di meglio doveva capitarci, perché credo che ce la meritiamo”…

Sperando che come al solito l’intervento di Padura appaia domani anche sul manifesto, per il momento lo inserisco (Cuba y Estados Unidos: ¿un milagro de San Lázaro? )nella sezione Actualidad latinoamericana insieme a quello di Almeyra (La victoria cubana y sus posibles consecuencias ). Che per ora sta in cima alla lista di attesa per la traduzione…

Ma intanto segnalo - per chi non se la cava con lo spagnolo - alcuni dei suoi principali argomenti che vanno in direzione opposta all'ottimismo di Padura Fuentes:

Almeyra sottolinea che probabilmente ci sarà un flusso importante di divise forti verso Cuba, sia per l’aumento dei viaggi e delle rimesse dei cubani all’estero, sia per il turismo statunitense di massa e dei suoi acquisti, sia per investimenti immobiliari. L’aumento del settore dei servizi legati al turismo farà aumentare in quantità e qualità i consumi urbani che bisognerà produrre o, purtroppo, importare in maggiore quantità e a maggior costo. Nel campo tecnologico con le nuove misure che faciliteranno gli scambi, Cuba rischia di essere invasa di prodotti di moda statunitensi, a beneficio degli arricchiti con attività al margine del turismo. Aumenteranno le differenziazioni sociali tra la grande maggioranza dei cubani che ricevono solo pesos e quelli che hanno dollari ricavati da attività ai margini del turismo o dalle rimesse di familiari. Non è ancora una vera classe sociale, ma può saldare i propri interessi con quel settore della burocrazia statale corrotta o con aspirazioni e valori capitalistici, che aspira a liberarsi delle regolamentazioni e restrizioni difensive che il doverno è stato e sarà costretto a varare.

Esiste il pericolo di una rapida saldatura tra questo strato della burocrazia e il capitalismo mondiale, facilitata dall’aumento della popolarità della Chiesa cattolica, che ha al suo interno tendenze apertamente favorevoli alla restaurazione capitalista, e che darà appoggio politico e materiale alle nuove forze sociali conservatrici o direttamente controrivoluzionarie che il denaro proveniente dagli USA rafforzerà nell’isola. Anche se per una prima fase Cuba, grazie all’aumento delle rimesse e dei viaggi, potrà ottenere le divise necessare per pagare i suoi acquisti di alimenti e combustibile, dovrà anche spendere di più per l’importazione di prodotti di lusso necessari per soddisfare le nuove ondate di turisti.(a.m.22/12/14)

 



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