Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Attualità e Polemiche --> Il dibattito sul "socialismo reale" --> Losurdo e la Grande Proletaria

Losurdo e la Grande Proletaria

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Ho ricevuto da Angelo Foscari questa breve nota, che mi è apparsa molto efficace, e che ho ripreso volentieri anche per rispondere a una critica che ho ricevuto da una lettrice attenta, che mi ha rimproverato di aver riportato  - senza una nota di differenziazione- nell’articolo Il dibattito "euro si euro no" è un'arma di distrazione di massa , la frase finale di Marco Bertorello che, per combattere il “ripiegamento localistico”, ricordava che “i nostri principali guai hanno proprio origine sovranazionale”, ma aggiungeva un concetto pericoloso, proponendo di ragionare su nuove alleanze internazionali tra paesi periferici e tra segmenti di società per sottrarsi alle regole dell'Unione europea”.

Mi era parsa una frase generica (e fumosa), dovuta a un adattamento al linguaggio prevalente nella sinistra realmente esistente, che ragiona sempre in termini di Stati e non di classi, e che non valesse la pena di prendere esplicitamente le distanze, dato il contenuto generale del libro e dell’articolo che volevo segnalare. Ma ripensando a quanti finiscono per abboccare alle illusioni nei BRICS ho pensato di riprendere la noterella di Angelo Foscari, come utile avvertimento su dove si può andare a finire. Su Losurdo ho pubblicato sul sito parecchio, forse troppo: ricordo almeno 

(a.m.24/12/14)

 

Circola in rete una leggenda: quella del "bellissimo", "entusiasmante" intervento che il Prof. Losurdo avrebbe pronunziato all'Assemblea romana"  Ricostruire il Partito Comunista".

Credo che la pericolosità delle idee di Losurdo - che affossano definitivamente "dall'interno" ogni prospettiva anti-capitalistica tangibile, "misurabile", nella quale ai nomi corrispondono le cose - sia tale da giustificare la visione di questa mezz'oretta di intervento. 
Si parte - a mio giudizio - da una ineccepibile caratterizzazione di quelli che sono gli USA oggi, tra povertà, criminalizzazione del disagio e umori guerreschi; per poi passare rapidamente al "sugo" del discorso, al refrain prediletto da Losurdo: la "Lotta di Classe internazionale". Questa lotta di classe internazionale - che è da tempo la bussola con cui il Nostro si orienta in ogni situazione - corrisponde in sostanza nel discorso losurdiano all'espansione economica dei Brics (Brasile, India, Cina, Russia, Sud Africa), che va sostenuta in blocco ed acriticamente; senza preoccuparsi di capire, di verificare se i Brics ed altri paesi post-coloniali possano in definitiva ricalcare il cammino dei paesi capitalisti e dei giustamente vituperati Stati Uniti d'America. Stavo giusto pensando che mancano nel ragionamento di Losurdo i criteri, le delimitazioni, i "paletti" (orribile metafora, la adopero solo per farmi capire) che consentano di orientarsi nelle vicende della Lotta di Classe quella vera, quella interna a ciascun paese e dunque anche ai paesi emergenti (non perché l'espansione economica dei Brics non sia un fatto sacrosanto, ma perché essa NON corrisponde alla lotta di classe ) ; stavo pensando questo allorché Losurdo si è lanciato in un peana del Partito Comunista Cinese, depositario della "tradizione rivoluzionaria", da Mao Tse Tung fino agli attuali dirigenti: risparmiandomi ogni ulteriore deduzione dal e decostruzione del suo discorso, improntato ad uno storicismo assoluto sul quale lo spesso citato alla cazzo di cane Costanzo Preve aveva idee molto chiare. 


Fatto strano, la storia poco si cura della filosofia che su di essa fa Losurdo, e i minatori sudafricani lottano contro il partito-stato, con gigantesche spaccature che interessano i comunisti di quel paese, eccetera eccetera. Ma, nel nostro piccolo italiano, la piattaforma di riunificazione comunista abbozzata da Losurdo propone chiaramente la trasformazione dell'area anticapitalista nostrana nel Club di Topolino dei fans acritici del capitale nazionale (a direzione più o meno statale) in giro per il mondo, esclusi magari USA, GB, Francia e Germania ma NON esclusa ovviamente l'Italia povera e bella.

Dunque per i comunisti italiani questa è l'ennesima trappola, l'ennesima perdita di tempo, l'ennesimo vicolo cieco. E particolarmente perniciosa, però, rispetto ad altre più ingenue, perché Losurdo è filosofo e dunque il suo pensiero è estremamente coerente e pressoché infalsificabile; perché anche qualora i "comunisti" cinesi "prendessero atto" e cambiassero nome al partito, il losurdianesimo non si scomporrebbe più di tanto, continuando a sostenere tout-court la Cina in nome della "lotta di classe internazionale". 
Chi mi conosce e ha letto anche solo un paio dei miei post sa benissimo che NON demonizzo le esperienze del socialismo reale (nemmeno le peggiori) e che non sono tra i "criticoni" a oltranza di Lula, Dilma eccetera. Ma cercare di occultare il fatto inoccultabile del continuo tiro alla fune tra le classi, della lotta di classe quotidiana - che i comunisti avrebbero il compito di promuovere, affinare e generalizzare al tempo stesso, dotare di una prospettiva scientifica - dietro il paravento della "lotta di classe internazionale" è operazione vecchia come il cucco, che ci riporta ai Corradini e ai Giovanni Pascoli della Grande Proletaria. Può andar bene per qualche nostalgico da poltrona, ma ha il fiato corto. 
E dire che in Italia bisogna fare il Partito Comunista additando il fulgido esempio cinese non può che allontanare chi ragiona un minimo.

Angelo Foscari



Tags: Losurdo  stalinismo  banalità  BRICS  Russia  

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