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Sudafrica: un esempio per la Sinistra anticapitalista internazionale

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di Jean Nanga

 

Il sindacalismo sudafricano conosce una crisi senza precedenti, causata dal sostegno della sua principale federazione, la COSATU[Congresso dei Sindacati Sudafricani], alle politiche neoliberiste dell'ANC [African National Congress], sostenute dal Partito Comunista. Di fronte a una tale capitolazione, il sindacato dei metallurgici (NUMSA) è entrato in dissidenza, facendo appello al raggruppamento di una sinistra della sinistra, politica e sindacale, capace di difendere un'alternativa al capitalismo. In questo quadro, su appello del Numsa, si è tenuta un'assemblea preparatoria a Johannesburg. (Red. La Gauche)

 

Lo scorso novembre, il Comitato Centrale Esecutivo del Congresso dei sindacati sudafricani (Cosatu), principale federazione sindacale (20 sindacati, 2,2 milioni di membri), ha escluso dai suoi ranghi, con 33 voti contro 24, il Sindacato nazionale dei metallurgici (Numsa), terzo sindacato del paese e uno dei più combattivi, che conta circa 350.000 membri. Questa è stata la sua risposta all'acuto conflitto che l'ha opposto al Numsa, uno dei suoi membri fondatori, dopo l'ultimo congresso nazionale di quest'ultimo (dicembre 2013).

 

In effetti il Numsa aveva deciso in particolare, alla vigilia di un anno elettorale, di chiedere al Cosatu di rompere con l'ANC, e dichiarato che non avrebbe versato la sua parte di quota al Partito comunista sudafricano, e infine sollecitato, con altri, la convocazione di un congresso nazionale straordinario del Cosatu, allo scopo di valutare l'Alleanza Tripartita (AT) tra Cosatu, PC e ANC, che dirige lo Stato sudafricano dal 1994 – in realtà dal 1996, poiché i primi due anni erano stati quelli di un governo di unità nazionale che includeva i vecchi partiti dello Stato dell'apartheid, e l'Inkhata Freedom Party del capo zulu (collaboratore dei primi) Mangosuthu Buthelezi.

 

Deriva neoliberista dell'Alleanza tripartita.

 

Per il Numsa come per gli altri sindacati del Cosatu, che gli hanno espresso il loro sostegno dopo l'espulsione dalla Confederazione, la politica dell'Alleanza Tripartita, sotto egemonia dell'ANC, dal 1996 non cessava di allontanarsi dall'obiettivo fondamentale del Cosatu: «lottare per i diritti de/i/lle lavorat/ori/rici assicurando la giustizia economica e sociale per tutt/i/e i/le lavorat/ori/rici» e in generale combattere lo sfruttamento, l'oppressione, le disuguaglianze sociali e le altre ingiustizie della società sudafricana.

 

L'AT, alla quale il Cosatu serve da cinghia di trasmissione in una grande parte del mondo del lavoro, consolida nel corso degli anni la sua adesione al neoliberismo, la sua sottomissione alla volontà del capitale, straniero o sudafricano, bianco o nero. Si tratta di un liberismo di «tipo speciale» poiché, tenendo conto della pesante eredità dell'apartheid in materia di disuguaglianze sociali segnate con la razza, e dei rischi di esplosione sociale, le istituzioni finanziarie internazionali avevano compreso la necessità di accompagnare le misure neoliberiste (iniziate sotto l'apartheid) accettate dal tandem Nelson Mandela – Thabo Mbeki, con alcuni limitati programmi sociali (posti di lavoro, costruzione di case, ecc.) a favore de/i/lle Ner/i/e. Nel Sudafrica, il termine Nero, va al di là del colore della pelle; ad esempio i/le sudafrican/i/e di ascendenza cinese, qualche anno fa hanno ottenuto di essere classificat/i/e come  ... Ner/i/e.

 

Contro il capitalismo bianco o nero

 

Promovendo un capitalismo nero (Black Economy Empowerment, BEE) in nome della strategia della rivoluzione nazionale democratica in questa società segnata da un «colonialismo di tipo speciale», teorizzata dal PC, l'ANC è diventato un ardente difensore degli interessi del Capitale. Queste evoluzioni si concretizzano negli ultimi anni nell'assassinio, da parte della polizia, di 30 minatori – con decine di feriti – a Marikana; nel Piano di sviluppo nazionale (considerato più neoliberista dei precedenti); nella lussuosa tenuta residenziale privata (a Kandla) del presidente Jacob Zuma, ecc.

 

L'accesso alla vicepresidenza dell'ANC, poi da quest'anno dello Stato sudafricano, di Cyril Ramaphosa, riflette la stessa evoluzione. Questo ex dirigente del sindacato dei minatori, cofondatore del Cosatu e coredattore della costituzione sudafricana, è diventato, grazie al BEE, uno dei Neri più ricchi del paese (550 milioni di $), azionista delle maggiori imprese, come la catena McDonald's locale (al 100%), della Lonmin (9%) la cui difesa del tasso di profitto spiega il massacro di Marikana. Peggio ancora, lui ne sarebbe un istigatore, secondo delle email rese pubbliche. Ora c'è il rischio che succeda a Zuma alla testa dello Stato sudafricano.

 

Il Numsa per una sinistra della sinistra

 

Il Numsa vuole che il Cosatu cessi di essere complice di questa ANC, che ha realizzato con il sostegno del PC una «rivoluzione borghese clandestina, avanzata, mentre ingannava i poveri con promesse al vento» (Percy Ngonyama, 2006) . Affinché si volga invece, come federazione indipendente, verso quelle e quelli che sono le vittime del capitale: i milioni di disoccupat/e/i, (31%, cioè 4,2 milioni di persone nel 1994; 37%, cioè 7,5 milioni nel 2014) che vivono in condizioni senza rapporto con quelle di Zuma, ma anche il proletariato agricolo supersfruttato.

 

Per questo, ha rilanciato la discussione sulla necessità di un grande partito proletario sudafricano e di un movimento alternativo popolare detto «Fronte Unico», ponendo termine al principio del Cosatu di collaborare solo con movimenti sociali d'accordo con l'AT.

 

Così, malgrado misure anonime di intimidazione, lo scorso fine settimana (13–14 dicembre) si è tenuta a Johannesburg l'Assemblea preparatoria del Fronte Unico con «350 delegat/e/i venut/e/i dall'insieme del paese in rappresentanza di una varietà di  sindacati, movimenti sociali, organizzazioni popolari, organizzazioni confessionali di base, ONG e formazioni anticapitaliste, riunite per porre le basi di un movimento unito della maggioranza povera contro il sistema che ha fatto del Sudafrica il paese più disegualitario della Terra» (Dichiarazione dell'Assemblea Preparatoria del Fronte Unito, 15 dicembre 2014).

 

Speriamo che questo progetto ispiri altre società dell'Africa e al dilà, in questi tempi di particolare aggressività del capitalismo e delle alternanze neoliberiste.

 

 

Da: LCR-la gauche  

http://www.lcr-lagauche.org/

traduzione di Gigi Viglino

 



Tags: ANC  Sudafrica  Cosatu  NUMSA  

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