Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Attualità e Polemiche --> Imperialismi --> Ancora riflessioni e dati sui droni assassini

Ancora riflessioni e dati sui droni assassini

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Antonio Mazzeo ha fornito un quadro impressionante sulla diffusione dei droni, la loro utilizzazione contrastante con tutte le norme del diritto internazionale, e sul ruolo dell’Italia in questo settore. Va detto che l’indifferenza della maggior parte degli italiani (non solo dei parlamentari che hanno richiesto pro forma un’informativa del ministro degli Esteri e poi hanno disertato la seduta per non sciuparsi il weekend) di fronte all’assassinio di Giovanni Lo Porto contrasta con il modo campanilistico con cui abitualmente viene seguita ogni tragedia collettiva, dando priorità assoluta alle notizie sulla sorte dei “nostri concittadini”. Ultimo esempio quello del terremoto nel Nepal, che ha visto un’informazione concentrata sulla sorte delle poche decine di possibili vittime italiane, anziché su quella delle molte migliaia di nepalesi sicuramente morti. Nessuno si scandalizza se in una Katmandù irreparabilmente distrutta (con ripercussioni di lungo periodo per la scomparsa di molte di quelle testimonianze artistiche del passato che motivavano un costante flusso turistico) i sopravvissuti sono costretti a scavare per giorni a mani nude mentre i pochi facoltosi stranieri in gita organizzata sul “tetto del mondo” sono stati tempestivamente evacuati con i pochi elicotteri disponibili.

Ma nel caso dell’indifferenza per la sorte tragica di Giovanni Lo Buono c’è di peggio, c’è il rifiuto di mettere in discussione l’immoralità della nostra partecipazione alle guerre di retroguardia dell’imperialismo. E si smette subito di parlare perfino del nostro concittadino, per evitare di riflettere sul bilancio di vittime innocenti di tutte le guerre criminali spacciate per imprese di polizia internazionale. Ne avevo parlato già in L’intelligenza dei droni. Raccomando anche la seconda parte dell’articolo di Mazzeo, da cercare nel link, perché è ricca di dati su questa parte non meno insensata della spesa militare italiana.

(a.m.28/4/15)

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Perché all’Italia non interessa degli italiani assassinati dai droni

di Antonio Mazzeo

Vittime collaterali, inconsapevoli e innocenti, dell’ennesimo atto di una guerra unilaterale. Niente più eserciti contro eserciti, solo killer-robot contro uomini, donne, bambini. Il cooperante siciliano Giovanni Lo Porto, colpevolmente ignorato dalla politica con la P maiuscola, dalle istituzioni e dall’intero Parlamento italiano, è stato brutalmente assassinato in Pakistan in uno degli innumerevoli bombardamenti scatenati dagli stormi di droni Usa. “Si è trattato di un  tragico e fatale errore dei nostri alleati americani, riconosciuto dal presidente Obama, ma la responsabilità della morte di Lo Porto e di un secondo ostaggio, lo statunitense Warren Weinstein, è integralmente dei terroristi, contro i quali confermiamo l’impegno dell’Italia”, il liquidatorio commento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Nessuna colpa dunque per gli agenti Cia che hanno ordinato l’attacco, nessuna responsabilità politica per chi, a Washington - violando il diritto internazionale - ha promosso e legittimato l’uso dei droni, in un’escalation infernale verso la totale disumanizzazione dei conflitti.

I raid Usa contro le presunte postazioni delle milizie filo-al Qaida al confine con l’Afghanistan risalgono allo scorso mese di gennaio. Warren Weinstein, originario di Rockville, Maryland, direttore per il Pakistan della J. E. Austin Associates, era stato rapito a Lahore nell’agosto 2011, qualche giorno prima di rientrare negli Stati Uniti per la fine del contratto lavorativo con l’U.S. Agency for International Development. Giovanni Lo Porto era stato rapito invece nel gennaio 2012 a Multan, nella provincia centro-occidentale del Punjab, dove lavorava per la ong tedesca Welthungerhilfe” (Aiuto alla fame nel mondo), impegnata nella ricostruzione della regione colpita dalle inondazioni del 2011. Nel bombardamento in cui ha trovato la morte il cooperante siciliano, sarebbe rimasto ucciso anche un altro cittadino statunitense, Ahmed Farouq, ritenuto dalla Cia come uno dei maggiori leader di al Qaida in Pakistan. Pochi giorni dopo, sempre con un missile sganciato da un drone, è stato assassinato in Pakistan un terzo cittadino statunitense, Adm Gadahn, indicato come uno dei “portavoce ufficiali” di al Qaida. Secondo Washington, i militari Usa non erano a conoscenza dell’identità degli “obiettivi” spiati dai droni. “Sebbene Farouq e Ghadahn fossero membri di al Qaida, nessuno dei due è stato specificamente preso di mira, non avevamo informazioni che indicassero la loro presenza nei siti delle operazioni”, ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. “L’autorizzazione al raid è stata data dopo centinaia di ore di sorveglianza; sulla base delle informazioni in nostro possesso, al momento dell’attacco nel compound controllato c’erano solo quattro militanti di al Qaeda, ma non ostaggi o civili pakistani”.

Continua in: http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2015/04/perche-allitalia-non-interessa-degli.html



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