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La pagina di Antonio Moscato

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Nuove tensioni in Venezuela

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In agosto ha suscitato scalpore l’episodio di un colonnello dell’esercito in servizio, José Martín Raga Garavito, che ha denunciato corruzione e inefficienza nei controlli sulle importazioni. Responsabile di un progetto “utopico” di sviluppo endogeno basato su un idea formulata da Chávez nel 2003, che sviluppa una coltura di ortaggi su una superficie che a noi pare piuttosto grande (2.800 ettari) ma che in Sudamerica è considerata modesta, il colonnello aveva cominciato la sua protesta con una serie di twitter piuttosto polemici, poi sistematizzati in un articolo apparso su una edizione venezuelana di Newsweek, e successivamente nell’agenzia venezuelana di sinistra Aporrea (www.aporrea.org/contraloria/n276047.html).

Protestando per gli attacchi subiti, Raga Garavito rispondeva: “Attenti . sono chavista. Sono popolo, sono militare, sono critico, ma non uno spudorato o un parassita”. Il suo bersaglio erano i commercianti che si procuravano con ogni mezzo prodotti importati (in genere dalla Colombia), ma soprattutto i funzionari incaricati del settore agricolo, incapaci o indifferenti rispetto al compito di fornire aiuto ai piccoli produttori agricoli che avrebbero bisogno di semi, di concimi, di aiuto tecnico per poter cominciare a ridurre la dipendenza dalle importazioni. Che è una delle cause della penuria organizzata per assicurare guadagni smisurati ai contrabbandieri e soprattutto a chi dovrebbe dare la caccia agli speculatori e agli imboscatori di generi di prima necessità da rivendere su circuiti paralleli.

“Bisognerebbe sbatterli in galera ogni tanto”, sosteneva il colonnello, trovando vasta eco nel paese, al punto che di lui ha parlato, al margine di un altro articolo sull’agricoltura, anche la prudentissima Geraldina Colotti su “il manifesto”. Anche se ha dimenticato di raccontare la conclusione: in galera invece dei funzionari corrotti e/o inefficienti, ci è finito lui, il colonnello chavista, accusato di diffondere notizie tendenziose… http://www.resumenlatinoamericano.org/2015/08/20/venezuela-detuvieron-al-coronel-raga-luego-de-sus-explosivas-declaraciones/

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Il governo di Nicolás Maduro la guerra agli speculatori la continua a fare cercando di bloccare il lungo confine con la Colombia, arrivando anche a scontri a fuoco con piccoli gruppi di paramilitari colombiani che si sono riciclati come scorte ai convogli di contrabbandieri. Ma il problema riguarda anche le centinaia di migliaia di rifugiati colombiani che si sono accampati, a volte da diversi anni, in territorio venezuelano e sopravvivono col piccolo contrabbando, che è ben diverso da quello in grande stile (ad esempio di benzina, che in Venezuela è pressoché gratuita) che ha bisogno della complicità delle autorità locali. Il momentaneo blocco della frontiera ha già fatto raddoppiare il prezzo della benzina a Cúcuta, capitale del dipartimento colombiano di Santander Norte, ma non può durare a lungo, dato cheevasioni fiscali a partepenalizza soprattutto il Venezuela, che non ha a breve termine altre fonti di approvvigionamento, come è emerso in tutti gli altri periodi in cui le tensioni politiche tra i due Stati avevano spinto Caracas a bloccare la frontiera.

La soluzione del problema era stata indicata da Chávez, e riproposta dallo sfortunato colonnello Raga Garavito: puntare alla sovranità alimentare incoraggiando anche finanziariamente la piccola produzione locale, e scatenando il controllo dal basso contro il contrabbando e l’imboscamento di derrate da rivendere al mercato nero.

Ci sono state manifestazioni a Caracas contro il “paramilitarismo” e in appoggio al governo, ma il giudizio degli elettori sarà determinato dalla capacità di prendere misure rigorose per arginare all’interno del paese e della stessa capitale, la crisi di approvvigionamento alimentare. E le elezioni sono ormai vicinissime, fissate finalmente dopo alcuni rinvii al 6 novembre.

La destra sembra momentanea bloccata da contrasti interni, sfociati anche in alcuni omicidii tra le squadracce che avevano imperversato nelle strade di Caracas e altre città in vari periodi. Ma esiste si direbbe che  la principale preoccupazione del governo, e soprattutto del CNE (Consejo Nacional Electoral), da esso strettamente controllato, sia quella di ostacolare la presentazione di una lista di Marea Socialista, la tendenza di sinistra che è stata esclusa dal PSUV. Dopo aver rifiutato con un pretesto la lista nazionale, sono state cancellate con pretesti inverosimili anche diverse candidature individuali appoggiate da organizzazioni locali, nonostante Marea Socialista abbia mantenuto una grande moderazione nelle critiche al PSUV anche dopo la sua esclusione da questa organizzazione, perfino di fronte a diversivi come gli incidenti di frontiera per nascondere il fallimento di una politica di lotta efficace alla speculazione. Soprattutto per un settore del PSUV, la boliburguesia, di cui è considerato massimo esponente il vicepresidente Diosdado Cabello, l’obiettivo delle elezioni sembra soprattutto quello di impedire che in parlamento arrivi una pattuglia di sinistra capace di sostenere criticamente e rilanciare il chavismo.

(a.m.30/8/15)

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Sulla questione dell’esclusione dei candidati di Marea Socialista, segnalo questi articoli:

 

Razzia antidemocrática del CNE suprime a mujeres y demás candidatos de Marea Socialista a la AN
Equipo Operativo Nacional de Marea Socialista - www.aporrea.org
26/08/15 - www.aporrea.org/poderpopular/n276488.html

Dirigentes obreros respaldan cierre de frontera y rechazan anulación de candidaturas de Marea Socialista a la AN
Prensa Marea Socialista - Carabobo - www.aporrea.org
28/08/15 - www.aporrea.org/trabajadores/n276597.html

PRT: CNE entra en contradicción con la paridad de género, atropellando a las organizaciones revolucionarias
Aporrea.org - www.aporrea.org
28/08/15 - www.aporrea.org/actualidad/n276611.html

Saboteo a Marea Socialista y a sus candidaturas ¿Cuál es lo Grave?
Amaranta Rojas - www.aporrea.org
28/08/15 - www.aporrea.org/ideologia/a213041.html

 



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