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Le crisi del debito greco. Chi salva chi?

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Il Meccanismo Europeo di Stabilità ha cominciato i suoi versamenti (ai creditori, non alla Grecia).

di Bodo Ellmers

dal CADTM

 

La saga del salvataggio della Grecia ha conosciuto un nuovo episodio in occasione del versamento delle prime rate del nuovo prestito. Il programma di prestito di 86 miliardi di euro sarà finanziato dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). Il FMI ha rifiutato di partecipare al pagamento perché ha dei dubbi sulla sostenibilità del programma di prestito, negoziato dall’Eurogruppo, che non contiene riduzioni importanti del montante del debito.

Per buone ragioni: il denaro sarà utilizzato per rifinanziare il fardello insostenibile del debito greco e per ricapitalizzare le banche. Mentre i creditori hanno ottenuto un momento di tranquillità, i cittadini e l’economia greci sono di nuovo messi da parte.

I ministri delle finanze e i capi di Stato europei dovrebbero essere sollevati: il nuovo salvataggio dovrebbe ritardare di qualche anno l’insolvenza e dunque il fallimento della Grecia. Con un po’ di fortuna, i loro mandati saranno terminati e sono i loro successori che dovranno assumersi la responsabilità della perdita inevitabile dei miliardi prestati sotto garanzia dei contribuenti.

 

Dove va il denaro?

Il 20 agosto scorso, dopo l’approvazione dei diversi parlamenti, il denaro del MES ha cominciato a essere versato, ma alle banche e ai creditori, non alla Grecia:

Ecco l’utilizzo proposto per questo terzo programma di salvataggio:

54 miliardi per rifinanziare i vecchi debiti;

25 miliardi per ricapitalizzare le banche;

15 miliardi per regolare i ritardi di pagamento e rifinanziare le riserve.

Si suppone che lo scarto di 8 miliardi tra i 94 miliardi previsti qui sopra e gli 86 miliardi che dovrebbe fornire il MES sarà finanziato dallo Stato greco: 2 miliardi dal bilancio ordinario e 6 miliardi dalle entrate delle privatizzazioni. Ciò significa che non solo il programma fallisce nel finanziare la ripresa economica in Grecia, ma il contributo greco implica che altro denaro sarà ritirato dall’economia e dai bilanci pubblici per essere trasferito ai creditori.

 

Inizio dell’era dei salvataggi circolari a più livelli

Un primo pagamento di 13 miliardi di euro è stato effettuato il 20 agosto scorso. 3,4 miliardi di questa somma sono stati utilizzati per rimborsare la BCE (3,2 miliardi per il principale, 200 milioni per gli interessi). Il fatto che il MES cominci a rifinanziare la BCE costituisce un elemento nuovo e un esempio kafkiano del modo in cui le istituzioni europee giocano a ping-pong con del denaro fittizio. Ed è anche un buon affare per la BCE e per gli Stati che la possiedono: il CADTM ha pubblicato un’eccellente analisi che spiega come la BCE fa profitti allo stesso modo dei fondi avvoltoi sugli impegni greci.

 

Il resto del denaro sarà utilizzato per rimborsare il credito-ponte dell’UE di 7,4 miliardi che la Grecia ha utilizzato per pagare le rate dovute al FMI. Ho sostenuto in precedenza che se la Grecia fosse stata insolvente sui prestiti del FMI, ciò sarebbe stato utile per la riforma dell’istituzione. Anche questo pagamento al FMI finanziato del MES è una novità: di solito è il compito del FMI fornire prestiti quando uno dei suoi membri è a corto di denaro liquido, cosa che ha fatto in maniera troppo generosa per la Grecia negli anni scorsi. Il denaro del FMI è stato utilizzato dai governi greci, spinti dalla troika, principalmente per rifinanziare i creditori privati e le banche in difficoltà.

 

Siamo entrati manifestamente nell’era dei salvataggi circolari a più livelli. Sarebbe interessante sapere se i consigli di amministrazione del FMI e della BCE hanno già preso in considerazione quale dei due interverrà quando il MES sarà in difficoltà, cosa che succederà prima o poi, se il MES continua a (ri)finanziare gli Stati insolventi.

Dei tredici miliardi  del prossimo pagamento del MES, la parte del leone (10 miliardi) sarà trasferita su un conto bloccato in Lussemburgo, gestito dal MES, fuori di qualsiasi controllo democratico. Il pagamento è destinato alla ricapitalizzazione delle banche, vale a dire al loro salvataggio. Questa assenza di controllo democratico è stata criticata dai commenti formulati di recente da Eurodad a proposito dell’insieme delle condizioni imposte dal nuovo programma. Un membro di Eurodad, Global Justice Now, ha anche realizzato un blog sul folle programma di privatizzazioni, che include una lista dei beni da privatizzare. È tuttavia improbabile che una nuova serie di privatizzazioni a prezzi di svendita generi abbastanza risorse da riportare la Grecia a livelli di debito sostenibile. Questa è l’insolvenza.

 

Si tratta dunque, ancora una volta, di un misto di programma di salvataggio delle banche e di una dichiarazione di insolvenza rimandata, vale a dire di un nuovo prestito per rifinanziare vecchi debiti insostenibili, piuttosto che un annullamento dei debiti una volta per tutte. Se la Grecia fosse un’impresa privata, questo rinvio deliberato e cosciente sarebbe un reato punibile. Tutto ciò dimostra che l’UE ha bisogno di un quadro ordinato e giusto di insolvenza per pervenire a una soluzione sostenibile della crisi.

Fonte: Eurodad

Traduzione di Gigi Viglino



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