Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Attualità e Polemiche --> Ipocrisie e dimenticanze... --> Due esempi iberici di comportamento “democratico“

Due esempi iberici di comportamento “democratico“

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a)   Primo esempio: Cavaco Silva, o della meschinità

Cominciamo dal più infantile. Il presidente uscente della Repubblica portoghese, Aníbal Cavaco Silva, il giorno dopo le elezioni presidenziali e un giorno prima che scadesse il termine di legge ha rinviato al Parlamento, perché le ridiscutesse e modificasse, due leggi varate dal governo socialista e già approvate con l’appoggio dei partiti di sinistra e addirittura di alcuni parlamentari di quelli di destra: la legge che rimuoveva alcuni ostacoli all’esercizio del diritto di aborto e quella che consentiva le adozioni alle coppie dello stesso sesso . [1]

Catarina Martins, portavoce del Bloco de Esquerda, non ha esitato un attimo nel definire l’iniziativa di Cavaco «un atto di pura meschineria politica», compiuto «un giorno dopo le elezioni presidenziali, per permettere alla destra di tener nascoste le proprie contraddizioni durante la campagna elettorale» («esquerda.net», 25 gennaio 2015).

Com’è noto, infatti, i due partiti di destra, PSD e CDS-PP, con il sostegno (si fa per dire) del microscopico partito monarchico, hanno appoggiato la corsa alla presidenzapurtroppo riuscitadi Rebelo de Sousa, esponente del PSD, come Cavaco. Buona parte dell’innegabile successo di Rebelo si deve al fatto che si è presentato come “al di sopra delle parti”, “né di destra di sinistra“ (figurarsi se se la risparmiava), una specie di “buon padre di famiglia” imparziale e bonario (ha accarezzato pure la zucca di qualche bambino, aggirandosi per i mercati). Staremo a vedere. Con molto scetticismo. [2]

Comunque, il carattere infantilistico e dispettoso del gesto di Cavaco sta nella sua assoluta gratuità. Catarina Martins ha infatti garantito che le due leggi «saranno riconfermate con urgenza e senza modifiche dalla Assemblea della Repubblica, il che costringera il Presidente [Cavaco]a promulgarle entro otto giorni» («esquerda.net», cit.).

b)  Secondo esempio: Rajoy, o dell’eterno franchista

Il 10 aprile scorso il Parlamento della Navarra approva, con i voti contrari del Partido Popular e del suo socio locale, l’Unión del Pueblo Navarro, una legge per la riabilitazione e il risarcimento delle vittime dell’estrema destra e della polizia durante gli anni della cosiddetta Transizione dal franchismo alla democrazia, la seconda metà degli anni Settanta. La legge, ovviamente, riguardava solo le vittime locali, quelle di competenza del Parlamento. Per comprendere la portata dell’iniziativa, occorre sottolineare che mentre l’ETA ha da tempo riconosciuto le proprie responsabilità negli atti di terrorismo compiuti, e quindi le sue vittime da tempo sono state non solo riconosciute ma risarcite in vari modi, niente di tutto questo è avvenuto per quanto riguarda le vittime dell’estrema destra, della polizia o dei famigerati GAL [3]. In Navarra, in particolare, vi furono vari giovani assassinati dalla polizia o dai gruppi d’estrema destra: per esempio, il militante trotskista Germán Rodríguez, assassinato a Pamplona (1978) con un colpo di pistola da un militante d’estrema destra mentre manifestava per l’amnistia a favore dei prigionieri politici; o la ventitreenne Gladys del Estal, militante antinucleare, uccisa a Tudela (1979) da José Martínez Salas, una Guardia Civil, con un tiro alla nuca (aveva risposto per le rime a una sua oscenità; la guardia fu condannata a 18 mesi di carcere, ma non fece neppure un giorno dietro le sbarre e nel 1992 ricevette la Cruz del Mérito Militar dal governo del socialista Felipe González); o ancora José Luis Cano, ucciso con un colpo di pistola a Pamplona (1977) mentre manifestava per l’amnistia, e Mikel Arregi, giovane consigliere comunale ucciso mentre viaggiava con amici in auto per non essersi fermato a un posto di blocco inesistente.

Questo la cornice della legge del Parlamento navarro. E cosa fa Mariano Rajoy, presidente del Consiglio tuttora in carica? Vi fa ricorso contro, per «incostituzionalità». E così la palla passa al Tribunale Costituzionale, notoriamente “al di sopra delle parti”, che il 23 gennaio, presieduto da Francisco Pérez de los Cobos, ex esponente del Partido Popular, ragione a Rajoy e dichiara «incostituzionale» la legge. [4] I morti di sinistra possono aspettare. Anche 80 anni, come dimostra il terzo (e contraddittorio col titolo di questa nota) esempio.

c)   Terzo esempio: sempre Rajoy, l’eterno franchista

Ascensión Mendieta ha 90 anni e ha perso di vista suo padre 77 anni fa, nel novembre 1938, quando Timoteo Mendieta, macellaio di professione, padre di sette figli e presidente del sindacato UGT di Sacedón (provincia di Guadalajara), denunciato da un vicino, viene arrestato, condannato a morte per «aver prestato aiuto alla ribellione» [i franchisti, che si erano ribellati al legittimo governo, avevano un macabro senso dell’umorismo] e fucilato, assieme a 20 altri uomini e una donna.

La fossa comune in cui giacciono i resti di Timoteo Mendieta è nota a molti: è nel cimitero di Guadalajara. Ma aprirla non è facile. Il Tribunale Supremo spagnolo, infatti, annulla la causa aperta dal giudice Baltasar Garzón per investigare i crimini commessi dal regime franchista (140.000 desaparecidos, secondo alcune fonti). [5] Il governo di Rajoy (ispiratore del Tribunale Supremo) nega qualunque fondo per finanziare le esumazioni. I comuni controllati dal PP negano i permessi.

Ad Ascensión Mendieta non resta che prendere, per la prima volta, l’aereo alla tenera età di 88 anni (siamo nel 2013), volare in Argentina e qui incontrare la giudice che indaga sui crimini franchisti. La quale non perde tempo: sulla base delle leggi internazionali ordina l’apertura della fossa. Che avviene pochi giorni fa, il 19 gennaio 2016. Ora Ascensión, sono sue parole, può morire in pace. [6]

Cosa c’è in comune fra queste tre vicende? Non solo la verifica di quanto sia infondata la pretesa della destra (politica, economica e culturale) di essere la garante del rispetto assoluto per la sostanza della democrazia e per gli esseri umani. Sono tre esempi iberici, ma in tutta l’Europa si moltiplicano esempi inquietanti di regressione politica e culturale, anche in paesi che pochi decenni fa apparivano fari di civiltà.

Cristiano Dan

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[1] Vedi in proposito in questo sito PORTOGALLO: La sinistra batte un paio di colpi, la destra è in difficoltà. Noi qui intanto, in Italia, siamo alle prese col Family Day.

[2] Sulle elezioni presidenziali e sulla figura di Robelo rimandiamo qui a Portogallo | La destra s’è presa la rivincitae Portogallo: mentre affondano le barche, si salvano le banche. Si veda anche sul «Manifesto» di lunedì 25 gennaio il buon articolo di Goffredo Adinolfi.

[3] Per una breve nota sui crimini dei GAL si veda qui SPAGNA 4 | Il PSOE tra l’incudine e il martello .

[4] Le notizie sulle uccisioni in Navarra sono tratte da un articolo di Luis Díez, Rajoy veta el reconocimiento a víctimas de la ultraderecha y la policía en la Transición, «Cuartopoder», 26 gennaio 2016.

[5] La vicenda di Garzón è troppo complessa per essere anche solo riassunta. Per valutare l’imparzialità dei giudici spagnoli basti dire che si mossero contro Garzón, ma accettarono le denunce contro lo stesso da parte di varie organizzazioni d’estrema destra, “offese” dall’indagine.

[6] Le notizie su questa vicenda sono tratte da un articolo di Natalia Junquera, Ahora podrán enterrarme con mi padre“, «El País», 20 gennaio 2016.



Tags: Spagna  Portogallo  

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