Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Professore li devo fare annegare?

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Da un’assidua frequentatrice greca del sito, ho  ricevuto varie segnalazioni sullo stato delle lotte (nell’ultima fase soprattutto degli agricoltori) e la proposta di tradurre questo interessante informazione sulle divisioni che si producono in Grecia, con l’approdo a posizioni neo fasciste di alcuni sedicenti “difensori dell’Europa”. (a.m.)

 

Ultimamente in Grecia si nota il tentativo da parte di alcuni professori universitari (pochi per fortuna) di giustificare decisioni ed azioni europee rivolte contro i profughi, giustificazioni che riportano alla mente gli anni più bui degli inizi del XX secolo.

Michele Mathioulakis, professore di materie economiche nella EEDE, [una scuola di grado universitario, privata, per studi sull'amministrazione di aziende con prestigiosi seminari affiliati alla Bocconi], che a quanto dichiara si riconosce politicamente nel partito “POTAMI” ([fino all' osso] ha cercato di giustificare di fronte all'opinione pubblica la decisione della Danimarca di confiscare i beni dei profughi. Tra l'altro Mathioulakis sostiene che anche per i propri cittadini lo Stato danese ha legiferato creando strumenti del genere per coloro che chiedono / hanno diritto al soccorso del proprio Stato. Ha anche precisato che se i profughi non vogliono usufruire di tale “soccorso”, possono evitare la confisca dei propri beni. Questo testo  del professore ha avuto in poche giornate più di 1.100 “like” in facebook da persone che evidentemente si allineano con le pratiche danesi, a prescindere dal fatto che tantissimi pure neoliberisti le hanno confrontate con le pratiche di Hitler notissime a tutta l'opinione pubblica europea.

L'organizzazione suprema dell' ONU per i profughi ha già da tempo condannato l'insieme delle “giustificazioni” danesi, richiamando tra l'altro il governo danese a non legiferare su pratiche che violino il trattato di Ginevra, la legislazione europea sui diritti umani, e una serie di emendamenti europei.

Tra l'altro la UNHCR condanna tutti gli escamotage effettuati dal governo danese sia sul ricongiungimento familiare che sul rilascio del permesso di soggiorno e rispettivo ottenimento del diritto di residenza, il diritto sulla proprietà e privacy. Lasciando fuori dal discorso il piano giudiziario, la UNHCR fa notare ai danesi che tale pratica sottrae ai profughi che sono in condizioni drammatiche, le uniche sostanze che hanno potuto salvare nella ricerca di mettere in salvo se stessi e le proprie famiglie.

 

La facilità con la quale taluni si sono impegnati a difendere decisioni di stampo nazista, con la logica che, visto che lo fanno altri paesi europei, è giusto che sia fatto, costituisce in realtà l'estrema minaccia sia contro la civiltà europea sia contro l'idea stessa della democrazia di stampo borghese che hanno nel cuore. Per giustificare tali decisioni non esitano neanche un po' a mettere in dubbio le sacrosante (per la democrazia borghese) carte dell' ONU e dell' Unione sui diritti umani.

 

Allo stesso tempo, altri professori universitari, quale Stathis Kalyvas, difensore delle milizie di controffensiva dell'Ordine [nella guerra civile che seguì la Seconda guerra mondiale il re, la destra e la parte che aveva collaborato con i tedeschi, insieme agli inglesi occupanti il territorio, avevano formato queste truppe militari], cercano di evidenziare la superiorità culturale europea in confronto di tutto il resto dei popoli del mondo, con la scusa semplicistica che se l'Europa non fosse la migliore tutti i profughi  non verrebbero qui ma andrebbero in Cina, come egli stesso ha scritto.

Il fatto singolare che egli non sia in grado neppure di intuire la differenza tra la distanza da coprire tra Damasco e Pechino, che in linea d'aria è di 6930 km, ed  il percorso effettivo di strada da fare tra Atene e Damasco di appena 2500 km, spiega perché spesso egli viene ridicolizzato dai suoi colleghi professori più seri, quale Hagen Fleischer. Eppure sono stati tantissimi greci che su twitter hanno approvato e difeso le sue teorie.

Ma il nocciolo della questione sta nel fatto che la maggioranza dei profughi non viene in Europa. Una percentuale superiore all' 80% rimane nei paesi Medio Orientali. Secondo i dati forniti da Amnesty International ed altre organizzazioni internazionali dimostrano che mentre l' Unione Europea si dichiara incapace di amministrare un milione di profughi, soltanto in Libano, con una popolazione di 4,5 milioni di abitanti, si sono ritrovati 1,2 milioni di profughi, equivalente a ¼ della propria popolazione.



Nel nocciolo del proprio pensiero questi professori universitari si domandano il perché questi profughi vogliono venire in Europa (e non rimangono nel proprio paese ad essere sgozzati); per giustificarsi si tuffano nelle teorie della “superiorità” razziale che dominavano nei regimi colonialisti del XIX secolo, nonché in quelli nazisti e fascisti del secolo scorso.

Il nocciolo del loro problema invece sta nel fatto che per potere promuovere le proprie idee devono in primis mettere in dubbio  le acquisizioni stesse della cultura europea. Del resto l'Unione Europea, non ha mai avuto e non avrà neanche nel prossimo avvenire niente a che fare con questa cultura. Questa Unione Europea nuova di zecca si esprime attraverso le testate della Daily Mail in cui, quando non si confrontano i profughi con i ratti, esigono il divieto di entrata di 3000 bambini in territorio britannico: la stessa esigenza che veniva pubblicata sui giornali anglosassoni nel 1939, quando gli Εbrei profughi chiedevano disperatamente di entrarvi per salvarsi dall'orrore nazista.

Le persone che chiedono di chiudere le frontiere ai profughi, sono sempre le stesse che esigono di chiudere i teatri, di far sparire libri dalla circolazione. Si tratta di una specie di miscuglio tra neonazisti e neoliberisti, che quando non berciano per i “fottuti culi degli albanesi”, semplicemente si squarciano la gola riciclando le proprie ignoranze e presunzioni. Questi ultimi nominati, cioè i neoliberisti, rientrano nella non indifferente percentuale del 37% della popolazione greca che ha votato SI' al referendum dello scorso luglio, ma sfortunatamente per loro sono comunque in minoranza.

Traduzione di Giorgia Gardalinou

da http://info-war.gr



Tags: Grecia  

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