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Gilly dal Messico: più che mai socialismo o barbarie

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Trump e Bruxelles: la barbarie dentro le nostre porte

di Adolfo Gilly

[La Jornada, México, 23-3-2016 - http://www.jornada.unam.mx/]

Il nostro indimenticabile Bolívar Echeverría[1] scriveva verso il 1984: «Non sappiamo bene che cosa volesse intendere Rosa Luxemburg con “barbarie”, quando, con il vero inizio del secolo XX, nella Grande Guerra, individuava per il percorso della storia un bivio ineludibile: o imbocca l’arduo cammino verso il socialismo o sprofonda nella barbarie […] Barbarie: una esistenza sociale il cui trascorrere avrebbe significato il discorso di un idiota, pieno di rumore e di furore, privo di qualsiasi significato. Mancanza di senso, sta lì la chiave della barbarie».

Gli attentati terroristici a Bruxelles con il loro spaventoso seguito di morti e feriti, così come i bombardamenti indiscriminati sulla Siria, le ondate di profughi che mettono in gioco – e perdono – le loro vite nel Mediterraneo senza trovare asilo in Europa, gli ormai innumerevoli scomparsi ed assassinati in Messico e in Centroamerica e i quotidiani “femminicidi” ci dicono che la barbarie – questa barbarie contemporanea – sta già tra di noi. E se scrivo “barbarie” sto misurando le parole.

Donald Trump, il candidato alle primarie in ascesa che sembra irresistibile ha appena insistito (Reuters) sul fatto che «gli Stati Uniti dovrebbero ricorrere al soffocamento e ad altre tecniche dure di interrogatorio se si tratta di sospettati di terrorismo» (che presumibilmente potrebbe essere chiunque nelle mani della polizia). «Il soffocamento per immersione va bene», la sua dichiarazione di ieri. «Se si potessero estendere le leggi, consentirei qualche cosa di più del soffocamento per immersione. Bisogna tirargliele fuori le informazioni a questa gente». Un individuo simile minaccia di assumere il controllo della maggiore potenza tecnologica, militare e distruttiva del pianeta, appena dietro il nostro confine.

La barbarie: le due grandi Guerre Mondiali del XX secolo, le guerre coloniali, i campi di concentramento gemelli di Hitler e di Stalin, lo sterminio ebraico che alcuni barbari pennivendoli hanno ancora oggi il coraggio di negare o minimizzare. Sì quella barbarie è andata crescendo incessantemente, ed è straripata su questo XXI secolo e sul nostro stesso Messico, oggi, con decine e decine di migliaia di “desaparecidos” forzati, di prigionieri torturati, innocenti reclusi in carcere, uccisioni di donne e violenza quotidiana, omicidi impuniti, fosse clandestine ovunque e Ayotzinapa[2] come ferita aperta.

* * *

Disarmati, non abbiamo altra risposta immediata a simili straripamenti se non la ragione, l’umana onestà elementare e l’organizzazione. In nome di queste tre esigenze primordiali di questo nostro tempo, voglio riprendere qui la risposta che una piccola organizzazione socialista del Belgio, la Lega Comunista Rivoluzionaria (LCR) di cui faceva parte Ernest Mandel, ha subito dato lo scorso 22 marzo a Bruxelles. Viene dalla stessa città in cui è esplosa questa barbarie:

«La LCR-SAP denuncia con estrema forza i vigliacchi attentati terroristi perpetrati oggi 22 marzo a Bruxelles. Nessuna motivazione politica o religiosa può servire da pretesto per crimini così ignobili. La LCR-SAP esprime il suo sostegno e la sua solidarietà commossa con tutte le vittime innocenti di questa violenza cieca.

La LCR-Sap fa anche appello alla più grande vigilanza democratica di fronte alla nuova ondata securitaria, bellicista, razzista e islamofobica che questi tremendi avvenimenti rischiano di suscitare in Belgio e ancor più nella classe politica e nei grandi mezzi di comunicazione di massa.

Sono passati solo pochi giorni: dal grido di vittoria delle autorità per l’arresto di Salah Abdeslam; dal vergognoso accordo europeo che respinge i rifugiati; dal nuovo attentato distruttivo a Istanbul e dall bombardamento russo su Raqqa in Siria, che ha fatto dozzine di morti tra i civili. Oggi constatiamo ancora una volta che non si combatte il terrore bombardando il popolo siriano, sostenendo regimi dittatoriali, dispiegando l’esercito nelle strade, scagliando l’anatema contro una intera comunità (con misure razziste come la privazione della cittadinanza), buttando a mare i rifugiati e limitando le libertà democratiche.

Al contrario, queste politiche di terrore non fanno che alimentare le organizzazioni terroristiche e raggiungono perfettamente il loro vero obbiettivo, che è quello di rafforzare l’odio settario e di soffocare la società. Noi ribadiamo la nostra convinzione che niente ci metterà al sicuro fino a che la nostra società sarà fondata sull’ingiustizia, la violenza e l’esclusione, sia dentro che fuori.

In queste ore tragiche, la LCR vuole onorare le vittime sostenendo la necessità di un cambiamento radicale volto a una politica sociale generosa, basata sulla solidarietà, le libertà democratiche e la lotta contro le disuguaglianze, nel nostro paese e nel mondo.

Difendere la vita è il modo di combattere una politica di morte»

* * *

Le flebile voce di questi compagni non è isolata in Europa né nel mondo. Oggi tutta la sinistra europea si sta pronunciando, unendo e sta mobilitando le proprie forze contro questo straripamento alluvionale della barbarie. Possano queste righe scritte d’urgenza portare tra noi alcune di quelle voci.

Sono le stesse voci che si levano in queste terre, si mobilitano e si organizzano grazie a Nestora Salgado,[3] a Miguel Mirelles, a Berta Cáceres assassinata in Honduras, a Gustavo Cáceres che sta lì in pericolo di morte, ad Abel Barrera e Vidulfo Rosales [avvocato delle famiglie dei 43 studenti] e ai compagni di Tlachinollan, che ogni giorno si giocano la libertà e la vita in difesa dei padri e delle madri di Ayotzinapa e delle scomparse e degli scomparsi di Guerrero, e a tutti i difensori dei diritti umani che se la giocano in Messico e in Centroamerica.

Torno qui a riprendere la voce di Bolívar Echeverría in quel memorabile scritto:

«Un solo fatto impedisce di parlare del XX secolo come di un’epoca di barbarie. Non si tratta dell’esistenza di un nesso che, unendo una barbarie all’altra, dia loro un significato di fondo. Si tratta dell’esistenza della Sinistra: una certa comunità di individui, una certa fraternità, a volte coesa, a volte diffusa, che ha vissuto questa barbara storia come la negazione di un’altra storia auspicata e possibile cui si ha diritto di accedere tramite la rivoluzione. In virtù dell’esistenza della Sinistra, la miseria della vita moderna, la distruzione degli esseri umani e della natura nelle città e nelle campagne dell’epoca industriale smette di costituire un assurdo e diventa un evento storico dotato di un senso – negativo – e perciò spiegabile».

Spiegabile, e cioè comprensibile e accessibile alla ragione e, quindi, al senso e al sentire degli esseri umani, di noi in Messico e al Nord e al Sud di questa parte del mondo. È quanto ci disse con altre parole e intorno allo stesso periodo – 1981 – il nostro Luis Villoro in “Il senso della storia”, breve saggio illuminante nel libro: Carlos Pereira (et al.), Storia, perché?, Siglo XXI, Città del Messico.

È bene ritornarci sopra, in questi giorni di barbarie e di insensatezza.

Traduzione e note di Titti Pierini



[1] [Bolívar Echeverría (1941-2010): Filosofo latinoamericano, di origine ecuadoriana naturalizzato messicano: fu professore emerito presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Nazionale Autonoma di città del Messico (UNAM)].

[2] [Scuola rurale nello stato di Guerrero, dove 43 studenti sono stati presi, torturati, uccisi e fatti sparire in fosse comuni].

[3] [Leader indigena, cittadina statunitense e prigioniera politica in Messico]

 



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