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La Vallonia sblocca il CETA

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di Daniel Tanuro*

La vittoria vallone contro il CETA [Comprehensive Economic and Trade Agreement: Accordo economico e commerciale globale] è stata di breve durata. Giovedì 27 ottobre, dopo diversi giorni di trattative e drammatizzazioni, le entità federate [governi regionali vallone e fiammingo] e il governo federale belga hanno raggiunto un accordo sull’interpretazione del trattato. È stato adottato un documento di quattro pagine che verrà sottoposto ai parlamenti regionali e comunitario per essere rapidamente ratificato (entro 24 ore). Il documento non modifica per niente il trattato, e verrà proposto alla Commissione [europea] e agli altri Stati membri. Il presidente vallone, il socialdemocratico Paul Magnette, ha sempre sostenuto di non essere contrario al CETA, ma di voler modificare alcuni punti del trattato. Il documento approvato gli consente di presentarsi come vincitore, ma:

1) il documento è ben diverso dalla posizione adottata dal parlamento vallone il 16 ottobre; e

2) non impegna lo Stato belga e le sue componenti.

L’unico punto positivo è che lo Stato belga solleciterà il parere della Corte europea di giustizia sul Tribunale di arbitraggio. I movimenti sociali che da tre anni si mobilitano contro i trattati e per una rottura netta con il neoliberalismo ne escono pregiudicati. Dire che si è trattato di una manovra della socialdemocrazia e della democrazia cristiana in chiave esclusivamente elettorale sarebbe eccessivo, ma è chiaro che questa preoccupazione ha avuto un peso determinante. Resta da vedere se i movimenti sociali proseguiranno uniti la lotta contro il CETA o se alcune organizzazioni faranno propria la logica del "male minore".

27 ottobre 2016

Daniel Tanuro, sociologo, è un dirigente della Ligue communiste révolutionnaire (LCR-SAP), sezione belga della IV Internazionale.

Tratto dal sito di Viento Sur. Traduzione dal castigliano di Cristiano Dan.



Tags: Belgio  Vallonia  UE