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Augusto Caffaz, poeta e rivoluzionario

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di Fabrizio Burattini

su Sinistra Anticapitalista

Ci ha lasciati ieri il compagno Augusto Caffaz, rivoluzionario spezzino, da sempre militante, dai Gruppi comunisti rivoluzionari a cui aderì nel 1969, passando per la Lega comunista rivoluzionaria degli anni 80 del novecento, e poi in Democrazia proletaria, nel PRC, in Sinistra Critica e, fino a ieri, in Sinistra Anticapitalista.

Un giorno, decenni fa, dopo una violenta discussione politica, mi disse: “Non inquietarti, ti detesto ma ti voglio troppo bene. Militare per lo stesso obiettivo rivoluzionario è la forma di amore più alta che ci possa essere tra due persone.”

E tra noi, espressioni di amore di quel tipo ce ne furono tante.

Il suo estro artistico (che ricordava quello dei grandi poeti rivoluzionari dei primi decenni del secolo scorso) riusciva a cogliere dettagli che chi, come me, si nutriva di sola politica trascurava.

Nelle ultime occasioni di incontro nazionale nelle quali avrei potuto incontrarlo, come era accaduto per cinquanta anni, ne ho sentito tanto l’assenza. Dovrò abituarmici.

Per ricordarne la persona, condividendone in pieno i contenuti, riprendiamo il testo con cui il PRC di La Spezia lo saluta.

Se n’è andato ieri, a 71 anni, Augusto Caffaz, militante di Rifondazione Comunista, sessantottino, poeta, attore, autore, rivoluzionario.

Molto conosciuto in città, storico militante della sinistra di alternativa spezzina e uomo sempre fieramente contro, si è spento all’ospedale di Sarzana dopo un terribile ictus che lo aveva colpito circa due anni fa e dal quale non si era più ripreso.

Ex insegnante di lettere, Augusto è stato un vero e proprio protagonista del ’68 spezzino e non solo, fieramente e indissolubilmente trotzkista e storico militante di Rifondazione fino al 2009, quando aderì a Sinistra Critica. Un comunista critico, coltissimo e pieno di ironia e autoironia, presente in ogni conflitto sociale, dalle lotte operaie al movimento antirazzista, dalle lotte contro la precarietà, alla difesa dell’acqua pubblica e dell’ambiente, per non parlare della sua fiera militanza al fianco del popolo palestinese, lui che vantava con orgoglio le proprie origini ebraiche, a testimonianza assoluta del suo perenne spirito ribelle e rivoluzionario.

Oltre ad essere un fautore della controinformazione (celebri i suoi fogli “ciclostilati in proprio” e la diffusone della rivista Erre), Augusto è stato anche un brillante attore, poeta e autore teatrale, dalla ferrea scuola brechtiana.

Credeva fortemente nel teatro come strumento di coscienza rivoluzionaria: le sue opere sono state portate in scena fino a pochissimi mesi fa e certamente continueranno a vivere sulle nostre scene. Sono moltissimi i ricordi che ci legano a lui, troppi da poter rievocare ora.

La federazione spezzina di Rifondazione Comunista piange la morte di un grande compagno e si stringe nel dolore ai familiari, agli amici e ai tantissimi che hanno avuto l’onore e il privilegio di conoscerlo. I funerali si terranno in forma laica martedì 8 novembre alle 11.30 al cimitero dei Boschetti della Spezia.

Il destino ha voluto che Augusto ci lasciasse proprio in corrispondenza del 99° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Ci piace pensare, con il sorriso che sempre lo ha contraddistinto, che Augusto abbia voluto farci un ultimo, grande ‘coupe de theatre’. Ciao Augusto, non ti dimenticheremo, che la terra ti sia lieve e…. viva la Rivoluzione!.

P.S. Aggiungo solo due parole ai ricordi di Fabrizio Burattini e dei compagni del PRC di La Spezia, che già ricostruiscono bene le caratteristiche di un compagno con cui si sono talvolta scontrati, ma di cui evidentemente hanno apprezzato la straordinaria passione rivoluzionaria e di cui ora sentono dolorosamente la mancanza.

Augusto può essere ricordato per la sua produzione letteraria, in cui a volta si intravedeva l’influenza del surrealismo, con cui affrontava temi come le 35 ore o la scala mobile, e che recitava all’interno di assemblee non sempre in grado di apprezzarla. Varrebbe la pena di pubblicarne almeno una parte.

Ma a me piace ricordarlo per la sua generosità straordinaria: Augusto dava all’organizzazione non solo tutto il suo tempo (era sempre pronto a impegnarsi per organizzare l’intervento politico in fabbriche grandissime come la Pirelli), ma sottoscriveva anche una parte così grande del suo stipendio di professore che per un intero anno in cui aveva avuto un incarico a Treviglio, aveva finito per doversi adattare ad abitare in una casupola senza servizi… Lo scoprii per caso, e non l’ho mai dimenticato. Augusto Caffaz era un intellettuale originale e di notevole valore, ma anche un vero “rivoluzionario di professione”. (a.m.)



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