Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Onore alla FIOM

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Onore alla FIOM

 

Onore alla FIOM, che ha saputo tenersi unita, nonostante le enormi pressioni subite, anche dalla CGIL. L’articolo inserito sul sito alla vigilia del Comitato Centrale della FIOM, La FIAT vince,  era forse troppo pessimista, almeno lo spero… Ma come si affronterà il referendum, se ci sarà, dopo aver accettato una parte importante delle richieste di Marchionne, e dopo che una pressione concentrica sui lavoratori di Pomigliano ne ha portati parecchi a ritenere inevitabile il voto a favore della proposta capestro di Marchionne (nell’illusione di poter salvare così la fabbrica)?

a.m. 15/6/10

 

Inserisco intanto alcune proposte di analisi e documenti utili a tutti (ricevute da Gigi Malabarba e Sergio Casanova). Inoltre un articolo sul Comitato Centrale della FIOM di Salvatore Cannavò da Il megafonoquotidiano



  LA BATTAGLIA DI POMIGLIANO

Su Pomigliano si sta svolgendo uno scontro di interesse generale. Se passerà il ricatto del grande manager “illuminato”, quel Marchionne così amato ed esaltato anche a “sinistra”, sarà sancita la possibilità di imporre accordi che stravolgono il contenuto dei CCNL e della legislazione del lavoro. Anche di ciò che ne resta dopo il Collegato lavoro e dopo 20 anni di attacchi bipartisan alle, ormai remote, conquiste dei lavoratori. I sindacati di regime, come sempre, hanno detto subito di sì. Angeletti dice che “l'accordo di Pomigliano costituisce una vicenda spartiacque nel sistema delle relazioni sindacali, destinato, qualunque sia l'epilogo, ad un cambiamento definitivo. L'era dell'antagonismo è finita”. Epifani alla festa della CISL interviene dicendo cose che autorizzano Bonanni ad affermare: "Sono molto soddisfatto del fatto che ritroviamo l'unità sindacale su uno dei punti salienti per la vita del Paese". La Marcegaglia , spesso contrapposta dall’”opposizione” parlamentare a Berlusconi, pronuncia frasi insultanti, usando il frasario della destra populista, contro la FIOM. Il compagno di strada del PD, il redento Fini, spende la credibilità assegnatagli nel tentativo di usarlo contro il “nano al governo” per sostenere che nelle proposte della FIAT non c’è nulla di illegittimo.

Il tutto mentre il governo sta imponendo, oltre all’infame Collegato lavoro, una manovra finanziaria, fortemente connotata in termini classisti, che colpisce duramente pensionati, invalidi, precari, lavoratori del PI e taglia i finanziamenti dei servizi pubblici forniti da Regioni ed Enti locali. E mentre continua la distruzione della scuola pubblica attraverso la decimazione degli insegnanti e si riduce il personale sanitario. E mentre, dal 2012, l’età pensionabile delle lavoratrici pubbliche sarà aumentata a 65 anni che, però, con le “finestre a scorrimento” introdotte dalla manovra finanziaria, diventeranno 66 o 66 e mezzo. In attesa che nel 2013 (e in seguito ogni tre anni) si riduca il livello delle pensioni future, in vista dell’aumento della “speranza di vita”. E, dal 2015, entrerà in vigore un meccanismo che, ogni 5 anni, aumenterà automaticamente l’età pensionabile, sempre in relazione alla “speranza di vita”. D’altra parte Draghi, un altro santone della “sinistra”, auspica la flessibilità dell’età pensionabile e ritiene ancora inadeguato l’attuale livello di precarietà. E la Marcegaglia si lamenta dell’esiguità dei tagli alla spesa pubblica.

Se passerà il ricatto della FIAT, che esplicitamente condiziona gli investimenti alla rinuncia a diritti e all’intensificazione dei ritmi di lavoro (cioè dello sfruttamento del lavoro), si spalancheranno le porte a qualsiasi imposizione dei padroni delle ferriere. E, già adesso, sono tutt’altro che chiuse!

Sergio Casanova

 

Lo scatto di orgoglio della Fiom

Conclusione unanime del comitato centrale che respinge il piano Fiat ma "apre" su 18 turni e straordinari. A patto di non toccare i diritti "indisponibili" sanciti da Contratto e Costituzione. Il 25 giugno sciopero di 8 ore e prima assemblea dei delegati Fiat del Mezzogiorno a Pomigliano. La Cgil , per ora, si allinea

Salvatore Cannavò

L'intervento più applaudito lo fa Andrea Amendola, segretario Fiom di Pomigliano con un accorato appello a «resistere», a cogliere «la valenza generale» dell'attacco Fiat e del governo e ad ascoltare i lavoratori di Pomigliano «ché se firmiamo si rivolteranno con noi e allora il sindacato avrà davvero chiuso». «Guardate che ci chiedono di non firmare perché vuol dire resistere; poi, certo, se devono scegliere tra vivere o morire sceglieranno di vivere, è logico». Il prolungato applauso che riceve e il fatto che gli undici interventi dopo di lui decidano di cancellarsi permettendo a Landini, il segretario generale, di leggere i due ordini del giorno finali, dimostrano lo stato d'animo di questa Fiom che, ancora una volta, si mette di traverso al tentativo di dichiarare archiviata «la lotta di classe» come ha detto Tremonti.

L'ordine del giorno finale del Comitato centrale, chiamato a discutere di Fiat, viene approvato all'unanimità, anche la minoranza "epifaniana" lo approva, perché «oggi non ci stiamo a dividere la nostra organizzazione», dice Durante esponente della minoranza. La Fiom sceglie di resistere perché ritiene che solo in questo modo possa esistere e Landini spiega che le «condizioni poste dalla Fiat - straordinari a 120 ore, da fare anche in pausa, pausa ridotta da 40 a 30 minuti, deroghe al contratto e alle leggi, sanzioni per chi sciopero, indisponibilità a pagare la malattia nei primi 3 giorni - sono inaccettabili». Lo ha già detto al tavolo dell'altro giorno in Confindustria, ma lo mette per iscritto e chede al principale organismo Fiom di approvarlo. Respinto il piano Fiat, dunque, e respinta la pretesa di derogare dai contratti nazionalie e di riscrivere le regole della contrattazione. La portata dell'attacco non sfugge a nessuno degli interventi. Anche per questo il referendum previsto da Fim e Uilm, e supportato dall'azienda, non è proponibile «perché riguarda diritti che non sono disponibili» in quanto sanciti da leggi e Costituzione. C'è chi come Sergio Bellavita, giovane segretario della Fiom di Parma in predicato di entrare nella segreteria nazionale, lo dice ancora più chiaro: «siamo in una situazione peggiore del 1980 con quella "marcia dei 40 mila e la sconfitta dei 35 giorni", perché stavolta l'obiettivo è più ambizioso, eliminare la contraddizione rappresentata dalla Fiom». Ma il problema della «valenza generale» dell'attacco è presente in tutti gli interventi e motiverà poi, nel secondo ordine del giorno, quello sullo sciopero contro la manovra, la necessità di portare a 8 ore lo sciopero generale del 25 giugno che invece la Cgil manterrà a 4 ore. Così come si iscrive in questa logica la proposta di realizzare un'assemblea generale dei delegati Fiat del Mezzogiorno da tenere nei prossimi giorni a Pomigliano.

Più problematica la questione del referendum. Respinto in quanto legato a diritti «indisponibili» resta però il problema dell'indicazione di voto in caso di sua tenuta. Se la sinistra interna ha chiesto di «non partecipare al voto» la minoranza ha posto il problema del rapporto con quei lavoratori che invece voteranno e, probabilmente, voteranno sì. Il nodo non è stato sciolto e si vedrà già nei prossimi giorni come risolvere la contraddizione.

Ma, allo stesso tempo, la Fiom non ci sta a passare per la responsabile della chiusura dello stabilimento campano e quindi esplicita le proprie«condizioni», quelle su cui è disposta a chiudere. La Fiom accetterà infatti i 18 turni e lo straordinario di 40 ore che «permetterebbero a Fiat di produrre le 280 mila Panda che costituiscono l'obiettivo del gruppo» e che sono previsti dal contratto nazionale. «Se la Fiat lo vuole applicare in questo modo la Fiom darà l'ok» dice l'odg finale.. Si tratta di «disponibilità» mai concesse prima dall'organizzazione dei metalmeccanici - «a Melfi ci siamo opposti ai 18 turni e lì se ne fanno 17» spiega ancora Amendola - che "apre" quindi su maggiore efficienza e flessibilità e su una nuova organizzazione della produzione. L'apertura rappresenta il passaggio su cui la minoranza interna, che sta con Epifani nella confederazione, converge e decide di sostenere la prova di orgoglio della Fiom che esce dal suo vertice con un voto unanime.

In ogni caso, la Fiom esce da due giorni di attacchi intensi ricevuti da tutte le parti - Fiat, Confindustria, Governo, Cisl e Uil, una parte del Pd e della stessa Cgil - con uno scatto di orgoglio. Voglia di resistere, capacità di manovra, forte unità interna - in particolare della maggioranza ma per oggi anche di tutta l'organizzazione. Da capire invece il rapporto con Epifani che in giornata, ha chiesto un incontro a quattr'occhi con Landini nel quale il segretario generale ha sondato le possibilità di ammorbidimento della Fiom. Registrando una certa nettezza di posizioni ma anche apprezzando le disponibilità che poi saranno registrate nel documento finale. Il voto favorevole degli "epifaniani" lo dimostra anche se c'è chi teme che il consenso di Durante sia «a scadenza». Resta il fatto che dopo l'intervento di Epifani alla festa della Cisl, in cui proponeva uno sblocco della vertenza, ieri la segreteria Cgil ha diramato un comunicato per porre l'accento sul fatto che la proposta Fiat «può violare la legge, in particolare su sciopero e malattia» e chiedendo all'azienda «una riflessione». Un comunicato apprezzato dalla Fiom e che, probabilmente, tiene aperta ancora un po' la trattativa. Oggi Fiat ha convocato i sindacati che hanno aderito alla sua proposta più la Fiom come "osservatore". La palla, per ora, passa all'azienda torinese. www.ilmegafonoquotidiano.it

 

 

Martedì 15 Giugno 2010 08:44

IL DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL COMITATO CENTRALE DELLA FIOM - 14 GIUGNO 2010

"Il no della Fiom al documento Fiat - le proposte per riaprire la trattativa"

Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011 e, permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia. (...)

 

Nella stessa giornata, il Gruppo Fiat ha condizionato l’investimento 700 milioni di euro per produrre nel 2012 la Panda a Pomigliano all’accettazione di una proposta ultimativa, non negoziabile, che nel delineare un nuovo sistema di utilizzo degli impianti e di organizzazione del lavoro deroga all’applicazione del Ccnl e di diverse norme di legge in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nel lavoro a turni.
Ci riferiamo, ad esempio, al fatto che le condizioni della Fiat sanciscano che:
- lo straordinario obbligatorio passa da 40 a 120 ore annue con possibilità per l’azienda di comandarlo come 18° turno, nella mezz’ora di pausa mensa, nei giorni di riposo, per recuperi produttivi anche dovuti a non consegna delle forniture;
- le pause sui montaggi si riducono da 40 a 30 minuti giornalieri;
- si può derogare al riposo di almeno 11 ore previste dalla legge da un turno all’altro per il singolo lavoratore;
- l’azienda può decidere di non pagare il trattamento di malattia contrattualmente previsto a suo carico;
- l’azienda può modificare le mansioni del lavoratore senza rispettare il principio dell’equivalenza delle mansioni;
- l’azienda ricorre per 2 anni alla Cigs per ristrutturazione senza rotazione, con l’obbligo del lavoratore alla formazione senza alcuna integrazione al reddito.
Inoltre, la proposta ultimativa della Fiat contiene un sistema sanzionatorio nei confronti delle organizzazioni sindacali, delle Rsu e delle singole lavoratrici e lavoratori che cancella il diritto alla contrattazione collettiva fino a violare le norme della nostra Costituzione in materia di diritto di sciopero e licenziabilità.
Mentre Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno aderito alla posizione della Fiat, la Fiom-Cgil ha dichiarato inaccettabili tali proposte e richiesto alla Fiat di non considerare concluso il negoziato.
Il Gruppo Fiat ha preso atto delle adesioni, ribadito che la proposta era conclusiva e non negoziabile e nel caso la non firma della Fiom avesse determinato l’inapplicabilità di tali contenuti si sarebbe riservata di valutare la conferma o meno dell’investimento a Pomigliano.
La scelta della Fiat segna un passaggio di fase radicale nel sistema delle relazioni industriali affermando il superamento dell’esistenza del Contratto nazionale e assume pertanto una valenza generale che coinvolge l’intera categoria.
Se si afferma il principio che per investire in Italia è necessario derogare dai Ccnl e dalle Leggi si apre una voragine che indica quale uscita dalla crisi la riduzione dei diritti, dei salari e una modifica di fatto della Costituzione sociale e materiale.
Il Comitato centrale della Fiom, a partire dal Piano industriale della Fiat presentato il 21 aprile 2010, considera necessario mettere in campo tutte le iniziative utili a realizzare la difesa, l’innovazione e lo sviluppo delle produzioni automobilistiche in Italia e dell’occupazione. Rivendichiamo la definizione, frutto di un confronto tra tutte le parti, di un piano di intervento pubblico sul terreno della mobilità sostenibile e dello sviluppo della tecnologia alternativa, compresa la mobilità elettrica, e di un reale coordinamento tra le varie istituzioni.
La Fiat, nello stabilimento di Pomigliano, ha dato disdetta degli accordi aziendali in materia di orari di lavoro e organizzazione della produzione e in sostituzione ha proposto un nuovo accordo i cui contenuti sono quelli prima richiamati condizionando gli investimenti all’accettazione da parte di tutte le organizzazioni sindacali.
Pertanto, in assenza di una soluzione aziendale condivisa tra tutte le parti stipulanti, l’unico strumento in vigore e condiviso in materia di orario e organizzazione del lavoro è il Contratto collettivo nazionale.
L’applicazione del Ccnl permette alla Fiat la definizione di un regime di orario articolato anche su 18 turni, previo esame congiunto con le Rsu e l’utilizzo di 40 ore pro capite di straordinario comandato.
Ciò permette alla Fiat di avere garantita una produzione annua di oltre 280.000 Panda con una produzione giornaliera su tre turni di 1.050 vetture che sono gli obiettivi dichiarati dal Gruppo per realizzare gli investimenti a Pomigliano.
Se la Fiat sceglie di applicare in tal modo il Ccnl e le leggi, la Fiom ne prende atto senza alcuna opposizione, disponibili ovviamente a una applicazione anche delle parti più rigorose e severe.
Non accedere a questa soluzione renderebbe evidente che per la Fiat l’obiettivo non è né quello della produzione né quello della flessibilità/compatibilità produttiva, ma come evidenziato dalle dichiarazioni dei ministri Sacconi e Tremonti l’obiettivo diventerebbe quello di voler affermare il superamento del Ccnl e aprire la strada al superamento dello Statuto dei diritti dei lavoratori.
Il Comitato centrale della Fiom ribadisce inoltre che deroghe al Ccnl e la messa in discussione di diritti indisponibili non sono materia a disposizione della contrattazione, sia nei singoli stabilimenti che a livello nazionale. Tanto meno, possono essere materia di ricatto verso le lavoratrici e i lavoratori che dovrebbero scegliere tra mantenere un posto di lavoro o rinunciare ai loro diritti individuali, compresi quelli sanciti dalla Costituzione in materia di sciopero e di contrattazione collettiva delle condizioni di lavoro, elementi che uniscono la libertà e la democrazia di un paese.
Per l’insieme di tali impegni il Comitato centrale condivide e sostiene la scelta di considerare non accettabile il documento conclusivo proposto dalla Fiat per lo stabilimento di Pomigliano e di conseguenza decide che la Fiom non può firmare un testo con contenuti che mettono in discussione diritti individuali, deroghe al Ccnl e con profili di illegittimità in materia di malattia e diritto allo sciopero.
Il Comitato centrale della Fiom ribadisce la piena disponibilità a garantire l’efficienza e la flessibilità produttiva dello stabilimento di Pomigliano attraverso un’intesa che garantisca il massimo utilizzo degli impianti, le flessibilità orarie utili a rispondere alla fluttuazione del mercato, un’organizzazione della produzione che garantisca qualità e produttività, salvaguardando le condizioni di lavoro. Tutto ciò è possibile realizzarlo nell’ambito del Ccnl e delle Leggi esistenti e su tali basi si riapra un vero tavolo di trattativa per giungere a un accordo.
Il Comitato centrale esprime profondo rispetto e massima solidarietà verso le lavoratrici e i lavoratori della Fiat.
La Fiom nazionale concorderà con la Fiom di Napoli le modalità per dare continuità al proprio ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.  -  

Approvato all’unanimità