Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Sinistra Anticapitalista sulle elezioni

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1. L’esperienza del Brancaccio di Alleanza popolare si è bruciata nel giro di pochi mesi. Le buone intenzioni e le speranze erano molte, la partecipazione alle assemblee locali significativa, le discussioni sul programma interessanti, ma il progetto era indefinito, si reggeva su molte ambiguità e conteneva troppe contraddizioni politiche che rapidamente sono emerse.

2. Gli obiettivi di rigetto delle politiche liberiste erano infatti condivisibili, ma anche troppo generici, tutti rivolti a una mitica azione di un governo alternativo e quindi scollegati dal contesto concreto, quello del duro scontro di classe e dai rapporti di forza sui luoghi di lavoro, dall’individuazione attenta delle reali politiche dei soggetti che sono in campo e dei nemici contro cui è necessario combattere.

3. Questa confusione ha attraversato non solo il gruppo dirigente che gestiva il percorso, ma anche larga parte delle/dei partecipanti che ancora una volta erano attratte/i in primo luogo dal progetto elettorale.

4. L’operazione era del tutto ambigua perché presentata come movimento dal basso, ma aveva come veri sponsor politici Sinistra italiana e Rifondazione, ognuno delle quali, nel quadro delle sue politiche, puntava ad una aggregazione più ampia per polarizzare e costruire una credibilità elettorale con cui superare le soglie di sbarramento.

5. I nodi di fondo politici e strategici (compreso il ruolo compromissorio e subalterno al capitale delle burocrazie sindacali che è stato centrale nel deterioramento delle condizioni delle classi lavoratrici) non erano nemmeno affrontati e nulla era chiarito rispetto al convitato di pietra che prima o poi avrebbe interagito con questo percorso, cioè la forza politica di coloro che hanno rotto con il PD.

6. Era inevitabile che quando D’Alema e Bersani sono entrati in azione la polarizzazione verso una generica “unità a sinistra” è avvenuta intorno ad essi ed il gioco politico è stato ampiamente nelle loro mani. Quando si parla di queste figure politiche si parla in realtà di un gruppo dirigente esperto, che è stato alla guida del PCI, poi del Pd e che dal governo ha gestito gli interessi della borghesia per anni producendo con le politiche liberiste dell’austerità lo sconquasso sociale e politico che abbiamo oggi davanti bel paese. E quando si parla di questo partito va pienamente compreso che è un soggetto ben organizzato, che pensa in grande anche rispetto al futuro e al suo ritorno in qualche forma al governo nazionale, grazie ai suoi rapporti che mantiene nella società, sia tra le classi lavoratrici, sia nei settori borghesi.

7. Era pressoché inevitabile che una forza come SI per la storia dei suoi dirigenti e per le scelte che in quanto Sinistra ecologia e libertà erano già state fatte nel 2013 (allearsi col PD per andare al governo ed avere ministri), sarebbe entrata in piena convergenza con l’Mdp,  contribuendo a creare le condizioni perché tante/i partecipanti alle assemblee del Brancaccio si convincessero  che quello era “il grande progetto di sinistra” per battere le destre, Grillo e Renzi.

8. Rifondazione ha subito passivamente tutti passaggi che pure mostravano il carattere irresistibile di questa “attrazione fatale” e che la relegavano sempre più all’angolo, sperando che i due garanti del Brancaccio avrebbero “tenuto la barra dritta” sui contenuti e garantito il suo ruolo politico; a giochi ormai fatti, ha fatto il tentativo (poco credibile) di porre come discrimine l’esclusione dalle liste di coloro che erano stati al governo e poi, quando ha visto la convocazione da parte di Mdp, Si e Possibile di una assemblea costituente e decisionale il 2 dicembre, cioè che lei era l’esclusa, di utilizzare l’assemblea nazionale del Brancaccio del 18 novembre per non restare sola. Tentativo fallito anch’esso per la scelta dei due responsabili di annullare l’assemblea.

9. La strada per costruire una lista vera di alternativa di classe era un'altra. In primo luogo quello di operare una campagna sociale sui contenuti, tanto più di fronte alla crescita delle destre non solo elettorale ma nei territori (vedi Ostia); in secondo luogo di individuare realisticamente i soggetti politici e sociali che per le loro scelte politiche potevano convergere e volevano farsi carico realmente di un progetto alternativo, concordando un percorso che prevedesse una discussione alla base in un rapporto chiaro e preciso tra forze politiche e i tanti soggetti e militanti interessati.

Era quello che noi abbiamo proposto in tante discussioni ed incontri.

10. Il compito e il tentativo di costruire un’alternativa politica vera nelle lotte sociali, ma anche sul piano elettorale resta impellente e a questo compito richiamiamo tutti coloro che non vogliono subire il listone a direzione D’Alema e Bersani, aperto in futuro a molte combinazioni possibili con  lo stesso Pd e con Renzi come La Repubblica suggerisce tutti i giorni. Con questi vogliamo continuare a discutere: è tempo per ogni forza politica di provare ad essere all’altezza dei compiti che la situazione politica impone.

11. Per questo abbiamo avviato una discussione con il Partito comunista dei lavoratori e con Sinistra classe rivoluzione, (i nostri e i loro militanti iscritti alla CGIL, insieme a tanti altri delegati e lavoratori, già lavorano per il rafforzare l’opposizione di sinistra all’interno di questa Confederazione). Con queste forze, nelle differenze esistenti, condividiamo la necessità prioritaria della costruzione del movimento di resistenza sociale, l’opposizione alle politiche dell’austerità, ma anche l’opposizione a quelle burocrazie sindacali che hanno giocato e giocano un ruolo particolarmente negativo nella paralisi e subordinazione dei lavoratori, la necessità di un programma anticapitalista con una visione internazionalista e di rigetto di ripiegamenti nazionalisti.

12. Nei prossimi giorni discuteremo con queste organizzazioni per verificare se c’è un giudizio comune su quanto sta avvenendo nelle forze della sinistra e come e in che modo unitario lavorare per la costruzione di una vera lista di alternativa e di classe nelle prossime elezioni, in forme aperte ed interagendo con tutti coloro che si pongono questo compito.

 

 



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