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Almeyra: A proposito del brutale attacco alla Siria

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di Guillermo Almeyra


Stati Uniti, Inghilterra e Francia hanno attaccato la Siria nel quadro di un’operazione mediatica rivolta soprattutto ai loro rispettivi paesi, rivelando un’estrema debolezza. La Russia non ha avuto problemi per dimostrare all’ONU che gli aggressori hanno apertamente violato il diritto internazionale e appare ora come colei che difende la pace e il sistema internazionale, nel mentre rafforza la propria base navale nel Nord della Siria e quella aerea di Latakia [Laodicea].

Da parte loro, gli imperialisti occidentali, attaccando il governo siriano che ha sconfitto lo Stato islamico, appaiono come alleati di alcuni dei terroristi che dichiarano di combattere.

A completamento della loro goffaggine, bombardano proprio mentre è presente in Siria una squadra di inquirenti che dovrà verificare se Assad ha bombardato con armi chimiche una zona che ormai controllava e se Putin è così idiota da non impedire ad Assad un gesto irriflessivo e gratuito che era chiaro che avrebbe fornito su un vassoio d’argento l’occasione per ravvivare un clima di Guerra fredda.

Una volta tanto gli esperti militari sono unanimi. Il bombardamento proditorio di un paese con cui non si sta in guerra, scavalcando l’ONU e i propri parlamenti, non solo viola il diritto internazionale e fa sì che il regime assassino di Assad faccia la figura della vittima e del difensore della sovranità nazionale, ma manca oltretutto di qualsiasi rilevanza militare, non cambia il corso di una guerra che Assad ha già vinto con l’aiuto della Russia e dell’Iran, di Hezbollah e dei kurdi e, alla fine, isola gli aggressori, che ottengono soltanto l’insoddisfatto sostegno di Israele e di quello dei protettori del terrorismo islamico dell’Arabia Saudita e del Qatar. Sempre gli specialisti militari fanno notare come, grazie al vociferare di un buffone quale Trump, tanto Putin che Assad erano già a conoscenza già da quasi dieci giorni che la Siria sarebbe stata attaccata. Un intervallo di tempo più che sufficiente per portar via le armi chimiche – se ci sono – e il personale dagli edifici che sarebbero sicuramente stati il bersaglio dell’attacco, traferendo il tutto nella rete dei bunker sotterranei. Da parte sua, la ministra francese dell’esercito ha detto di avere avvisato con sufficiente anticipo i russi su dove e quando sarebbero cadute le bombe e, presumibilmente, Mosca ha avvertito Damasco. Per questo ci sono stati solo danni materiali, mentre l’evacuazione dei russi, dei soldati siriani e dei civili è stata generale. Per questo stesso motivo i russi, coscienti del carattere mediatico di questa pseudo-operazione militare, non hanno aggravato le cose abbattendo in volo i missili degli aggressori.

I presunti angeli con la pretesa di redimere il mondo sfoderando le loro spade fiammeggianti, muovendosi da gendarmi e giudici in campo internazionale, dirigono paesi con una cupa e sanguinosa storia di genocidi. L’Inghilterra promosse la Guerra dell’Oppio che costò alla Cina, con tutte le sue conseguenze sociali, decine di milioni di vite, ed altrettante ne costò la distruzione del mondo rurale in India. La Francia ha massacrato milioni di Africani e di vietnamiti (e un milione solo negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando volle impedire l’indipendenza dell’Algeria) e, tra tutti e tre, hanno nel loro passato coloniale la responsabilità del genocidio della tratta degli schiavi e della non meno genocida liquidazione delle popolazioni native in Canada e in quelli che sono oggi gli Stati Uniti. Non posseggono la dote morale per giudicare alcun governo, e di sicuro non un assassino come quello della dinastia degli Hassad che Washington e Parigi hanno protetto finché non gli sono sfuggiti di mano.

Trump, per giunta, utilizza il bombardamento della Siria per distrarre l’attenzione del proprio partito, del Congresso e di mezza popolazione dalle proteste contro i suoi scandali, i suoi torbidi affari, il suo razzismo e la sua xenofobia, la sua precipitazione e il suo avventurismo, la sua follia. La May, che vede crescere l’ostilità alla Brexit e la simpatia per il nuovo Partito Laburista di Corbin, vuole replicare quanto è andato bene per la Thatcher con la Guerra delle Malvine: cerca cioè di sfruttare il nazionalismo per ottenere una maggioranza disinformata e stupida. Il Napoleone III da strapazzo che si crede il Re Sole e si reca due volte a settimana alla Sainte-Chapelle (quella dei Re di Francia), si trova contro in piazza operai, studenti universitari, contadini, ecologisti, sindaci di zone rurali, giudici e avvocati, abitanti dell’isola di Mayotta [Regione d’oltremare, nell’Oceano Indiano], impiegati statali, medici e infermieri degli ospedali, personale di quelli geriatrici, pensionati e insegnanti. Per azzittirli, vuole apparire il difensore della “Grandeur”, della Patria in pericolo. Ma sia la May sia Macron non sono se non cagnolini fra le gambe di Trump, che costituisce il pericolo vero. Putin incentra su di lui le proprie critiche, senza neanche menzionarne i servi.

Manovra mediatica e pagliacciata di matamori isolati, quella che resta in piedi è la minaccia per i rispettivi paesi e per il mondo rappresentata da questi apprendisti stregoni i quali, arroganti e maldestri quali sono, possono provocare una guerra effettiva. Urge liberarsi di costoro ed imporre governi che la società, i lavoratori, possano controllare o revocare.

Traduzione di Titti Pierini

 

 

 



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