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Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Brasile | Domande e risposte a proposito delle elezioni

Brasile | Domande e risposte a proposito delle elezioni

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di Luís Leiria

Che dimensioni ha avuto la cosiddetta «ondata bolsonarista»?

È stata molto forte. Bolsonaro ha ottenuto 49.276.990 voti (il 46,03 %); Fernando Haddad, arrivato secondo, 31.342.005 (29,28 %).

L’ondata bolsonarista ha catapultato il partito del candidato, il Partido Social Liberal (PSL), che prima aveva un unico deputato, al rango di secondo gruppo parlamentare, con 52 deputati. Nei parlamenti statali [1], il PSL è passato da 16 eletti nel 2014 a 76 in queste elezioni. Nel Senato, dove il PSL non aveva alcun rappresentante, ne ha eletti quattro. Infine, il PSL ha presentato o appoggiato candidati a governatore [2] in 13 Stati, con alcuni risultati sorprendenti. Il caso più eclatante è quello dello sconosciuto ex giudice Wilson Witzel, nello Stato di Rio de Janeiro, che ha superato tutti gli altri candidati, arrivando in testa al primo turno con 3.154.752 voti (41,28 %). Affronterà al ballottaggio Eduardo Paes, dei Democratas (DEM), che ha ottenuto 1.494.752 voti (19,56 %).

Il principale sconfitto è stato il PT?

Stando ad alcuni organi di stampa e ad alcuni commenti, si è radicata l’impressione che il Partido dos Trabalhadores (PT) sia stato il principale sconfitto in queste elezioni. Le cose non stanno esattamente così. Val la pena ricordare che il partito ha mantenuto la candidatura dell’ex presidente Lula da Silva sino a quando è stato giuridicamente possibile, e ha annunciato la sua sostituzione con Fernando Haddad solo poco più di una settimana prima del giorno delle elezioni. Il trasferimento dei voti da Lula a Haddad - effettuato senza che Lula potesse mai apparire direttamente in TV, alla radio o sui giornali – è forse un fatto inedito nella storia. Haddad era talmente poco conosciuto dagli elettori che molti gli si riferivano come ad “Andrade”. Anche così, del 38 % dei voti che i sondaggi accreditavano a Lula, Haddad ne ha conseguito il 29,28 %.

Il PT ha eletto 59 deputati federali (erano 69 nel 2014), e questi rappresentano ancora il maggior gruppo parlamentare nella Camera dei deputati (il secondo gruppo, con 52, è quello del PSL). Haddad ha vinto in nove Stati (Bolsonero in 17 e Ciro Gomes in uno), ma questo risultato si ridimensiona se si considerano solo le città capitali: in questo caso il candidato del PT vince in tre, contro le 23 di Bolsonaro e una di Ciro Gomes. Il PT ha eletto 84 deputati statali (ne aveva 110), superato solo dal Movimento Democrático Brasileiro (MDB), con 93. Il PT ha già eletto al primo turno tre governatori (tutti nel Nordeste: Bahia, Ceará e Piauí) ed è in ballottaggio nel Rio Grande do Norte.

Allora il PT ha vinto?

La risposta è negativa anche in questo caso. In effetti, il PT arretra ovunque rispetto alle elezioni del 2014. Dilma Roussef aveva ottenuto il 41,59 % dei voti al primo turno delle presidenziali, Haddad ha il 29,28 %. Il partito ha perso 10 deputati federali e 26 statali. Ma, soprattutto, ha sofferto sconfitte simboliche nel non riuscire a eleggere o rieleggere nomi “pesanti” al Senato, come l’ex presidentessa Dilma e i senatori Eduardo Suplicy e Lindbergh Farias. Inoltre, Haddad ha ottenuto quasi la metà dei suoi voti (il 46 %) nella sola regione del Nordeste, mentre dalle regioni del Sud e del Sudest, le più industrializzate, ha ottenuto solo il 38 % dei suoi voti.

Nella ABC paulista [3], culla del partito, Bolsonaro ha vinto facilmente nelle “quattro lettere”: Santo André, São Bernardo do Campo, São Caetano do Sul e Diadema; e in São Caetano Haddad è finito addirittura al quarto posto, dopo Bolsonaro, Ciro Gomes e João Amoêdo [del Partido Novo].

Quali sono stati allora i partiti maggiormente sconfitti?

Senza alcun dubbio i partiti che sono stati alla base del governo Temer: il MDB e il Partido da Social Democracia Brasileira (PSDB). La maggior parte degli ex ministri di Temer che si sono presentati alle elezioni è stata sconfitta. Dei 18 che erano, solo sei sono riusciti a farsi eleggere, e solo Helder Barbalho, candidato al governo del Pará, è in ballottaggio. Ma componenti del “nucleo duro di Temer”, come Romero Jucá (MDB), Roberto Freire (PPS, Partido Popular Socialista), Antonio Imbassahy (PSDB), non ci sono riusciti.

Il MDB è il partito che ha perso più deputati: dai 66 eletti nel 2014 agli attuali 38. Nel 2014 il suo era il secondo gruppo parlamentare per dimensioni; ora è il quarto. Questo partito ha eletto un governatore al primo turno, ed è in ballottaggio in tre Stati.

Quanto al PSDB di Fernando Henrique Cardoso, di José Serra e di Aécio Neves, passa da 54 deputati (terzo gruppo parlamentare) a 29 (nono gruppo). Non è riuscito a eleggere alcun governatore al primo turno, ed è in ballottaggio in quattro Stati. L’umiliante risultato di Alckmin alle presidenziali (4,76 %) ha provocato acide recriminazioni nella prima riunione della Direzione del partito, con Alckmin che insinuava di essere stato tradito dal candidato governatore a São Paulo, João Dória. Ufficialmente il PSDB non appoggerà alcun candidato alla presidenza nel secondo turno, ma Dória ha già assicurato il suo appoggio a Bolsonaro.

E che ne è stato del PSOL?

La coalizione formata dal Partido Socialismo e Liberdade (PSOL), dal Partido Comunista Brasileiro (PCB), dal Movimento dos Trabalhadores Sem Teto (MSTS, Movimento dei lavoratori senza casa) e da altri movimenti sociali, che candidava [alla presidenza e alla vicepresidenza] Guilherme Boulos e Sônia Guajajara, ha ottenuto un risultato molto al di sotto delle aspettative, con solo lo 0,58 % dei voti. Ma è evidente che Boulos è stato danneggiato dalla pressione a favore del “voto utile”, perdendone nella retta finale sia verso Haddad sia verso Ciro Gomes. La campagna elettorale del partito è stata più positiva di quanto indichino i dati per le presidenziali, consentendo di sviluppare un’alternativa organizzata per la sinistra e mostrando il suo potenziale nelle elezioni con il proporzionale [per la Camera dei deputati]. Il partito ha raddoppiato i suoi deputati alla Camera, da cinque a 10, e aumentato il numero di quelli statali, da 12 a 18.

Il gruppo parlamentare del PSOL riflette meglio di qualunque altro l’ascesa del femminismo nel Paese: nella Camera vi sono ora cinque deputate del PSOL; e per quanto riguarda i gruppi parlamentari statali, menzione speciale va fatta per quello di Rio de Janeiro, dove sono state elette tre candidate molte legate a Marielle Franco [4].

C’è stato un rinnovamento nel parlamento?

L’indice di rinnovamento è del 53 %, contro il 47 % del 2014. Ma la composizione della Camera è ora ancor più conservatrice, stando a uno studio di Oswaldo E. do Amaral, professore di Scienze politiche alla Unicamp e direttore del Centro de Estudos de Opinião Pública (Cesop) della stessa istituzione.

Secondo il G1 [di O Globo] il numero di deputati che hanno dichiarato un patrimonio superiore a un milione di reais rappresenta quasi la metà della Camera: 241 (erano 248 nel 2014) [5].

Sono almeno 20 i militari eletti deputati federali, oltre a 50 eletti come deputati statali e a due senatori. Si può pertanto prevedere che la “bancada da bala” [gruppo parlamentare della pallottola] aumenti, nonostante solo 12 dei suoi 34 componenti siano stati rieletti. Ma vi si dovranno aggiungere buona parte dei deputati del PSL di Bolsonaro e dei militari eletti per la prima volta. Ed è egualmente certo l’aumento dei gruppi parlamentari degli evangelici e dell’agroindustria. Bolsonaro ha già dichiarato di disporre dell’appoggio di 300 parlamentari, anche se non ne ha fornito la lista.

Con tanti partiti in lizza, l’astensione sarà diminuita, no?

Queste elezioni sono state quelle con il maggior numero di sigle partitiche (30) e in cui s’è avuta una grande polarizzazione. C’era da aspettarsi un’astensione molto bassa. Ma non è stato così. Gli astenuti sono stati 29.941.265 (20,33 %), la percentuale più alta dopo il 1998, quando si arrivò al 21,5 %. Vi sono poi stati 7.206.205 di voti nulli (6,14%) e 3.106.936 di schede bianche (2,65%).

Il numero così alto di voti per Bolsonaro ha a che fare con la scarsa istruzione dei brasiliani?

Si tratta di un’idea errata che circola in Portogallo e che spiega il voto a Bolsonaro con l’ignoranza e la bassa scolarità. Niente di più falso. L’ultimo sondaggio di DataFolha, fatto dopo il primo turno, mostra come Haddad superi Bolsonaro fra gli elettori con istruzione elementare (nono anno), con il 44 % contro il 39 %. A partire da qui, è sempre Bolsonaro a vincere, e il neofascista vince tanto maggiormente quanto aumenta il grado di scolarità, Fra gli elettori con istruzione universitaria, Bolsonaro vince con il 58 % contro il 30 % di Haddad.

Ciò significa che Bolsonaro ha già praticamente vinto?

Questo risultato molto difficilmente può essere rovesciato, anche se ciò non è del tutto impossibile. Vi sono quasi 40 milioni di elettori che non si sono espressi (sommando astenuti, voti nulli e schede bianche). D’altro canto, l’ondata antipetista [di ostilità verso il PT], che è il combustibile che alimenta la corrente favorevole a Bolsonaro, può ridursi in seguito alla presa di coscienza delle minacce concrete per le persone che comporterebbe una vittoria di Bolsonaro. La serie di azioni violente già commesse dai bolsonaristas negli ultimi giorni [6] sono un chiaro monito circa quel che potrà capitare nel caso il neofascista diventi presidente del Brasile.

Luís Leiria è un giornalista di esquerda.net, sito del Bloco de Esquerda portoghese.

Testo originale in: www.esquerda.net/artigo/perguntas-e-respostas-sobre-os-resultados-das-eleicoes-do-brasil/57463

Traduzione dal portoghese di Cristiano Dan.

Note del traduttore

[1] Il Brasile è una Repubblica federale, con un Parlamento nazionale (federale) e 27 parlamenti statali (i 26 Stati federati più il Distretto Federale dove ha sede la capitale, Brasilia). Si deve distinguere quindi fra parlamentari federali (nazionali) e parlamentari statali dei singoli Stati.

[2] Ogni Stato federato (e il Distretto Federale) elegge direttamente, oltre al parlamento, un governatore. Le alleanze che si formano fra i partiti in questa occasione sono spesso molto dissimili dalle alleanze a livello nazionale, in molti casi contraddittorie rispetto a quelle.

[3] Con ABC si intende la parte più industrializzata dello Stato di São Paulo. L’ABC si spiega con le iniziali delle tre città menzionate nel testo, e può diventare ABCD se vi si aggiunge Diadema.

[4] Marielle Franco, consigliera comunale del PSOL a Rio, è stata assassinata, com’è noto, nel marzo di quest’anno, assieme al suo autista, da una banda fascista (che ha impiegato proiettili in uso della polizia).

[5] Equivalenti a 200/250.000 euro, da confrontare però con il diverso potere d’acquisto: per dare un’idea, il prodotto interno lorodo a parità d’acquisto brasiliano è meno della metà di quello italiano.

[6] Almeno 50 sono i casi di maggior rilevanza già conteggiati. Vedi: www.esquerda.net/artigo/apoiadores-de-bolsonaro-ja-fizeram-pelo-menos-50-ataques/57462



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