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Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Nicaragua: Ortega è il colpevole, non la vittima

Nicaragua: Ortega è il colpevole, non la vittima

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di Oscar-René Vargas

Oscar René Vargas – sociologo, economista, autore di numerosi libri sul Nicaragua e Centro America – sulla cui testa pende un mandato di arresto emesso dalle autorità del Nicaragua spiega questa decisione nel seguente modo: “Non sono un membro di alcuna organizzazione, ma ho fatto molte dichiarazioni che caratterizzano il governo come una dittatura e i suoi metodi simili a quelli che sono stati una delle peculiarità dei regimi dittatoriali. Inoltre, ho partecipato a marce popolari di protesta”.

Oscar René Vargas (1946)  è stato uno tra i co-fondatori dell’FSLN e ha protetto Daniel Ortega contro la repressione di Somoza. Durante il primo governo Ortega, negli anni ’80, ha ricoperto un incarico di esperto e ha insegnato presso l’Accademia militare dell’esercito sandinista. Ha insegnato in varie università in Nicaragua. Le sue posizioni critiche nei confronti della coppia di governo sono pubbliche da alcuni anni. Non appena sono state diffuse le informazioni su di un mandato di arresto nei suoi confronti, un appello di solidarietà è stato lanciato dai circoli accademici in Nicaragua con cui si chiede la revoca della decisione del governo riguardante Oscar René Vargas .

A questo breve articolo di Oscar René Vargas, che per lo stile volutamente stringato può apparire ripetitivo, e in realtà testimonia del logorante stallo dello scontro politico in Nicaragua, aggiungo una noterella in più: Daniel Ortega aveva inviato un messaggio di congratulazioni non formali a Jair Bolsonaro subito dopo la sua vittoria elettorale:

https://anticapitalista.org/2018/11/05/la-vittoria-di-bolsonaro-salutata-da-abdo-benitez-e-daniel-ortega/ Affinità elettive? (a.m.)

1. - Il Nicaragua è uno dei paesi più arretrati della regione, con uno sviluppo industriale molto povero. E’ principalmente un paese agricolo, con benefici incredibili per la classe dominante, che determina il carattere della polarizzazione sociale esistente.

2.- In queste condizioni si è formato un paese con una oligarchia conservatrice, speculatrice, fondamentalmente legata al capitale straniero, soprattutto statunitense, e con un 40-50% della popolazione povera ed emarginata. La povertà, l’emarginazione e le differenze sociali, sono molto presenti in Nicaragua

3.- In un paese che da sempre ha la bilancia commerciale negativa, i dollari arrivano per l’invio dei parenti all’estero, l’esportazione, gli investimenti stranieri, ma anche per il narcotraffico.

4.- Con questi antecedenti, diversi presidenti giunti al potere si fecero promotori di populismo ed assistenzialismo, ebbero un certo appoggio dalla popolazione, come nel caso di Arnoldo Alemán durante il suo mandato, ma fondamentalmente, Ortega.

5.- I diversi presidenti rappresentarono questa piccola classe governante e oligarca, al fronte di una debolissima classe media e la maggioranza della popolazione disinserita dalla società. Storicamente, in queste condizioni i presidenti hanno rappresentato quello che in realtà è la classe governante: profondamente retrograda e conservatrice.

6.- Alla radice della disfatta della rivoluzione sociale, nel febbraio del 1990, la idea di una democrazia che si facesse promotrice di maggiore uguaglianza, giustizia e diritti sociali, ridistribuzione della ricchezza, fallì.

7.- Da quel momento, la agenda politica ed economica dei vari governi dal 1990 al 2018 è stata quella di eliminare ogni progetto di rivoluzione sociale. Iniziando al tempo stesso un processo di concentrazione della ricchezza del paese nell’uno per cento delle persone più ricche del paese.

8.- Questo stabilì l’inizio della negazione della democrazia, che venne portata avanti da Ortega dal 2007. Nel periodo di governo Ortega-Murillo, questo rifiuto si è consolidato, ed accentuato diventando sempre più antidemocratico.

9.- Ortega è un vanitoso pieno di ambizioni, voglioso di essere il protagonista principale. Desideroso del potere, di possederlo con fervore popolare. Dal 1990 sviluppa una metastasi di cinismo. Ortega come Fouché, mai andrà in pensione.

10.- Ad Ortega piacciono i corridoi contorti della politica, come ad un giocatore d’azzardo la roulotte che continua a girare ininterrottamente. Osservando i suoi occhi, si capisce come è assetato di potere. Con la capacità che possiede per cospirare, è stato la persona essenziale per tutti gli accordi più sporchi per mantenere il potere.

12.- Nel 2007, Ortega non portò il FSLN al potere, ma approfittò del FSLN per prendere il potere con i suoi amici. Successivamente, si circondò di corrotti, trasformò il “Frente…” in una carcassa piena di arrivisti legati al governo, i quali utilizzarono i benefici del potere, come una risorsa per il loro arricchimento personale.

12.- La figura di Ortega è speciale, per non definirla tragica. Quando giunse al potere per la prima volta nel 1979, si fece portatore della voce e del diritto dei poveri di non pagare nemmeno una parte del debito estero ereditato dai Somoza.

13.- È per questo che in molti strati sociali dell’’America Latina, lo ricevevano come un simbolo della lotta per l’uguaglianza sociale e antimperialista, poiché giunse al potere rappresentando una specie di speranza e rinnovamento, molto oltre quella dei governi neoliberali.

14.- Ma nel 2007 non gli rimase niente di tutto questo, perché il partito era già decadente e aveva stretto accordi molte volte con la destra corrotta, ed anche con la vecchia oligarchia e la borghesia tradizionale che aveva promesso di combattere.

15 – Tornato al potere, Ortega si rese conto che lo Stato neoliberale e il potere esistevano veramente, ed ovviamente, né lui, né il suo partito avevano la forza e neppure l’intenzione di cambiare questo Stato conservatore oligarchico, né le relazioni che si tessevano; oltre a tutto con una classe dominante conservatrice.

16.- La capitolazione di Ortega è avvenuta strada facendo, e alla fine il suo governo  ha attivato una politica pubblica di destra, represso movimenti sociali, lavoratori e contadini, passando da promesse di riforme progressiste ad una posizione di carattere neoliberale con politiche repressive alla maniera di Pinochet.

17.- L’idealismo lo ha perso per strada per trasformarsi in un politico tradizionale, faccendiere, imbroglione, opportunista. Il partito è distrutto, e lui lo è personalmente e fisicamente. La bilancia della storia, gli sarà negativa. Questo per concludere una breve analisi del personaggio.

18.- Ortega predica l’antimperialismo nel 2007, ma poco tempo dopo, era già stato intrappolato da queste relazioni di potere e per questo Stato tradizionale e conservatore.

19.- Ortega ed i suoi amici si arresero e si misero al servizio di questa classe governante e retrograda, per mezzo delle istituzioni statali, ognuno con le proprie peculiarità.

20.- In Nicaragua la corruzione del sistema è diretta, sporca, come è provato dalla gestione del denaro della cooperazione venezuelana. La corruzione si è impadronita di tutte le istituzioni e strutture del potere, forze armate (polizia ed esercito), ed i partiti politici.

21.- Il paese è socialmente tanto povero, che nonostante la corruzione senza freni, Ortega ha fornito assistenzialismo dove mai nessun governo precedente si era preoccupato per gli affamati. In questo modo venne accettato e guadagnò il gradimento della gente.

22.- Il FSLN, che non ha nulla a che vedere con quello vecchio, è corrotto, diventato un gruppo di corrotti, iniziando dal più corrotto che è Ortega, ed il suo cerchio intimo del potere.

23.- Il Nicaragua è diventato uno dei paesi più corrotti dell’America Latina, ed al tempo stesso ha un governo che ha subordinato la propria politica economica alle direttive delle organizzazioni finanziarie internazionali.

24.- Negli ultimi quaranta anni di storia (1979-1019), Ortega è stato al centro delle grandi decisioni, dei grandi conflitti e nei principali accordi politici del paese.

25.- Dall’inizio di aprile 2018, non comprendendo l’origine delle proteste, Ortega inizia a commettere gravi errori. Per ragioni di Stato decide di mantenere il potere ad ogni costo, ed in questo modo finisce per essere in un modo o nell’altro, catturato dalla “ragione di Stato”; conservare il potere essendo intollerante e rigido.

26.- Dall’inizio di aprile 2018, Ortega è responsabile dei crimini più abominevoli: dare l’ordine della operazione di “pulizia”, che si è tradotta in migliaia di feriti, centinaia di morti, decine di desaparecidos, ed un incalcolabile numero di esiliati.

27.- Un anno dopo, in Nicaragua vige uno stato “de facto”, una repressione generalizzata, città militarizzate, centinaia di arresti di ragazze e ragazzi per motivi politici, una crisi economica sempre più grave, aumento della povertà e della disoccupazione, malcontento sociale in aumento ogni giorno.

28.- Il regime Ortega-Murillo si è trasformato in un ostacolo per lo sviluppo del paese, visto che rappresenta la corruzione. Il Nicaragua si è disgregato, economicamente, politicamente e socialmente. Potrà iniziare a riprendersi solamente dopo la caduta di questa dittatura attuale.

29.- L’avvicendamento politico del Nicaragua è accelerato nell’ultimo anno. In questa accelerazione è sorta una nuova generazione di leader politici e sociali, mentre la destra politica tradizionale è rimasta in stallo. Ora, la scommessa dei giovani è inventarsi nuovamente una ossatura sociopolitica.

30.- E in questi momenti, in cui manca un leader nazionale, con uno sguardo lucido e ampio, con grandi qualità e valori. Un leader che non dovrà fare le veci né di Ortega, né di Murillo, né dei suoi figli.

31.- Il nuovo leader che andrà a prendere il potere in un Nicaragua ancora una volta in rovina, con il suo popolo ancora una volta impoverito, in una situazione grandi dubbi e impoverimento simile a quella del 1990, dovrà avere temperamento e abilità.

32.- E’ chiaro, pertanto che la coalizione che governerà dovrà essere ampia per vincere le elezioni. Il nuovo governo dovrà utilizzare la legge ed il dialogo. È necessario tessere alleanze per un governo democratico e stabile.

 

Traduzione di Graziano Bartolini



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