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Sutherland: perché l’opposizione ha ancora fallito?

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di Manuel Sutherland

Da un recente ampio articolo di Manuel Sutherland che ricostruisce tutte le fasi di un 2019 molto movimentato abbiamo scelto l’ultima parte, dedicata alle trattative di Oslo, anche perché anche recentemente avevamo già ripreso sul sito altri scritti di questo marxista venezuelano indipendente (VENEZUELA – Sono contro un'invasione militare, ma non posso ... e Venezuela: ancora sul collasso elettrico). In ogni caso un link permette di collegarsi all’intero articolo in spagnolo.

I dialoghi ad Oslo si stanno sviluppando da più di un anno tra membri del chavismo moderato e alcuni esponenti della opposizione più aperta al dialogo. L’ultima novità è la recente immissione di politici dell’antichavismo più belligerante. Il problema è che Guaidó e chi esercita forte influenza nel campo mediatico, come Maria Corina Machado, da anni denigrano il dialogo, affermando che questa non potrà mai essere la via per fare uscire il paese dalla “dittatura”. Secondo loro, l’unico negoziato possibile è stabilire in quale cella di Guantanamo saranno rinchiusi Maduro e gli altri al governo. Questa ostinazione non lascia nessuna possibilità alla opposizione, visto che una possibile invasione è stata sempre negata dal falco Elliott Abrams, consigliere di Trump sul Venezuela, il quale non solo ha affermato che non ci saranno mai bombardamenti, ma anche che il processo deve essere democratico. Ha inoltre affermato che il chavismo deve tornare alla Assemblea Nazionale, e che tutti insieme devono trovare una transizione pacifica.

Nei fatti concreti, l’opposizione non ha nulla  per spingere il chavismo alla resa, e non possiede nemmeno un solido impulso popolare e organizzato per potere esercitare una pressione politica interna. Le sanzioni economiche saranno le uniche possibilità per mettere in crisi il governo chavista, ma difficilmente potranno fargli cambiare il proposito di rimanere eternamente al potere concentrandolo in forma assolutista.

Il fatto è che le sanzioni le impongono gli USA, e i negoziati più diretti si stabilirebbero fra i funzionari di Trump e di Maduro, e l’opposizione non avrebbe nessuna voce in capitolo. A questo si aggiunge che dietro a Maduro ci sono Cina, Russia, Turchia e Cuba. Quest’ultimo paese è stato accusato di ispirare la posizione chavista ad Oslo, e di forzare un processo di transizione nel quale l’attuale Ministro della Difesa Vladimir Padrino López, venga designato a capo di un governo di transizione che garantisca la continuità  politica del chavismo e gli aiuti energetici a Cuba.

Successivamente si dovrebbero svolgere le elezioni con un nuovo Consiglio Elettorale Nazionale. Tutto questo non cessa di essere una ipotesi astratta, però è sicuro che i negoziatori chavisti in Norvegia hanno strette relazioni con i cubani, visto che erano presenti quando vennero stabiliti gli accordi di pace all’Avana fra le FARC e lo stato colombiano.

Recentemente,  si è venuti a conoscenza di un nuovo tentativo di colpo di stato di chiara impronta  militare. La sera del 26 giugno il governo ha dichiarato, con un sarcastico comunicato, di avere sventato un altro colpo di stato, arrestando più di trenta militari che sono stati accusati di “tradimento della patria”, accusa rifilata generosamente da giudici chavisti. Secondo le dichiarazioni dei portavoce ufficiali, membri dei partiti Voluntad Popular e Primero Justicia sono coinvolti in questo caso. Come è sempre successo, ogni tentativo di insurrezione è stato controllato con una rapidità incredibile. Ciò che più di ogni altra cosa demoralizza una parte delle opposizioni è la incredibile facilità con cui vengono sventati questi tentativi; è come perdere costantemente una scommessa puntando sempre su un levriero che non vince mai.

Pochi giorni dopo l’ammutinamento, Maduro ha dichiarato che il principale cospiratore era il generale Manuel Cristopher Figuera, ex direttore del SEBIN (Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional (Sebin). Secondo Maduro il generale era stato arruolato dalla CIA,ma poi lasciò le sue truppe sole nella sollevazione. È stato Figuera a liberare Leopoldo López nella notte prima del tentativo di golpe, e come conseguenza gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni che lo avevano colpito, dicendo che era «un esempio da seguire». Secondo Maduro, il responsabile militare del fallito golpe stava lavorando come infiltrato per la Cia, cosa che potrebbe essere un’invenzione, oppure rivelare crepe nel potere militare e di intelligenza che sorregge il governo ed esercita il potere attraverso gli ufficiali incaricati di dirigere ministeri e imprese chiave (come Petróleos de Venezuela, Pdvsa). La mancata realizzazione della tradizionale sfilata militare del 24 giugno, anniversario della Battaglia di Carabobo nel 1821, data chiave dell’indipendenza, ha scatenato tutti gli allarmi tra gli specialisti di questioni militari. La realizzazione, al suo posto, di un modestissimo e striminzito surrogato ha fatto pensare più d’uno a trame di palazzo, che sembrano abbastanza lontane dalla realtà di un governo sempre più militarizzato.

L’opposizione più moderata vuole il dialogo. Ma non dispone di un sostegno economico, e pertanto non può costruire una forza popolare. Per questo, subisce uno schiacciamento mediatico dall’apparato comunicativo, da parte di quelli che sognano una imminente invasione. Una scommessa guerrafondaia, che continuamente proclama la caduta di Maduro imminente, è divenuta molto conveniente per chiedere denaro fuori dal paese; è la classica frottola che viene raccontata dall’anticomunismo internazionale che da sempre vende la farsa venezuelana come fosse l’esempio di un socialismo realizzato. La continuità di questa drammatica crisi, a loro serve per promuovere propaganda antisocialista ed approfittare del boom della emigrazione di milioni di persone, e della loro disperazione, mentre tentano di scappare dalle penurie della vita quotidiana e da ogni mancanza di prospettive future.

Finché una parte della estrema destra continua a sostenere in forma aggressiva e minacciando di spazzare via gli oppositori con razzie violente, i risultati saranno ogni volta più negativi per il resto della opposizione democratica e pacifica, visto che ogni tentativo di colpo di stato si porta dietro una sconfitta e un forte incremento alla repressione. L’aumento della povertà, causato dalle sanzioni, è uno stimolo per l’emigrazione, e questo al regime madurista conviene parecchio, perché gli facilita il controllo sociale. Con meno abitanti, tende ad avere meno pressione nelle sovvenzioni pubbliche, meno proteste, ed i costi sostenuti per ottenere benefici clientelari sono più convenienti. Un ottimo affare.

La sinistra critica continua ad essere un convitato di pietra. Mentre la sinistra “Lumpenprogressista” (sottoproletaria), continua a guadagnare ed a portare fruttiferi redditi politici alla solidarietà con Maduro. Si oppongono giustamente con ragione alle minacce di invasione militare e alle sanzioni economiche, ma poi tacciono, restano muti di fronte alle cause reali della feroce crisi economica, di cui il governo e i suoi alleati della borghesia importatrice-bancaria, sono gli esclusivi responsabili. Minimizzano le sofferenze di milioni di persone, la stagnazione economica, per il bene di un astratto antimperialismo che diventa cieco di fronte alle azioni di estrazione e distruzione delle risorse naturali, che stanno attuando le imprese multinazionali dei paesi alleati al regime. L’“ecocidio” che si realizza attualmente nella zona chiamata “Arco Minerario dell’Orinoco” è solo uno degli esempi di questa drammatica situazione. [su aspetti meno noti di questa tragedia ambientale si veda tra l’altro https://correspondenciadeprensa.com/2019/09/03/venezuela-arco-minero-del-orinoco-la-fiebre-del-oro-que-arrasa-la-amazonia-venezolana/ NdR]

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Manuel Sutherland è un economista e direttore del Centro di Investigazione e Formazione Operaia (Cifo), di Caracas.

Testo integrale in https://correspondenciadeprensa.com/2019/09/05/venezuela-debates-por-que-volvio-a-fracasar-la-oposicion/ Traduzione di Graziano Bartolini.



Tags: Venezuela  Sutherland  Maduro  Guaidò  

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