Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Febbraio 2011

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Newsletter febbraio 2011

Continua l’inconveniente della scarsa attenzione di una parte dei visitatori del sito a testi utilissimi probabilmente perché segnalati nella seconda parte della colonna sotto la dizione ULTIMI TESTI INSERITI. Ad esempio nella Newsletter precedente avevo lamentato che neppure la metà di coloro che hanno aperto i miei articoli Padura Fuentes, Trotskij e Cuba e soprattutto Rivoluzione e vita quotidiana (che doveva servire proprio a raccomandare la lettura del piccolo ma prezioso libro di Lev Trotskij dallo stesso titolo, inserito integralmente tra i testi come Trotskij - Rivoluzione e vita quotidiana-1) sono poi andati a vederlo.

Ora si è manifestata nuovamente questa tendenza: è accaduto lo stesso con un mio breve articolo Il marxismo di Mandel che voleva presentare e incoraggiare a leggere il bellissimo saggio di Ernest Mandel Mandel - Il posto del marxismo nella storia. Tutto inutile: il mio modesto articolo dopo un giorno aveva già 73 visitatori, il saggio di Mandel solo 38…

Non posso che continuare a raccomandare e “rilanciare” i testi della seconda parte, miei o di autori che sono stati importanti per la mia formazione, come Livio Maitan ed Ernest Mandel, e che mi sembrano in questa fase ben più necessari delle mie più o meno efficaci puntualizzazioni di attualità politica e di polemica quotidiana. Il sito, che non a caso si chiama “Movimento operaio”, era nato soprattutto come strumento di studio e di “autoformazione”. E nel frattempo si è consolidato uno strumento prezioso come Il megafonoquotidiano, che, ad esempio, in questi giorni ha pubblicato due utili riflessioni politiche sulla Tunisia http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/%C2%ABora-so-che-la-rivoluzione-%C3%A8-possibile%C2%BB e sull’Egitto: http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/una-rivoluzione-marcia a cui ovviamente rinvio.

 

Ultimi articoli inseriti:

  • Tel Aviv trema L’ultimo articolo di un blocco dedicato ai sommovimenti che dalla Tunisia si sono spostati verso l’Egitto e altri paesi e che giustamente attirano la nostra attenzione, dato che, a ben guardare, quello che accade in Tunisia, in Egitto e altrove in queste ore ha meno a che fare con l’essere «arabi» e molto più con le proteste che hanno attraversato nei mesi scorsi l’Europa del default del debito pubblico…

  • Rivolte o rivoluzioni Il secondo degli articoli di questa serie, preoccupato dalle manovre che sembravano derubare della vittoria le masse tunisine che avevano cacciato Ben Ali (forse un po’ troppo allarmato, ma la partita non è ancora chiusa).

  • Algeria Il primo articolo, quando il mio bersaglio polemico era ancora il tentativo dei media di attribuire le rivolte popolari all’integralismo islamico (che si ripropone ancora, ma con minore efficacia essendo più che evidente la scarsa presenza di movimenti islamisti, e la non assimilabilità ad essi dei Fratelli Musulmani, più simili al partito di Erdogan). Volevo ricordare che gli integralisti hanno reclutato a man bassa tra i giovani della rivolta del cuscus, ma solo dopo che erano scampati ai massacri del regime algerino.

  • Dodici regole infallibili Sino le dodici regole infallibili per la redazione di notizie sul Medio Oriente nei grandi mezzi di comunicazione: può bastare la prima: In Medio Oriente sono sempre gli arabi che attaccano per primi, ed è sempre Israele che si difende. Questa difesa si chiama “rappresaglia”, e l’ultima: Tutte le persone che non sono d’accordo con le suddette regole sono, è evidente, “terroristi antisemiti ad alta pericolosità”.

  • Dilma e l’eredità di Lula Un invito alla cautela rispetto alle molte illusioni della sinistra su Lula e Dilma, e ai loro stretti rapporti con il grande capitale brasiliano (e non solo), ma hanno trovato un buon tranquillante per le masse.

  • Haiti, licenziato il rappresentante dell'OSA Una delle notizie che passano inosservate sulla stampa italiana.

  • Sensazionale: Evo ritira il decreto Un articolo scritto in due tempi; il titolo si riferisce alla seconda fase, in cui Evo Morales ha saputo ritirare il decreto che aveva provocato proteste di massa. Proteste che gli ammiratori ingenui e acritici della rivoluzione bolivariana attribuivano invece al solito “complotto dell’imperialismo”, mentre assomigliano a quelle che sconvolgono oggi l’Egitto (tanto è vero che in Venezuela, Bolivia e Cuba le notizie su quanto accade sono date col contagocce). L’uscita tardiva di Fidel Castro che rimprovera agli Stati Uniti di aver cambiato idea su Ben Ali e Mubarak, è stata ripresa anche negli altri paesi dell’area, e ha lo scopo di insinuare che anche le proteste sono una manovra di Obama…

  • Caos in Bolivia Un altro articolo che affronta i problemi posti dalla svolta, sicuramente necessaria, ma difficilmente capace di arginare l’aumento dei prezzi e il contrabbando.

  • Almeyra: Bolivia, la questión de fondo Un bel commento di Guillermo Almeyra sullo stesso tema.

  • Cuba, uno sguardo sulle riforme Un esauriente articolo del cubano Armando Chaguaceda, in italiano.

  • Intorno alla FIOM Un articolo di Franco Turigliatto sul nuovo ruolo delle FIOM, prima del referendum.

  • Chi è isolato?* Un mio primo commento al referendum di Mirafiori, integrato successivamente da un lucido intervento di Fabrizio Burattini. D’ora in poi utilizzo l’asterisco* per indicare un articolo modificato con aggiunte successive, come nel caso del successivo.

  • La cecità di Bersani* Un articolo sdegnato contro la politica suicida della maggioranza del PD, incapace di capire il significato del riapparire di un vero sindacato combattivo.

  • Perseverare è diabolico Sullo stesso tema, un’analisi dello scontro-incontro tra Bersani e Vendola.

  • Terrorismi Una messa in guardia nei confronti dell’uso politico del terrorismo (vero o presunto, o organizzato ad arte) contro la rinascita delle lotte e della sinistra.

  • Il marxismo di Mandel Un breve articolo di presentazione del testo di Mandel (scritto nella speranza di evitare che i nuovi visitatori del sito (che sono parecchi, e in netto aumento, negli ultimi tempi) si fermino alla colonnina in alto a sinistra…

Ultimi testi inseriti, compresi alcuni già segnalati, ma passati inosservati:

  • Mandel - Il posto del marxismo nella storia. Un testo di straordinaria efficacia che colloca la formazione del pensiero marxista nel suo tempo, nel rapporto con filosofi, sociologhi ed economisti precedenti, ma anche con i pensatori del socialismo utopistico, e con le prime aggregazioni rivoluzionarie. È lungo, ma chiarissimo, e si legge di un fiato.
  • MANDEL - Controllo operaio Un testo inserito da poco ma che ha avuto pochissime visite, mentre a mio parere potrebbe fornire spunti a molti militanti in questa fase di crisi e di smantellamento di intere fabbriche da parte di capitalisti che si dicono falliti mentre portano invece i loro capitali in altri paesi; in una situazione in cui mancano le risorse per tutto, grazie a una gigantesca evasione fiscale che solo il controllo dal basso, il controllo operaio, potrebbe smascherare. Un testo che nasceva da una discussione tra quadri operai rivoluzionari, e che si ricollega al classico scritto di Lenin “La catastrofe imminente e come lottare contro di essa”, scritto nel 1917 insieme a “Stato e rivoluzione” (inserito nel sito col nome di Lenin e la crisi). Ritorna di attualità anche a Cuba (si veda Cuba, uno sguardo sulle riforme …)
  • Mandel - Sciopero generale In realtà era già stato segnalato ed è stato un po’ più visitato del precedente, ma sempre al di sotto di quanto meriterebbe. Era una relazione per una scuola di formazione in Belgio negli anni Settanta. Come il precedente, questo testo è molto utile nell’attuale situazione in cui molti, per fortuna, chiedono a gran voce lo sciopero generale, ma per inesperienza rischiano di essere beffati con un modestissimo e inutile surrogato, che avrebbe solo il nome di sciopero generale, mentre sarebbe un’inutile parata. Vale la pena di leggerlo… Ed è di particolare attualità in Egitto, in Tunisia, in tutti quei paesi in cui sembrava impossibile far nulla (“L’esercito è troppo potente”…) e in cui lo strumento a disposizione delle masse disarmate è proprio… lo sciopero generale!
  • Mandel - Ottobre 1917 E a questo punto ripropongo un libro che ricostruisce in forma chiarissima l’esperienza della rivoluzione russa, dal febbraio all’ottobre, e spazza via le menzogne sul “colpo di stato” giacobino... La rivoluzione che sembrava estinta riaffiora, in varie parti del mondo, ed è bene, dopo tante denigrazioni e cialtronerie diffuse anche nella sinistra pentita, riflettere su quell’esperienza fondamentale.

P. S: Sono in aumento anche le lettere, a volte da parte di compagni o studenti persi di vista da tanti anni. Mi fanno molto piacere, e cerco sempre di rispondere tempestivamente. Scrivetemi, usando questo indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , e non quello che usavo prevalentemente all’università, che è ancora in vigore, ma con molti problemi e filtri eccessivi.

 

 

 

 

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