Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Newsletter Marzo 2011

E-mail Stampa PDF

Newsletter marzo 2011

Questa Newsletter riflette un mese in cui ho avuto non pochi problemi. Prima di tutto il furto di un portatile in cui avevo un gran numero di indirizzi e di materiali di consultazione. Da alcune lettere deduco che diversi frequentatori del sito non immaginano neppure che in pratica io sia quasi l’unico curatore del sito (a parte i preziosi aiuti dell’infaticabile traduttrice e di un compagno esperto di informatica che da 600 km accorre in mio soccorso con utilissimi consigli ogni volta che faccio qualche pasticcio), ma è così. Quindi si è ridotto il materiale inserito in alcuni periodi in cui ero particolarmente occupato a recuperare archivi da vecchi computer dismessi e a preparare il nuovo portatile (oltre che a sbrigare parecchie altre pratiche amministrative).

Tra l’altro sul nuovo computer ho installato un nuovo programma di posta, che ancora non domino bene in tutte le sue possibilità. Insomma, dato che sto per partire per il Venezuela per tre settimane, e non so che problemi avrò di collegamento, ecc., può essere che anche nella prossima fase ci sia meno materiale nuovo sul sito (poi spero che ce ne sia moltissimo…). Abbiate pazienza…

  • Gli Emiri del Golfo Una breve ricostruzione storica della creazione di regni ed emirati, inventati per fare i cani da guardia per contro dell’imperialismo nei territori ricchi di petrolio.
  • Crisi e caduta dei despoti Un commento di Tariq Ali, alla vigilia della fuga di Mubarak: non può più restare, perché i militari hanno dichiarato che non apriranno il fuoco sul loro stesso popolo e questo esclude l'opzione Tien an men…
  • Il panico di Maroni Evocare il pericolo di un esodo biblico, serve a prepararsi a mettere sotto controllo tutta l’area, se la rivoluzione si estendesse e vincesse in diversi paesi significativi (magari anche alla Libia del prezioso amico Gheddafi...). A che altro servivano le “missioni umanitarie” in paesi già distrutti e schiacciati come l’Iraq e l’Afghanistan, se non all’addestramento di forze da impegnare nei confronti di una possibile ripresa della rivoluzione anticoloniale? E si capisce meglio la logica delle massicce spese militari... Insomma quel che fa paura a Maroni non è l’emigrazione, ma la rivoluzione. Era il primo allarme…
  • Mubarak in fuga... Sembrava impossibile, ma è fuggito! Il grande sconfitto non è il vecchio generale, ma è il fatalismo, è la convinzione che non ci sia niente da fare. Chi lo ripeteva ogni momento, anche e soprattutto tra i resti della sinistra, che ne è stata distrutta, non sa neppure come spiegarsi quel che è successo, quel che sta succedendo. E non riesce a capire che la rivoluzione non è facile, né può essere programmata a tavolino, ma è come l’araba fenice, ricompare per una sua logica profonda, ed è contagiosa.
  • Il difficile nodo della Libia* Una messa a punto sulla prima fase dell’esperienza della rivoluzione libica, anche a partire da un’osservazione personale. L’obiettivo è rispondere a una denigrazione spesso razzista e che proietta indietro il carattere farsesco dell’ultimo Gheddafi, ridottosi a fare il guardiano ben pagato dei confini dell’Italia e dell’Europa.
  • Gheddafi e Chávez Perché in America Latina l’informazione sulla “primavera dei popoli” è scarsa e fuorviante? Un analisi condivisibile di Gennaro Carotenuto.
  • Ancora tensioni in Bolivia Tensioni sempre più frequenti in Bolivia tra il governo e una parte dei sostenitori sempre più impazienti. Con una analisi delle istituzioni boliviane da parte di uno studioso cubano, che vorrebbe avere nell’isola meccanismi analoghi…
  • Cuba in movimento Una segnalazione di alcuni testi del dibattito interno, e la traduzione di un articolo di analisi della situazione economica dell’isola.
  • Cuba, uno sguardo sulle riforme Uno dei testi più interessanti ricevuti recentemente: è di Armando Chaguaceda (già segnalato e pubblicato da me in passato) e Ramón I. Centeno. Fa sperare in una ripresa del dibattito, almeno sui problemi interni. 

Precedenti articoli sullo stesso tema:

  • Tel Aviv trema L’ultimo articolo di un blocco dedicato ai sommovimenti che dalla Tunisia si sono spostati verso l’Egitto e altri paesi e che giustamente attirano la nostra attenzione, dato che, a ben guardare, quello che accade in Tunisia, in Egitto e altrove in queste ore ha meno a che fare con l’essere «arabi» e molto più con le proteste che hanno attraversato nei mesi scorsi l’Europa del default del debito pubblico…
  • Rivolte o rivoluzioni Il secondo degli articoli di questa serie, preoccupato dalle manovre che sembravano derubare della vittoria le masse tunisine che avevano cacciato Ben Ali (forse un po’ troppo allarmato, ma la partita non è ancora chiusa).
  • Algeria Il primo articolo, quando il mio bersaglio polemico era ancora il tentativo dei media di attribuire le rivolte popolari all’integralismo islamico (che si ripropone ancora, ma con minore efficacia essendo più che evidente la scarsa presenza di movimenti islamisti, e la non assimilabilità ad essi dei Fratelli Musulmani, più simili al partito di Erdogan). Volevo ricordare che gli integralisti hanno reclutato a man bassa tra i giovani della rivolta del cuscus, ma solo dopo che erano scampati ai massacri del regime algerino.
  • Dodici regole infallibili Sino le dodici regole infallibili per la redazione di notizie sul Medio Oriente nei grandi mezzi di comunicazione: può bastare la prima: In Medio Oriente sono sempre gli arabi che attaccano per primi, ed è sempre Israele che si difende. Questa difesa si chiama “rappresaglia”, e l’ultima: Tutte le persone che non sono d’accordo con le suddette regole sono, è evidente, “terroristi antisemiti ad alta pericolosità”.

    Repetita juvant

Continua l’inconveniente della scarsa attenzione di una parte dei visitatori del sito a testi utilissimi probabilmente perché segnalati nella seconda parte della colonna sotto la dizione ULTIMI TESTI INSERITI. Ad esempio nella Newsletter precedente avevo lamentato che neppure la metà di coloro che hanno aperto i miei articoli Padura Fuentes, Trotskij e Cuba e soprattutto Rivoluzione e vita quotidiana (che doveva servire proprio a raccomandare la lettura del piccolo ma prezioso libro di Lev Trotskij dallo stesso titolo, inserito integralmente tra i testi come Trotskij - Rivoluzione e vita quotidiana-1 ) sono poi andati a vederlo.

Ora si è manifestata nuovamente questa tendenza: è accaduto lo stesso con un mio breve articolo Il marxismo di Mandel che voleva presentare e incoraggiare a leggere il bellissimo saggio di Ernest Mandel sul posto del marxismo nella storia. Tutto inutile: il mio modesto articolo dopo un giorno aveva già 73 visitatori, il prezioso saggio di Mandel solo 38…

Non posso che continuare a raccomandare e “rilanciare” i testi della seconda parte, miei o di autori che sono stati importanti per la mia formazione, come Livio Maitan ed Ernest Mandel, e che mi sembrano in questa fase ben più necessari delle mie più o meno efficaci puntualizzazioni di attualità politica e di polemica quotidiana. Il sito, che non a caso si chiama “Movimento operaio”, era nato soprattutto come strumento di studio e di “autoformazione”. E nel frattempo si è consolidato uno strumento prezioso come Il megafonoquotidiano

Ultimi testi inseriti, già segnalati, ma in parte passati inosservati:

  • Mandel - Il posto del marxismo nella storia . Un testo di straordinaria efficacia che colloca la formazione del pensiero marxista nel suo tempo, nel rapporto con filosofi, sociologi ed economisti precedenti, ma anche con i pensatori del socialismo utopistico, e con le prime aggregazioni rivoluzionarie. È lungo, ma chiarissimo, e si legge di un fiato.
  • MANDEL - Controllo operaio Un testo inserito da poco ma che ha avuto pochissime visite, mentre a mio parere potrebbe fornire spunti a molti militanti in questa fase di crisi e di smantellamento di intere fabbriche da parte di capitalisti che si dicono falliti mentre portano invece i loro capitali in altri paesi; in una situazione in cui mancano le risorse per tutto, grazie a una gigantesca evasione fiscale che solo il controllo dal basso, il controllo operaio, potrebbe smascherare. Un testo che nasceva da una discussione tra quadri operai rivoluzionari, e che si ricollega al classico scritto di Lenin “La catastrofe imminente e come lottare contro di essa” , scritto nel 1917 insieme a “ Stato e rivoluzione” (inserito nel sito col nome di Lenin e la crisi ). Ritorna di attualità anche a Cuba (si veda Cuba, uno sguardo sulle riforme …)
  • Mandel - Sciopero generale In realtà era già stato segnalato ed è stato un po’ più visitato del precedente, ma sempre al di sotto di quanto meriterebbe. Era una relazione per una scuola di formazione in Belgio negli anni Settanta. Come il precedente, questo testo è molto utile nell’attuale situazione in cui molti, per fortuna, chiedono a gran voce lo sciopero generale, ma per inesperienza rischiano di essere beffati con un modestissimo e inutile surrogato, che avrebbe solo il nome di sciopero generale, mentre sarebbe un’inutile parata. Vale la pena di leggerlo… Ed è di particolare attualità in Egitto, in Tunisia, in tutti quei paesi in cui sembrava impossibile far nulla (“L’esercito è troppo potente”…) e in cui lo strumento a disposizione delle masse disarmate è proprio… lo sciopero generale!
  • Mandel - Ottobre 1917 E a questo punto ripropongo un libro che ricostruisce in forma chiarissima l’esperienza della rivoluzione russa, dal febbraio all’ottobre, e spazza via le menzogne sul “colpo di stato” giacobino... La rivoluzione che sembrava estinta riaffiora, in varie parti del mondo, ed è bene, dopo tante denigrazioni e cialtronerie diffuse anche nella sinistra pentita, riflettere su quell’esperienza fondamentale.

P. S: Sono in aumento anche le lettere, a volte da parte di compagni o studenti persi di vista da tanti anni. Mi fanno molto piacere, e cerco sempre di rispondere tempestivamente. Scrivetemi, usando questo indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , e non quello che usavo prevalentemente all’università, che è ancora in vigore, ma con molti problemi e filtri eccessivi. Ma se non è urgente, aspettate che segnali il mio ritorno in Italia.

 

 

 

You are here