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Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Ecuador e USA ritirano ambasciatori

Ecuador e USA ritirano ambasciatori

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Ecuador. Rottura diplomatica con gli USA

Un nuovo conflitto provocato da wikileaks. Il presidente ecuadoriano Rafael Correa ha espulso l’ambasciatrice degli Stati Uniti Heather Hodges dichiarandola persona “non gradita” per le sue dichiarazioni, intercettate da wikileaks e pubblicate dal quotidiano spagnolo “el Pais”. Ovviamente gli Stati Uniti hanno ricambiato con una misura analoga espellendo l’ambasciatore ecuadoriano a Washington Luis Gallego. La crisi provocherà l’annullamento dell’incontro bilaterale sul commercio tra i due paesi previsto per giugno.

Questa rottura non è però un sintomo di effettiva radicalizzazione della politica estera ecuadoriana, ma probabilmente una reazione esagerata all’apparizione sulla stampa di un messaggio che doveva rimanere riservato, ma che comunque non rivelava nessun segreto di Stato: l’ambasciatrice aveva semplicemente comunicato al Dipartimento di Stato quello che in Ecuador sanno tutti, cioè che i vertici (e non solo la base…) della polizia di quel paese sono notoriamente corrotti, e che il presidente Correa ne è ben cosciente, tanto è vero che cerca di tenerli buoni con aumenti di stipendio e benefici vari (analogamente a quanto accade in Venezuela).

Probabilmente il gesto clamoroso - rifiutare come pettegolezzo calunnioso quella che è semplicemente una constatazione di un dato reale - dovrebbe servire a tranquillizzare la polizia, già protagonista del cosiddetto “golpe” del 30 settembre 2010, come è stata definita ufficialmente la rivolta poliziesca che ha tenuto sequestrato Correa per un’intera giornata. Della vicenda ho parlato a lungo in vari articoli e documenti (Ecuador in pericolo, Dávalos da Quito (It), Un commento da Quito, Ecuador: un segnale d'allarme, ecc.). In ogni caso è un segnale di nervosismo del presidente per la situazione economica e sociale non facile, a meno di un mese dalla “Consulta popular” del 7 maggio, su cui rinvio all’articolo Ecuador: un nuovo bilancio. Articolo appena inserito, ma non molto visitato: forse l’Ecuador ad alcuni non sembra un paese chiave, anche se lo è, dato che la sorte di Venezuela e Bolivia (che di solito appassionano di più la sinistra) è strettamente legata a quella del terzo paese dell’alleanza bolivariana. Infatti né il Nicaragua né Cuba, e tantomeno Antigua e Barbuda o San Vicente e le Granadinas, possono influire molto sulle sorti dell’ALBA, come non ha pesato troppo la defezione dell’Honduras in seguito al golpe contro Manuel Zelaya, ma una sconfitta elettorale in Ecuador, per errori dei suoi governanti o condizionamenti dei vecchi apparati statali, compresi quelli militari e polizieschi, darebbe un duro colpo a tutto il progetto dell’alleanza bolivariana.

Ho voluto segnalare questo episodio, anche se è relativamente marginale, per evitare che venga letto come spesso è accaduto in casi analoghi come la prova di una vera radicalizzazione e di uno spostamento a sinistra dell’asse della politica di questo paese, mentre in realtà conferma il dato inquietante della difficoltà a trasformare le strutture di uno Stato ereditato da un lungo passato di dipendenza, adeguandole al nuovo progetto. Un problema, abbiamo visto, presente anche in Venezuela e in Bolivia, e che è tanto più pericoloso in una fase in cui gli Stati Uniti stanno recuperando in pieno la vecchia politica di interventi spudorati negli affari interni di ogni paese dove scorgono contraddizioni utilizzabili.



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