Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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L'economia di Cuba

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Cuba. Lo stato dell’economia

Un libro di Oscar Espinosa Chepe

 

Ho ricevuto in un formato leggibile il libro Cambios en cuba: pocos, limitados y tardios di Oscar Espinosa Chepe, e ho deciso di inserirlo nel sito (Cambios en Cuba) anche se un suo capitolo, che mi era arrivato separatamente, era già stato inserito come appendice a Cuba in movimento, e avevo utilizzato parti di altri suoi articoli per miei testi. Mi sembra utile e importante, per il rigore dell’analisi e anche come omaggio all’autore, uno dei più seri economisti cubani, che ha conosciuto in vari periodi la repressione, pur esprimendo posizioni tutt’altro che controrivoluzionarie. Anzi devo dire che le sue critiche alle proposte di Raúl Castro approvate dal recente congresso mi sembrano casomai estremamente moderate, dato che accettano ad esempio la logica dell’apertura graduale al lavoro salariato. Personalmente condivido di più le critiche di compagni cubani come Pedro Campos (si veda ad esempio Cuba: Verso il Congresso), ma capisco le ragioni di chi, come accenno successivamente, ha cominciato la sua battaglia al momento della insensata “offensiva rivoluzionaria” del 1968… In ogni caso nulla a che vedere con le esaltazioni acritiche di qualsiasi decisione (e del suo contrario, se viene “dall’alto”), che vengono rifritte da chi è approdato all’isola come ultima spiaggia dopo il crollo di altri “paradisi in terra”, e continua a riproporre parole vuote e retoriche (come: “Cuba dimostra che socialismo è un processo in divenire, è la continua ma contraddittoria costruzione di una società nuova […] e l’attualizzazione contestualizzata nel reale deve guidare la pratica dell’ideale”, ecc…).

Oscar Espinosa Chepe è nato nel 1940 a Cienfuegos, che allora faceva parte della provincia di Villa Clara, e militò nella Juventud Socialista (l’organizzazione giovanile del PSP, il partito comunista filosovietico di Cuba) della regione di Cienfuegos, entrando poi nel 1961 nella nuova organizzazione unitaria Asociación de Jovenes Rebeldes, AJP) voluta da Che Guevara, di cui egli fu responsabile provinciale e membro del Comitato Nazionale. Non è entrato poi in nessuna organizzazione politica (cioè nelle ORI e poi nel PCC). È stato capo dipartimento all’INRA (Instituto Nacional de Reforma Agraria) tra il 1961 e il 1963, e nei due anni successivi allo JuCePlan (Junta Central de Planificación).

Dal marzo 1965 al gennaio 1968 ha lavorato nell’Ufficio del primo ministro Fidel Castro occupandosi del settore allevamento, ma nel gennaio 1968 il suo dissenso rispetto alle misure economiche decise dal governo (la cosiddetta “Offensiva rivoluzionaria”, che nazionalizzò tutte le attività economiche, fino alle forme più microscopiche di commercio al minuto, con effetti catastrofici in parte ancora perduranti) provocò la sua prima condanna: fu spedito a raccogliere guano di pipistrelli nelle caverne e altri lavori analoghi, fino al settembre 1969.

Tra il 1970 e il 1984 viene “recuperato” e assume l’incarico di Capo del Dipartimento che curava le relazioni economiche e e scientifiche con Ungheria, Cecoslovacchia e Jugoslavia nel Comité Estatal de Colaboración Económica, e nel 1984 diventa Consigliere economico nell’ambasciata cubana a Belgrado, dove rimane fino al 1987. Viene rimosso dall’incarico nell’estate di quell’anno per aver espresso l’opinione che in URSS fossero necessari cambi economici. Tra l’altro quello che diceva Oscar Espinosa Chepe era nell’aria da un anno, come si poteva intuire dalla campagna di Rectificación de errores, e sarà implicito pochi mesi dopo nel discorso di Fidel per il ventennale della morte di Guevara, l’8 ottobre 1987, ma forse i suoi ottusi repressori non se ne erano accorti.

Ma intanto gli si vieta di lavorare ancora nel settore delle relazioni estere, e viene trasferito come specialista al Banco Nacional con responsabilità nel commercio interno. Vi rimane fino al 1992, quando in un’assemblea politica del Banco viene accusato di essere un soggetto controrivoluzionario. Per qualche tempo lo passano a una piccola filiale di una Cassa di risparmio, e poi direttamente licenziato (una trafila classica dello stalinismo). Lavora da allora come economista e giornalista indipendente, fino al suo arresto nel marzo 2003, con i 75 “controrivoluzionari”; i suoi lavori non sono più pubblicati a Cuba, ma solo nel resto del mondo, in vari giornali e riviste. Condannato a venti anni di prigione, viene liberato con una procedura “extrapenale” (cioè con la sospensione della pena, che può riprendere in qualsiasi momento) per gravi ragioni di salute (e una forte campagna internazionale). Questo è il suo terzo libro.

La prefazione è di Carmelo Mesa-Lago, uno dei maggiori studiosi dell’economia cubana, docente (ormai emerito) in molte università delle Americhe e dell’Europa, i cui lavori sono stati studiati a Cuba anche nei lunghi anni in cui non gli era stato permesso di tornare nell’isola (gli è stato concesso, in seguito a un invito del cardinal Jaime Ortega nel giugno 2010). Carmelo Mesa-Lago non è un “dissidente”, come non lo è Oscar Espinosa Chepe, se non nella mente perversa dei repressori di regime.  Entrambi hanno decifrato con pazienza, attraverso la fitta nebbia delle statistiche reticenti e dei dati contraddittori, lo stato dell’economia cubana. Senza una diagnosi corretta, qualsiasi terapia è impossibile. Carmelo Mesa-Lago, pur tanto più anziano e carico di riconoscimenti internazionali, dichiara che “i lavori di Oscar sono stati molto utili per i miei libri e articoli, che gli riconoscono il credito che merita, e lo citano con rispetto: le bibliografie dei miei ultimi due libri, sull’economia di Cuba includono una ventina di suoi articoli e hanno decine di citazioni nel testo”. Mesa-Lago inoltre racconta che quando ha potuto finalmente conoscere personalmente Oscar e sua moglie, fu colpito dal “piccolo e umilissimo appartamento, pieno di libri che non lasciavano quasi lo spazio per muoversi, e che non era certo quello di persone accusate di ricevere denaro dall’estero”. Oltre al Prólogo di Mesa-Lago, i trentadue articoli che formano il libro sono preceduti da una presentazione (Resumen Ejecutivo) di Rolando Castañeda, ex dirigente del BID (Banco Interamericano de Desarrollo). Buona lettura!

(a.m. 11/7/11)