Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Settembre 2011

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Newsletter settembre 2011  

Prima di tutto, alcune novità “tecniche”

Una “piccola rivoluzione” sul sito

La crescita abbastanza rapida del sito aveva finito per renderlo un po’ caotico, rendendo difficile la ricerca degli articoli inseriti parecchio tempo prima. Non erano particolarmente utili i vari strumenti di ricerca sperimentati come Mappa del sito o Esplora documenti, un po’ meglio è Cerca nel sito. Alla fine di agosto, in via sperimentale, è stata introdotta una “nuvoletta” con alcuni nomi e temi (ad esempio Berlusconi Bersani Bolivia Cgil Correa Cuba, ecc.) che consentono di rintracciare gli articoli legati a quella parola. C’era all’inizio, ma funzionava poco, ora sembra più efficace e comprende tutti gli articoli in cui ho inserito quel nome come parola chiave o tag. Non però i testi nei due blocchi della seconda parte (I grandi nodi del Novecento, e Archivio), che vanno ricercati con pazienza nell’indice tematico. A volte li segnalo io stesso in coda a qualche articolo affine.

Ci sono però anche due altre sperimentazioni: la prima è l’introduzione di un elenco di “articoli correlati”, che per ora funziona abbastanza bene, ma si basa su un collegamento automatico in base alle parole chiave, che ovviamente a volte può riferirsi a testi di genere diverso (ad esempio se c’era tra le tag anche la parola “manifesto”, vengono segnalati articoli che hanno in comune tra loro solo una polemica con il quotidiano); la seconda è una sobria pubblicità di Google, che è gratuita ma assicura in cambio maggiore visibilità nel motore di ricerca. Per ora ha fatto aumentare subito le visite.

Queste novità sono merito del prezioso collaboratore (“Flavetius”) che mi ha guidato fin dai primi passi nella costruzione del sito, continua a pensare di migliorarne il funzionamento, e interviene a salvarmi quando per inesperienza combino ancora qualche guaio. Spero che gli sarete tutti grati, senza di lui questo sito non sarebbe mai nato.

 

Programmi e richieste di collaborazione

Nella Newsletter di agosto avevo accennato ai problemi di traduzione, dovuti alla minore disponibilità di Titti Pierini, preziosa collaboratrice (non solo traduttrice, ma critica attenta), che avrà per qualche mese un notevole sovraccarico di lavoro. Il risultato è stato molto positivo: ho avuto subito due offerte di collaborazione (da Luigi Marini e Tiziana Fusillo), che si sono concretizzate in tempestive traduzioni, già pubblicate.

Ma ancora più importante ricevere critiche e osservazioni: mi serve anche per capire se la vis polemica mi ha fatto fraintendere (come mi sembra sia accaduto in un paio di dibattiti su miei scritti sulla Libia). Ma per favore scrivetemi normali mail all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e non attraverso Facebook.

Mi serve anche sapere cosa è stato apprezzato di più: non basta sapere quanti hanno aperto per un momento un articolo (che è quello che registra il contatore del sito) passando poi ad altro: a volte il successo corrisponde solo a un titolo azzeccato, o a una coincidenza con temi in discussione, mentre vorrei sapere cosa è risultato utile nella battaglia politica. In fondo il sito com’è ora, con una netta preponderanza della sezione Attualità e polemiche, è nato da alcune richieste di ex studenti che mi chiedevano un’opinione sul golpe in Honduras. Vorrei anche sapere quanti apprezzano la sezione Actualidad latinoamericana, con documenti originali non tradotti. Insomma, se vi serve questo sito, aiutatemi a migliorarlo.

Articoli inseriti in agosto

  • Libia: chi ha vinto? Un articolo che è stato molto letto, e ha suscitato polemiche , su facebook e in qualche lista. L’obiettivo che mi proponevo era solo quello di mettere in guardia dagli evidenti tentativi di bloccare la dinamica della rivoluzione libica, puntando sulla ricostruzione rapida di esercito e polizia, per disarmare gli insorti. L’imperialismo ha rifiutato le armi pesanti necessarie per fronteggiare il notevole armamento di Gheddafi, ma non ha potuto impedire che ogni libico avesse un arma leggera. E se ne preoccupa molto.
  • Nuovi guai per la Libia Oltre a una breve postilla aggiunta al precedente, questo articolo tenta di spiegare cosa volevo dire e che è stato frainteso. La mia bussola – per non sbagliare - è sempre orientata nella direzione opposta a quella indicata dalla grande stampa “indipendente”, cioè padronale.
  • Chi libererà davvero la Libia?Questo articolo di Piero Maestri uscito sul Megafonoquotidiano esprime meglio di quanto avevo saputo fare io un giudizio complessivo sulla dinamica della lotta politica e militare in Libia. Se fosse apparso un paio di giorni prima, forse mi sarei risparmiato di scrivere i due articoli precedenti.
  • Almeyra sulla Libia Questa analisi di Almeyra tradotta rapidamente mi è sembrato utile come sintesi delle complesse ragioni della crisi libica. Almeyra polemizza con alcuni settori confusi (despistados…) della sinistra latinoamericana che hanno rifiutato di vedere la rivoluzione araba e hanno visto solo le manovre dei vari settori conservatori interni e internazionali.
  • Precisazioni sulla Libia... Il punto dopo le polemiche innescate dagli articoli precedenti, con alcune considerazioni generali su cosa sono le rivoluzioni, e come evitare di calunniarle perché non corrispondono alle nostre attese…
  • La CGIL è viva... Dopo tanti articoli severissimi sulla politica del PD ma anche della CGIL, ho registrato volentieri la svolta improvvisa della Camusso verso un mezzo sciopero generale per il 6 settembre. Il PD continua a fare il furbo, dicendosi a favore ma … non ora! (Forse bisogna aspettare che la maggioranza si sia accordata su come spennarci?).
  • Cremaschi: si scende in piazza e ci si resta Un appello chiarissimo e controcorrente di Giorgio Cremaschi, perché lo sciopero sia davvero generale, e quindi a oltranza: si scende in piazza e ci si resta…
  • Crisi e “parti sociali” Un articolo che smontava l’incredibile alleanza delle “parti sociali”, in cui la CGIL si era immersa per qualche settimana perdendo ancora identità e aprendo una crisi nella confederazione.
  • Incredibile farsa Le “parti sociali” si incontrano col governo, che non annuncia nulla. Un governo diviso, che dovrebbe essere più facile attaccare sulle sue contraddizioni, e può permettersi la farsa che durerà tutto il mese, annunciando le più diverse misure, e ritirandone ogni volta qualcuna in base alle pressioni subite dalla Lega o dalle lobby interne al PDL.
  • A lezione dalla Marcegaglia * Uno dei tanti articoli sferzanti sull’incredibile attesa che la Marcegaglia proponga una soluzione per la crisi: naturalmente la propone, ed è tutta sulle spalle dei lavoratori, ben più delle proposte del governo...
  • Il ruggito di Bersani Finalmente Bersani annuncia la sua controproposta, ma è inconsistente e in parte ricalcata su quella del governo, a parte la trovata di proporre di tassare gli evasori protetti dall’anonimato dello scudo fiscale. Come farlo?
  • Un dibattito demenziale La proposta di Bersani viene presa sul serio, e dà luogo a un dibattito incredibile, mentre il governo continua imperturbabile a proporre sempre una girandola di nuovi tagli e tasse, con l’obiettivo di spaventare un po’, distribuire le colpe tra i partiti concorrenti, e poi presentarsi come salvatore, facendo marcia indietro su questo o quel pezzo della manovra risultata più impopolare.
  • Decifrare la crisi Una polemica contro le tante mistificazioni sulla natura della crisi che hanno accompagnato l’assurdo dibattito sulla manovra, che con la crisi non ha niente a che vedere.
  • Manovra criminale e inefficace Cercando di ricostruire le cause di fondo della crisi economica a cui la manovra (appunto “criminale e inefficace”) non risponde affatto, ho scelto due belle recensioni di Vladimiro Giacché e Piero Bevilacqua del libro “Capitalismo tossico” di Marco Bertorello e Danilo Corradi, e un articolo di un marxista sudafricano Hillel Ticktin con un’interpretazione un po’ diversa della crisi.
  • Una crisi senza classe Un ottimo articolo di Piero Bevilacqua sulla crisi, del tutto condivisibile a parte una piccola frase su “Roosevelt, che aveva di fronte Stalin e l'internazionale comunista”, ed era per questo “costretto a una creatività politica che i suoi successori non sentono necessaria”. Quindi l’articolo, riprodotto integralmente, è stato preceduto da una mia puntualizzazione storica su cosa ha spinto Roosevelt al New Deal (Stalin non c’entrava proprio…).
  • Debiti odiosi. Una analisi rigorosa del carattere illegittimo delle misure imposte a Grecia, Irlanda e Portogallo, e sollecitate periodicamente anche ad altri paesi in bilico. È di Éric Toussaint e Renaud Vivien, del CADTM
  • Gli USA declassati Una nota storica di Sergio Casanova sui precedenti della caduta della valutazione del debito statunitense
  • Unasur: accordo economico difensivo? Una puntuale informazione di Juan Luis Berterretche, dal Boletín solidario de información di Montevideo, sui tentativi di rafforzare la cooperazione economica tra alcuni dei principali paesi dell’America Latina, anche nel quadro di previsioni non ottimistiche su ripercussioni della crisi mondiale sulla Cina, a cui gran parte dei paesi dell’America Latina sono ormai legati.
  • Parigi, Atene, Londra Felice Mometti, dal Megafono quotidiano, propone una lucida analisi delle rivolte dei giovani e degli emarginati.
  • Una corrispondenza da Nardò Una buona notizia, sull’autorganizzazione e lo sciopero dei raccoglitori africani di pomodori, integrata da una notizia ancora migliore: i delegati FIOM della Fincantieri di Ancona, che pure hanno non pochi problemi, si sono accorti di questa lotta geograficamente lontana e hanno espresso la loro solidarietà.
  • A Cuba si riaccende il dibattito Un preannuncio di una ripresa del dibattito politico a Cuba, con una mia presentazione e il testo integrale di un’importante intervista ad Aurelio Alonso.
  • Cuba: il dibattito continua - 2 Un’ampia rassegna del dibattito sulle riviste informatiche in circolazione a Cuba integrata da un paio di articoli sulle riforme (di Mimmo Càndito su “La Stampa” e Leonardo Padura Fuentes sul “manifesto”.
  • Dibattito a Cuba (3) La terza puntata sul dibattito politico legale ma non “ufficiale” a Cuba è dedicata al tema scottante dei rapporti tra l’isola e l’emigrazione (o “Diaspora”, come alcuni preferiscono chiamarla).
  • Marxismi dimenticati Un’ampia e puntuale recensione di Peter Thomas apparsa sul Manifesto, che riproduco integralmente, segnala le novità introdotte nella nuova edizione ampliata del libro di Cristina Corradi, Storia dei marxismi in Italia. Thomas parte dalla valorizzazione dell’impostazione generale, già visibile nella prima edizione: “i marxismi, piuttosto che il marxismo”, e dallo sforzo per “contrastare precipitose dichiarazioni di morte del marxismo”, ma registra ancora alcune incomprensibili lacune. Nella mia breve introduzione ho colto l’occasione per segnalare, sul mio sito, il “Quaderno di Critica Comunista” su L’eterna crisi del marxismo, di Livio Maitan, che era stato dedicato proprio al bilancio di questi tentativi nel corso di un intero secolo.

Un solo testo inserito in agosto

  • Hacer Revolución en la Cuba de hoy Una bella intervista di Dmitri Prieto a Pedro Campos, un rivoluzionario indipendente nella Cuba di oggi, impegnato in un collettivo che si batte per un socialismo autogestionario, che considera il modo giusto per “fare la rivoluzione nella Cuba di oggi”. Un solo testo contro i quattro – sempre in spagnolo - inseriti in luglio, che erano stati segnalati da brevi articoli di presentazione nella sezione Attualità e polemiche, ma avevano avuto quasi tutti un modesto numero di visite che mi ha indotto a frenare. In ogni caso ripropongo ora la presentazione già apparsa sulla Newsletter precedente, con accanto al titolo, tra parentesi, il numero di visite. Aiutatemi a capire le ragioni di una così netta differenza di interesse.

Rilancio dei testi inseriti in luglio

  • KATZ - Cambios en la rivalidad interimperial (35) Un saggio di Claudio Katz, un autore di cui ho riportato spesso gli scritti più significativi: credo sia utile per mettere nuovamente a fuoco l’indispensabile concetto di imperialismo, senza cadere in dogmatiche applicazioni a situazioni in parte mutate. Una rassegna di un dibattito latinoamericano utile anche per noi.
  • Cambios en Cuba (87) Qualcuno si scandalizzerà, perché l’autore è stato considerato un dissidente e condannato a vent’anni di reclusione nel 2003, e poi liberato per ragioni di salute. Io lo leggo da tanti anni, le sue sono solo analisi concrete e non faziose, da cui si ricavano più elementi sullo stato dell’economia cubana che dalle reticenti relazioni ufficiali. L’introduzione è di Carmelo Mesa-Lago, considerato il massimo esperto di economia cubana. Vive da anni all’estero, come tanti cubani non controrivoluzionari, ma quest’anno è stato finalmente inviato a Cuba, dove da anni chiunque poteva procurarseli leggeva attentamente i suoi scritti.
  • Kohan. En la selva (112) Anche questo è un libro intero, chiarissimo e originale, centrato sul periodo di massima maturità del Che, di cui segue e commenta le letture. Ma affronta anche la permanenza del Che nella sinistra latinoamericana, in esplicita polemica con molte tendenze antileniniste.
  • Ecuador R n. 8 . (37) È una bella rivista ecuadoriana, che ha lo stesso nome della rivista italiana ERRE a cui collaboro anch’io, ma lo ha quasi casualmente. Ero a Quito quando uscì il numero zero, mal stampato e impaginato alla meglio, e i compagni che lo facevano non conoscevano ancora la nostra rivista, anche se avevano gli stessi riferimenti: R come rivoluzione, prima di tutto. Ora continua ad essere utile e concreta, ma è anche elegante e ben impaginata, quindi gradevole da leggere. C’è anche un bel saggio su Mariátegui di Luis Moreno, e uno dello spagnolo Jaime Pastor sugli Indignados…

 

 

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