Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Vendetta o esecuzione?

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Gangster imperialisti

 

Guillermo Almeyra

 

Un video, pubblicato da Le Monde, mostra Muammar Gheddafi catturato vivo e linciato dai suoi nemici. Quindi non è morto in un bombardamento della NATO mentre era in un convoglio in fuga, né in un’ambulanza come conseguenza delle ferite riportate. È stato semplicemente e tranquillamente assassinato, per non portarlo davanti a un qualsiasi tribunale, dato che lì avrebbe potuto raccontare tutto quel che sapeva sulle relazioni tra il suo governo e la CIA, i servizi segreti britannici, Sarkozy e i suoi agenti, o Berlusconi e la mafia; avrebbe potuto anche ricordare chi sono Jibril e Jalil, principali leader attualmente visibili del CNT, e precedentemente suoi fedeli servitori e collaboratori.
La lista dei “limoni spremuti” è lunga: il panamense Noriega, agente della CIA diventato ingombrante, si salvò dal bombardamento che cercava di assassinarlo a Panama e una volta catturato non è mai stato presentato a un tribunale credibile.

Saddam Hussein, agente degli Stati Uniti durante la lunga guerra di otto anni contro i curdi e l’Iran, ha avuto sì un processo davanti a un tribunale, che era però composto solo da servitori e da carnefici. Non è stato possibile conoscere qualcosa della sua difesa politica, e alla fine è stato impiccato in modo oltraggioso. Bin Laden, agente della CIA insieme ai talibani durante la guerra in Afganistan contro l’invasione sovietica, e socio del presidente George Bush nell’industria petrolifera, fu assassinato inerme in una grande operazione gangsteristica e poi gettato in mare perché non parlasse in un processo, e perché neppure la sua tomba potesse servire come punto di riferimento per coloro che in Pakistan e Afganistan rifiutano il colonialismo dei criminali imperialisti. Adesso gli imperialisti franco-anglo-statunitensi hanno utilizzato la barbarie e l’odio intertribale per sbarazzarsi di Gheddafi, che come prigioniero era un pericolo per loro. Il nuovo governo libico, che nascerà dopo una lotta feroce tra i diversi interessi e clan che compongono l’attuale CNT, potrà in questo modo ricontrattare i rapporti di forza tra le differenti regioni e tribù senza il gheddafismo e il tentativo imperialista di sottometterlo, ma ha intanto affogato il passato in un bagno di sangue, e nasce quindi coperto di orrore e di infamia davanti al mondo.

Gheddafi non sarà ricordato dai libici come un nuovo Omar Mukhtar, il leader della resistenza all’imperialismo italiano che fu impiccato dai fascisti. A differenza di quell’eroe, prima di venire assassinato dai suoi ex soci e servi, Gheddafi è stato responsabile  anche di molti crimini e di enormi tradimenti. Ma il suo linciaggio ricadrà come una macchia in più  sugli esecutori e sui mandanti di quella muta feroce che lo fatto a pezzi applicandogli la selvaggia pena di morte che gli imperialisti riservano ai loro agenti di cui devono disfarsi...

Guillermo Almeyra

 

 

Ho tradotto subito il breve commento di Guillermo Almeyra, che condivido nella sostanza, anche se alcune sue osservazioni mi sembrano ancora da verificare.
Prima di tutto, non mi sembra ancora confermata l’ipotesi di un “linciaggio”. Non c’è dubbio che in molti in Libia hanno gioito alla notizia dell’uccisione del colonnello. Ma non solo lì: ad esempio le telecamere hanno mostrato come Hillary Clinton si è illuminata appena gliel’hanno comunicato.

Tuttavia i video che ho visto finora lasciano vedere solo una comprensibile esaltazione dei ribelli (in gran parte provenienti da Misurata, città martire che ha subito lutti terribili per l’accanimento di Gheddafi che l’ha attaccata più volte), che tuttavia al massimo si manifestava oltre che nei rituali spari in aria, nel penoso tentativo di fotografarsi accanto al cadavere, più che in un vero e proprio linciaggio. In ogni caso, se non si può apprezzare o giustificare la vendetta, neppure quella che portò a piazzale Loreto la madre di un partigiano ucciso a scaricare la pistola nel cadavere di Mussolini, si può capire il clima.

Mi ha preoccupato invece l’insistenza dei commentatori nello scandalizzarsi per la “barbarie tribale” dei giovani guerriglieri, ben più di quanto si fossero indignati per la esecuzione a freddo di Saddam Hussein.

In poche parole, chi ha ucciso Gheddafi può anche non essere stato un cosciente esecutore di un’ordine della CIA, ma le ha fatto un bel regalo.

E chi ha esultato per la sua soppressione, deve prepararsi a essere denunciato presto come un selvaggio da mettere in riga, con un bell’intervento di terra per “riportare l’ordine” in Libia.

(a.m. 21/10/11)