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La pagina di Antonio Moscato

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Segnali da Cuba

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Segnali da Cuba

 

Il più importante dei testi inseriti di recente nel sito, per le sue caratteristiche di scritto meno contingente, finalizzato alla comprensione di un processo contraddittorio come la rivoluzione cubana, è stato collocato nella sezione I grandi nodi del Novecento, e rischia quindi di sfuggire all’attenzione dei frequentatori frettolosi del sito, abituati a cercare subito sulla colonnina in alto a sinistra gli ultimi aggiornamenti.

Anche il titolo troppo sintetico rischia di far passare inosservato Alonso. Cuba 1959-2011. Aurelio Alonso Tejada è una delle voci più significative dell’attuale dibattito sul presente e il futuro di Cuba. Per comodità dei nuovi visitatori, riporto la scheda di presentazione di un altro suo testo ugualmente inserito nella seconda sezione del sito col titolo: Alonso. Una voce da Cuba, che è stato in realtà abbastanza visitato.

 

 

Aurelio Alonso, filosofo e sociologo, è stato fra i protagonisti di quella ricca e vivace esperienza di elaborazione teorico-politica degli anni ’70 che si è realizzata intorno alla bella rivista Pensamiento critico, fino alla sua chiusura. In quel periodo è stato anche direttore della Biblioteca Nazionale José Martí. Allontanato dall’insegnamento nel 1971, come altri docenti, e tutti i redattori di quella rivista dal nome preoccupante, fu tuttavia successivamente nominato dallo stesso governo cubano vice ambasciatore ed inviato a Parigi.

Nel decennio 1980-’90 ha fatto parte del Centro di Studi sull’America, altra esperienza che ha raccolto quanto di meglio esprimeva il pensiero rivoluzionario dell’Isola e che ha meritato, ancora una volta, la zelante attenzione dell’apparato burocratico. È ora vicedirettore della rivista Casa de Las Américas. Ha pubblicato, nel 1994, insieme a Julio Carranza, La economía cubana: ajustes con socialismo [L’economia cubana: aggiustamenti e socialismo] e, nel 1998, Iglesia y política en Cuba revolucionaria [Chiesa e politica nella Cuba rivoluzionaria].

Aurelio Alonso ha costantemente mantenuto una posizione che, pur critica, non è mai stata di opposizione. Senza appartenere quindi ad alcuna particolare “fazione”, come del resto tante altre interessanti intelligenze cubane, sta attualmente partecipando alla ripresa della riflessione e del dibattito critico che, senza mai essersi realmente esauriti nel paese, le incertezze e le difficoltà interne, da un lato e, dall’altro, il mutato contesto latino-americano, hanno da qualche tempo riportato in primo piano. Un esempio per tutti: nel 2007 il tentativo, più o meno voluto, di rinverdire televisivamente il ricordo di alcuni tetri personaggi del “realismo” di stampo sovietico che avevano in passato dominato la scena letteraria e artistica cubana, ha suscitato l’immediata reazione, a Cuba e fuori, di decine e decine di antiche “vittime”, e non solo, che hanno imbastito via e-mail, in pochi giorni, una larga e argomentata protesta, promuovendo tra l’altro una serie di conferenze e di vere e proprie lezioni sul tema, con larga partecipazione anche giovanile.  

 

 

Il suo recentissimo scritto apparso per la prima volta nella rivista Punto final affronta i nodi della  “storia reale” di Cuba tenendo conto dell’intreccio tra “gli ostacoli esterni, i limiti interni, le frustrazioni, i successi, gli errori, le scelte alternative, gli atti di eroismo, la resistenza, tutti elementi incastonati in una sorta di spirale che cambia noi esseri umani che la viviamo, di generazione in generazione, di congiuntura in congiuntura.”

Aurelio Alonso osserva che “tramite questa si intesse progressivamente tutto il complesso dei rapporti sociali, la loro dimensione strutturale, la traduzione istituzionale, i parametri morali, le forme di militanza, la religiosità, l’immaginario popolare, la creatività, e tutte le reti che implicano quello che, in modo più generico, contraddistinguiamo come il sociale. Senza minimamente seguire una logica lineare, ma con un divenire carico di contraddizioni”.

Per lui, marxista coerente, “il dato del contraddittorio sta proprio al centro, come lo intravidero coloro che dettero al socialismo un sostentamento scientifico, che ritornarono incessantemente a questa raffigurazione dialettica hegeliana della contraddizione. Lo è stato e lo sarà sempre, in un modo o nell’altro, e non come un principio dottrinario ma come realtà da allora scoperta e tante volte verificata. Lo dimostra il mezzo secolo del processo cubano che abbiamo il compito di delineare, carico di acquisizioni e di infortuni, di successi e sconfitte, di gioie e dolori, di fondazione di nuovi valori e di inutili gravami del mondo di fronte a cui ci ribelliamo”.

 

* * *

 

Ma accanto, e quasi contemporaneamente allo scritto di questo tenace veterano del marxismo critico nell’isola, sul sito ho pubblicato un altro scritto di un giovane filosofo e sociologo, Armando Chaguaceda, che affronta da un altro punto di vista alcuni dei problemi acuti della Cuba di oggi: Chaguaceda: Cuba tra malesseri e sogni.

 

Entrambi sono marxisti (e Chaguaceda, sulla sua pagina in Facebook risponde seccamente “nessuno” alla domanda “Orientamento religioso”), ma tutti e due devono fare i conti con la grande forza, in ascesa, della Chiesa nell’isola. Diversi dei loro scritti hanno potuto essere pubblicati a Cuba perché ospitati dall’interessante “Espacio laical”, uno “spazio” per ora davvero aperto ai “laici”. Aurelio Alonso, da anni, è considerato il “pontiere” tra la società e lo Stato cubano e la Chiesa cattolica: già nel 1998 aveva pubblicato Iglesia y política en Cuba revolucionaria, più volte ristampato e ampliato.

 

Ed ora una segnalazione “tecnica”: digitando Cuba sulla nuvoletta dei link interni al sito, vengono segnalati cinquanta articoli riferiti direttamente o indirettamente a Cuba, che continuo a ritenere essenziale per il rilancio o l’involuzione del “risveglio dell’America Latina”. Ma di testi su Cuba ce ne sono parecchi altri, in genere più impegnativi, reperibili solo visitando la sezione Cuba. Protagonisti e periodizzazione.

Buona lettura!

(a.m. 29/10/11)



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