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Mazzeo: spesa militare e corruzione

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Mazzeo: spesa militare e corruzione

In questi giorni i grandi media hanno parlato dello scandalo ENAV-Finmeccanica, sottolineando le tangenti pagate ad alcuni partiti politici, e descrivendo riunioni per spartire posti comodi a figli di uomini politici. Non mi sembrano notizie così nuove: questa è da sempre la procedura normale per spremere risorse dello Stato. A proposito della produzione militare, è venuto fuori già molte volte (ma senza conseguenze) che è prassi normale la distribuzione di mazzette a esponenti di vari regimi autoritari, interessati a procurarsi armi da usare contro il proprio popolo.

Ma c’è un altro aspetto taciuto: l’Italia è uno dei principali paesi imperialisti, ben inserito nel sistema NATO, a cui ha fornito quadri importanti come l’ammiraglio Di Paola, oggi ministro della Difesa (difesa da chi?). Quasi nessuno contesta più questo ruolo attivo in una politica nefasta, che semina vento e potrebbe raccogliere tempesta. Lo stesso termine imperialista era stato messo al bando perfino nel PRC prima della sua esplosione, e certo questo facilitò il sostegno dato da governi di centrosinistra all’invasione dell’Afghanistan, e l’indignazione di tutto il gruppo dirigente del PCR nei confronti di chi non se la sentiva di votare il rifinanziamento di quell’impresa.

Un piccolo scorcio su questa politica militarista, è venuto dalle pazienti inchieste di Antonio Mazzeo, che ho più volte riprodotto: ricordo tra gli altri Mazzeo: i costi delle guerre, Xenofobia e affari, Il nucleare nel Mediterraneo. Riproduco qui tre dei suoi ultimi articoli, dedicati alla Selex Elsag guidata da Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, che permettono di rendersi conto della proiezione internazionale dell’imperialismo italiano, e degli intrecci tra aziende come queste ed esponenti politici di primo piano. Anche così si è ingigantito il debito pubblico…

(a.m. 23/11/11)

 

 

Contratti NATO per l’italiana Selex Elsag

di Antonio Mazzeo

 

Affari atlantici per Selex Elsag, la società del gruppo Finmeccanica specializzata nella progettazione e nello sviluppo dei sistemi di comunicazione per la difesa. Con un contratto che secondo il sito web specializzato Dedalonews sarebbe nell’ordine di decine di milioni di euro, Selex Elsag è stata chiamata a gestire l’ammodernamento dei centri di telecomunicazioni satellitari della NATO e delle infrastrutture collegate. Il contratto prevede una serie di attività che vanno dalla costruzione di una nuova installazione per le comunicazioni via satellite in Belgio, l’ammodernamento delle stazioni di terra ad antenna multipla di Kester (Belgio) e Lughezzano (Verona) e dei siti ad antenna singola di Oglaganasi (Turchia) e Atalanti (Grecia). I tecnici dell’azienda italiana cureranno inoltre la formazione e l’addestramento del personale militare dell’Alleanza atlantica presso la NATO Communications & Information Systems School di Borgo Piave, Latina. Gli interventi di Selex Elsag saranno coordinati dalla propria filiale di Basildon, in Gran Bretagna.

La società ha sede generale a Genova e si è affermata a livello internazionale nello sviluppo e nella fornitura di reti di comunicazione militari e di polizia per applicazioni terrestri, navali e satellitari. Selex Elsag è nata l’1 giugno 2011 dalla fusione tra le aziende Selex Communications ed Elsag Datamat. L’operazione è stata voluta dai manager di Finmeccanica per riorganizzare il settore dell’elettronica per la difesa in tre grandi poli strategici: oltre a quello delle telecomunicazioni satellitari di Selex Elsag, quello relativo ai grandi sistemi per la difesa e ai radar di superficie di Selex Sistemi Integrati e il polo per l’avionica e le componenti elettro-ottiche di Selex Galileo. A presiedere il gruppo genovese l’immancabile generale in pensione, Nazzareno Cardinali, già ispettore capo del Genio aeronautico.

Poco prima della fusione, Selex Communications ha firmato un altro importante contratto con l’Agenzia della NATO NACMA - NATO Air Command and Control System Management, del valore di circa 30 milioni di euro, per la fornitura e l’installazione di sistemi di comunicazione in diversi siti terrestri, nell’ambito della cosiddetta “Rete Link 16” che consentirà lo scambio di dati con vettori aerei a 29.000 piedi di altitudine nello spazio aereo europeo. Questi sistemi includono tra l’altro i terminali MIDS LVT (Multifunctional Information Distribution System Low Volume Terminal) e saranno consegnati a partire del 2012 a quattordici paesi NATO (Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Turchia e Ungheria). “Il progetto contribuirà ad apportare dei miglioramenti di grande valore nel Sistema di difesa missilistica della NATO”, ha commentato il general manager di NACMA, Gerhard van der Giet, in occasione della firma del contratto con l’azienda del gruppo Finmeccanica.

Altri importanti contratti in ambito militare sono stati sottoscritti da Selex Communications tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2011. In particolare, la società dovrà fornire all’esercito italiano ventitré stazioni radio a banda larga per il Sistema automatizzato contro-aerei, destinate agli shelter di comando e controllo (C2) dei principali reparti di terra. Selex Elsag è stata poi selezionata dalle autorità scozzesi per fornire di sistemi di comunicazioni satellitari voce e dati a supporto delle attività di pubblica sicurezza nelle isole Shetland, Orkney e Lewis e nella città di Edimburgo.

Alla Marina militare britannica saranno invece consegnati i sistemi di comunicazione “Tetra” che supporteranno le comunicazioni tra le squadre d’aviazione e il personale imbarcato. I “Tetra” saranno montati a bordo delle due portaerei della classe Queen Elizabeth di circa 65.000 tonnellate e 280 metri di lunghezza che la Royal Navy varerà entro il 2018 e che saranno in grado di trasportare sino a 40 nuovi cacciabombardieri F-35 “Joint Striker Fighter”, prodotti dal colosso USA Lockeed Martin. Quest’ultimo è partner di Selex dal 2005 nella produzione dei sistemi “Loam” per il rilevamento della presenza di ostacoli lungo la rotta di volo a bassa quota degli elicotteri da guerra UH-60 “Blackhawk” in dotazione a US Army.

Importanti commesse sono state acquisite dalla società genovese anche in paesi extra-NATO, primo fra tutti il Brasile. Selex Elsag sta sviluppando e ammodernando il sistema per le comunicazioni tattiche “SISTAC” dell’esercito brasiliano, prodotto una quindicina di anni fa da Marconi Communications (poi Selex Communications). Esso consiste in un network di comunicazioni digitale integrato, basato su shelter, in grado di fornire servizi voce e dati e di interfacciarsi anche con la rete telefonica e con i sistemi radio pubblici. Il SISTAC è utilizzato dal 1° Battaglione di Comunicazioni di Santo Angelo nello stato di Rio Grande do Sul in appoggio alla 3^ Divisione terrestre. La società del gruppo Finmeccanica è presente in Brasile dalla fine degli anni ‘90 attraverso la controllata Selex do Brasil, fornisce all’esercito altri sistemi per le comunicazioni tattiche e supporta le trasmissioni radio a corto raggio delle forze speciali dell’esercito e della marina militare. Un’altra controllata, Sirio Panel, collabora con il colosso industriale brasiliano “Embraer” nei principali programmi per velivoli militari e civili, fornendo pannelli di controllo e sistemi d’illuminazione.

L’azienda ha consolidato la propria presenza pure in Russia nel settore delle comunicazioni radio di pronto intervento e sicurezza. Qualche mese fa sono stati firmati contratti per un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro per la fornitura di apparati “Tetra” ai servizi speciali russi e alle autorità chiamate a “difendere” i Giochi Olimpici Invernali del 2014 a Sochi. A queste ultime Selex Communications aveva già fornito, nel corso del 2010, una cinquantina di stazioni radio con software di gestione per i servizi di telecomunicazione nella regione di Krasnodar e di altre aree della costa russa sul Mar Nero. Una boccata d’ossigeno in un momento di forte crisi per la holding Finmeccanica: l’ultimo consiglio d’amministrazione ha registrato 4,66 miliardi di euro d’indebitamento e una riduzione degli ordini del 21% nei primi nove mesi del 2011.

(16/11/11)

I radar con tangente di Selex Sistemi Integrati

di Antonio Mazzeo

 

Bufera giudiziaria su Selex Sistemi Integrati, l’azienda leader nella produzione di sistemi radar civili e militari, guidata da Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. La Procura della repubblica di Roma ha ordinato l’arresto del direttore tecnico Manlio Fiore, nell’ambito dell’inchiesta su una decina di appalti assegnati a Selex dall’Enav, l’ente nazionale di assistenza al volo. In carcere è finito pure il commercialista Marco Iannilli, mentre sono stati ordinati gli arresti domiciliari per l’amministratore delegato dell’Enav Guido Pugliesi.

Al vaglio del pubblico ministero Paolo Ielo l’ipotesi che i lavori assegnati dal 2005 al 2010 a Selex (e poi subappaltati ad altre società come Print System, Arc Trade, Techno Sky, ecc.) siano stati sovrafatturati per creare un fondo “nero” da cui attingere per le tangenti e le regalie da distribuire a consulenti, amministratori pubblici e cassieri di partiti politici. L’inchiesta vede indagati, tra gli altri, la stessa amministratrice Marina Grossi, per reati fiscali e corruzione, Pier Francesco Guarguaglini per “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture” e Lorenzo Borgogni, responsabile delle relazioni esterne del gruppo Finmeccanica, per il reato di illecito finanziamento ai partiti. Al direttore dell’aerea vendite di Selex Sistemi Integrati, Manlio Fiore, viene contestato invece di essere stato lo “snodo operativo” per la costituzione del cosiddetto sistema Enav, il meccanismo di attribuzione di commesse che “attraverso illeciti rapporti personali con i poteri pubblici e privati” garantiva “contribuzioni illecite” di denaro con l’uso delle sovrafatturazioni. Secondo gli inquirenti, Fiore sarebbe intervenuto pure per dirimere una controversia tra Selex Sistemi Integrati e l’onnipotente holding statunitense Lockheed Martin a cui l’Enav ha affidato l’installazione di un radar passivo nell’aeroporto di Trieste. La commessa “contrastava gli interessi della Selex che tale radar aveva in sperimentazione con un programma finanziato dall’Aeronautica militare”, scrivono i magistrati romani. “Per tale ragione intervenne personalmente Manlio Fiore sia pure dovendo sopportare, secondo quanto riferì allo stesso Tommaso Di Lernia della Print System, l’onere di 300.000 euro per “consulenze” che aveva dovuto promettere a tale Di Nardo, rappresentante italiano della Lockheed”.

Le “false” fatture sarebbero state emesse, in particolare, in occasione dell’ammodernamento degli impianti radar dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi. Il commercialista Marco Iannilli (collaboratore dell’ex consulente globale di Finmeccanica, Lorenzo Cola, già condannato per l’affare Digint, un colossale giro di denaro riciclato nelle banche di Hong Kong e Singapore), ha ammesso che per i lavori nello scalo siciliano, nel 2009 “Selex emise nei confronti di Enav fatture per circa 10 milioni di euro per lavori non eseguiti”. “Enav aveva necessità di implementare i costi e Selex di fare fatturato e anche qui sono intervenuti i consueti rapporti di pagamento tra Tommaso Di Lernia e l’amministratore delegato dell’Enav Pugliesi”, ha verbalizzato Iannilli. Gli inquirenti sospettano che i surplus delle operazioni Selex-Enav siano finiti pure in mano ad alcuni partiti politici. A fine gennaio 2010, Di Lernia avrebbe prelevato 206 mila euro da un conto in una banca di San Marino per consegnarli successivamente al tesoriere dell’Udc Pippo Naro, parlamentare originario di Militello Rosmarino (Messina) e stretto collaboratore di Gianpiero D’Alia, presidente del Gruppo Udc al Senato. Naro ha respinto ogni addebito anche se ha ammesso che in un incontro con l’amministratore di Print System, questi gli avrebbe promesso un contributo finanziario in vista di una competizione elettorale. Lernia, però, non avrebbe mantenuto l’impegno.

Sul sistema creato all’interno di Finmeccanica per “retribuire” amministratori pubblici e partiti ha parlato in particolare il superconsulente Lorenzo Cola. Nel corso di due interrogatori in carcere, il 19 novembre e il 22 dicembre del 2010, Cola ha indicato come dispensatore di tangenti, il dirigente della holding Lorenzo Borgogni. “Il suo lavoro era quello di tenere i contatti con i politici che avevano i rapporti con le società del Gruppo”, ha dichiarato. “Borgogni era a conoscenza, fin da epoca remota, del sistema di pagamento delle tangenti da parte dei fornitori di Selex Sistemi Integrati. Lui stesso era beneficiario di una parte di queste tangenti”. Interrogato, Lorenzo Borgogni ha ammesso la “contropartita” che l’azienda assicurava alle personalità politiche che agevolavano l’assegnazione di un appalto. Soldi e non solo. “Chiedevano incarichi di consulenza per familiari o persone di fiducia e anche assunzioni per i figli o per altri familiari”.

Negli atti della procura di Roma c’è un passaggio che riguarda uno dei ministri più potenti dell’ultimo governo Berlusconi. “Nella vicenda Optomatica, società che ha ottenuto commesse dall’Enav senza gara, vi era l’interesse del ministro dei Trasporti Altero Matteoli”, scrive il Gip. “Tale società avrebbe finanziato una fondazione che faceva capo a Matteoli”. Per una strana coincidenza del destino, proprio nei giorni in cui esplodeva l’inchiesta Selex-Enav, il ministro Matteoli e l’ad Marina Grossi inauguravano nella base della Marina militare di Messina il centro di formazione nazionale per il Vessel Traffic Management and Information System (VTMIS), il nuovo sistema di sorveglianza marittima realizzato dalla Selex Sistemi. Il VTMS è la rete radar più estesa al mondo: un centinaio d’impianti per la copertura di 7.500 km di coste italiane, come dire un impianto ogni 75 km. Costo complessivo, 400 milioni di euro. Sviluppato per conto del ministero dei Trasporti e della Guardia costiera, il sistema è stato cofinanziato con i fondi “PON Trasporti” dell’Unione europea, nonostante abbia scopi prevalentemente militari ed integri i centri di comando, controllo, comunicazioni e intelligence delle forze armate italiane e Nato.

Gli affari più recenti di Selex Sistemi Integrati non riguardano solo le forniture all’ENAV o alla Guardia costiera. In occasione del Vertice G8 tenutosi a L’Aquila dall’8 al 10 luglio 2009, l’azienda è stata contrattata dal Dipartimento della Protezione civile per la progettazione e l’implementazione del “sistema integrato” tra i sensori C3 impiegati dai ministeri della difesa e dell’interno e dall’Arma dei Carabinieri per la sicurezza dell’evento. “La tecnologia made in Italy di Finmeccanica rappresenta un supporto di straordinario valore a sostegno di attività fondamentali per la buona riuscita del G8 de L’Aquila”, fu il commento di Guido Bertolaso, al tempo gran capo della Protezione Civile. “La diversità dei servizi che Finmeccanica ha messo a disposizione è un contributo di grande importanza per l’intero sistema della protezione civile italiana, impegnata sia nella gestione del summit, sia nelle attività di assistenza alla popolazione della provincia de L’Aquila colpita dal terremoto”.

Lunga la lista delle commesse ottenute dalle forze armate italiane. Nel marzo 2009, Selex ha firmato con la Direzione generale delle telecomunicazioni, dell’informatica e delle tecnologie avanzate della difesa (Teledife) un contratto di oltre 260 milioni di euro per la consegna, entro il 2014, di dodici radar RAT 31 DL per la sorveglianza aerea a lunga portata (dieci in configurazioni fissa FADR e due in quella mobile DADR). “Il sistema ha eccellenti capacità di scoprire e tracciare i segnali radio a bassa frequenza di aerei e missili”, spiegano i manager di Selex. “In Italia, i radar consentiranno di controllare anche la presenza di missili balistici, comunicheranno con gli altri punti di controllo nazionali e della Nato, riducendo la necessità di personale e quindi dei costi di gestione”. Il primo impianto è entrato in funzione presso la 112^ Squadriglia Radar Remota di Mortara (Pavia). Gli altri undici saranno installati nei centri dell’Aeronautica militare di Borgo Sabotino (Latina), Capo Mele (Savona), Crotone, Jacotenente (Foggia), Lame di Concordia (Venezia), Lampedusa, Marsala, Mezzogregorio (Siracusa), Otranto, Poggio Renatico (Ferrara) e Potenza Picena (Massa Carrara). 

In qualità di team leader dell’associazione temporanea con la SAAB Microwave SA, Selex Sistemi Integrati consegnerà a Teledife pure cinque sistemi radar controfuoco per la “sorveglianza del campo di battaglia” e la “localizzazione delle sorgenti di fuoco avversarie”. Il contratto ha un valore di 83 milioni di euro e prevede pure la gestione di attività di formazione agli operatori, il supporto all’installazione del sistema e la sua integrazione con i centri di comando e controllo SIACCON, precedentemente forniti all’Esercito. I radar potranno cooperare con i velivoli non pilotati (UAV) e i sistemi di comando e controllo della Nato. A 238 milioni di euro ammonta invece l’ordine della Direzione generale armamenti terrestri (giugno 2010) per dotare le forze armate italiane del sistema digitalizzato Forza NEC (Network Enabled Capability) che consentirà il “massimo scambio di informazioni operative, tattiche e logistiche da ogni veicolo e da ogni singolo uomo dislocato sul terreno”. Il programma è gestito con altre società di Finmeccanica (Selex Elsag, Selex Galileo, Oto Melara, MBDA Italia ed AgustaWestland) e prevede in particolare, la “realizzazione e integrazione di posti comando su shelter e veicoli, apparati di comunicazione, comando e controllo per soldati, veicoli e velivoli non pilotati, sistemi per l’interoperabilità completa in ambito Nato e UE, con particolari vantaggi nelle operazioni fuori area”.

A Selex Sistemi Integrati andranno infine 5,1 milioni di euro per l’aggiornamento dei sistemi di pianificazione di missione volo IAF-MSS (Italian Air Force Mission Support System) da installare a bordo dei cacciabombardieri “Tornado” dell’Aeronautica. Il sistema Italia rischia la bancarotta ma guai a tagliare i sistemi di guerra.

(21/11/11)

Selex Finmeccanica alla corte di Emiri e Sceicchi

di Antonio Mazzeo

 

Passano dal Qatar alcuni dei segreti della tangentopoli che ha travolto Selex Sistemi Integrati, la società di Finmeccanica che produce sistemi di controllo radar. Gli inquirenti che indagano sulle sovrafatturazioni che hanno consentito di accantonare le somme di denaro poi distribuite a funzionari e politici per ottenere in cambio appalti, ipotizzano che i lavori nello scalo aereo dell’emirato siano stati determinanti per i “fondi neri” di casa Selex.

In Qatar, nel 2009 l’azienda ha ottenuto un appalto per l’installazione dei sistemi di controllo meteorologico e del traffico aereo. Dopo aver subappaltato i lavori di allestimento delle strutture civili alla Renco S.p.a. di Pesaro, Selex le avrebbe affiancato, senza che ce ne fosse bisogno, la Print System di Tommaso Di Lernia. Attraverso un contratto del valore di un milione e 100mila euro, le fu affidata uno “studio di fattibilità” del progetto, comprensivo di sopralluoghi tecnici, studi geologici, carotaggi e perforazioni, rilievi delle falde acquifere, ecc.. Prestazioni che secondo i magistrati, non sarebbero state eseguite, consentendo la creazione di un surplus debitamente convertito in tangenti. Come ammesso dall’unica funzionaria della Print System impiegata in Qatar, Dominga Pascali, l’intervento si sarebbe limitato a qualche rilievo fotografico dei cantieri e alla pubblicazione di una brochure. Nei libri contabili, la Guardia di finanza avrebbe rintracciato solo una ventina di fatture relative alle spese di viaggio della donna in Qatar, per una spesa complessiva di cinquemila euro.

Grandi affari quelli di Selex Sistemi Integrati in Qatar e negli altri emirati del Golfo. Sbarcata a Doha alla fine degli anni ’80 per fornire due radar e un centro di controllo, Selex si è presto affermata come una delle aziende di fiducia delle autorità aeroportuali locali. Meno di tre anni fa ha sottoscritto due contratti, del valore complessivo di 130 milioni di dollari, riguardanti la progettazione e l’installazione dei sistemi per il controllo del traffico aereo e la loro manutenzione per un periodo di cinque anni. Nel luglio 2009 è stato siglato un ulteriore contratto di 2,6 milioni di euro per la fornitura di un sistema A-SMGCS (Advanced Surface Movement Guidance & Control System) per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei movimenti a terra nell’aeroscalo internazionale di Doha.

Commesse milionarie di guerra quelle di Selex Sistemi negli Emirati Arabi Uniti, dove l’azienda italiana è presente dal 2005 in joint venture con il cantiere Abu Dhabi Ship Building. Denominata Abu Dhabi Systems Integration (ADSI), la joint venture è impegnata nel programma “Baynunah” per lo sviluppo e la produzione di sei corvette da 70 metri per la Marina militare EAU. Selex, in particolare, cura la realizzazione del sistema di combattimento IPN-S/R e quello di controllo del tiro NA25XM.

Sempre attraverso ADSI, l’azienda italiana è stata chiamata nel febbraio 2009 ad equipaggiare i dodici pattugliatori veloci acquistati dalla Marina emiratina nell’ambito del programma “Ghannatha”. Il contratto prevede la fornitura dei sistemi di comando, controllo e combattimento e del sofisticato sensore elettro-ottico Medusa MK4/B. Valore della commessa, 70 milioni di euro. Selex è stata pure selezionata per il programma relativo alle corvette classe “Abu Dhabi”, a cui fornirà ancora i sistemi di combattimento IPN-S/R, quelli di controllo tiro NA30S, i radar multiruolo KRONOS e i sensori Medusa. All’equipaggiamento della imbarcazioni militari partecipano altre due aziende del gruppo Finmeccanica: Oto Melara (che fornirà i cannoni da 76/62 “Super Rapido”) e WASS (un sistema per la guerra anti-sottomarini). Il contratto per la nuova classe di corvette ammonta complessivamente a circa 45 milioni di euro, 15 dei quali di pertinenza Selex).

Nel 2010, la società ha ottenuto un ordine per i sistemi di combattimento navale destinati ai due pattugliatori stealth della classe “Falaj-2” che saranno consegnati alla Marina degli Emirati dall’italiana Fincantieri. A bordo delle unità verranno installati anche il sistema per le comunicazioni voce in banda HF e V/UHF prodotto dalla “sorella” Selex Elsag e i cannoni “Super Rapido” di Oto Melara. Selex Sistemi Integrati fornirà altri sei sensori Medusa MK4/B ai pattugliatori della Guardia costiera EAU.

Recentemente, l’azienda ha pure firmato due contratti per il valore complessivo di 31 milioni di dollari con le autorità del Bahrain e del Kuwait relativi alla fornitura di radar di sorveglianza e altri sistemi per il controllo del traffico aereo. In Yemen è stata avviata l’installazione di sei stazioni di sorveglianza costiera VTS (Vessel Traffic System) e la formazione del personale della Guardia costiera nazionale incaricato. Altri sistemi per il controllo dello spazio aereo sono stati installati da Selex Sistemi Integrati negli scali di Jeddah e Riyadh, in Arabia Saudita.

Top secret invece il nome del paese mediorientale con cui è stato siglato a fine gennaio 2011 un contratto di oltre 10 milioni di euro, che prevede la consegna all’Aeronautica militare locale di “stazioni di riparazione e collaudo per la manutenzione di componenti elettronici di radar ATCR e di radar di approccio PAR (Precision Approach Radar)”, come recita lo stringato comunicato emesso dall’azienda. “Il sistema permetterà alla forza aerea sia di accrescere le proprie capacità operative nella gestione dello spazio aereo, riducendo significativamente i tempi di riparazione dei componenti guasti, sia di rafforzare la propria capacità di autonomia nell’esercizio degli apparati”, aggiunge Selex. “La firma di questo contratto segue un precedente accordo siglato nel giugno del 2010, del valore di circa 10 milioni di euro, relativo alla fornitura di un set di radar ATCR e PAR”. Oscure (e sospette) le ragioni per cui amministratori e manager hanno scelto di non fornire l’identità del destinatario delle apparecchiature militari.

(Antonio Mazzeo 22/11/11)



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