Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Febbraio 2012

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Newsletter febbraio 2012

Una premessa sui testi inseriti in gennaio

Continuo a segnalare al primo posto i testi più lunghi ed organici, che altrimenti rischierebbero di passare inosservati. Questa volta ce ne sono due nuovi: 2001. La crisi dell'Argentina, annunciato con un articolo più breve ma ugualmente visitato molto meno, e un Dossier Islanda gentilmente segnalato dall’autore, Sergio Morra, che l’ha preparato per il sito di RiD - Rivolta il debito ma lo mette a disposizione di chiunque voglia utilizzarlo. E l’ho inserito più che volentieri dato che anche per me le tematiche della lotta contro il debito (per “rivoltarlo” o “smontarlo”, premessa necessaria della rivendicazione della cancellazione della parte più “odiosa” e iniqua) sono importantissime in questa fase in cui comincia a muoversi qualcosa contro il governo Monti, governo di banchieri, finanzieri e docenti delle grandi università private legate al Vaticano e alla Confindustria. E che una prospettiva internazionale è indispensabile, dato che la crisi italiana è parte di una crisi generale, per lo meno dell’Europa.

Qualche richiamo a testi inseriti recentemente

Prima di tutto il bel libro (Israeliani fuori dal coro) curato da Micha Warshawski che, insieme a Cinzia Nachira e a Titti Pierini (che l’aveva tradotto), avevo tentato invano di far pubblicare in Italia. Un libro sempre valido, anche per rendere giustizia a chi in Israele si batte coerentemente contro la profonda involuzione della società e dello Stato. Lo segnalo all’inizio della Newsletter, proprio per compensare l’handicap rappresentato dalla sua collocazione nella parte inferiore della colonna di sinistra, che assicura una minore visibilità e porta molti visitatori distratti a trascurare il testo (almeno nei primi giorni, fino a quando non sarà segnalato da qualcuno o da un altro sito). Anzi lo segnalo di nuovo, perché le visite continuano ad essere poche.

Maitan - Al termine di una lunga marcia dal PCI al PDS Questo testo ha invece avuto in poco più di un mese 142 visite. Una smentita al mio pessimismo sui testi inseriti nella seconda parte. Ma la ragione è chiara: avevo segnalato con un articolo la preziosa novità, un altro intero libro di Livio Maitan in PDF, e il nome di Livio Maitan è una garanzia per gli aficcionados del sito. Il libro era stato pubblicato nel 1990, ma riprendendolo in mano in questa fase di scelte suicide del PD mi è sembrato particolarmente utile riproporlo, per aiutare a capire da dove veniva e dove stava andando a finire il maggior partito comunista dell’occidente. Già nel 1990. Lo ripropongo sperando che qualche distratto lo scopra in seconda battuta. E in effetti ora ce ne sono alcune in più.

Ripropongo anche il bellissimo capitolo del libro di Rosa Luxemburg sull’accumulazione del capitale (Rosa Luxemburg: I prestiti internazionali), che aveva avuto - quando l’ho segnalato nella Newsletter - solo 79 visite, mentre ne aveva avute 223 lo stralcio Rosa L. sul debito inserito da me nello stesso giorno nella prima parte di Attualità e polemiche solo per invitare con qualche pagina a leggere il testo originale. Il richiamo ha avuto effetto, le visite sono nettamente aumentate (127 per il testo lungo, 410 per lo stralcio). Ma sempre meno di altri articoli miei di attualità, sul cui occasionale successo comincio ad avere le idee più chiare. Ad esempio ho scoperto che certi giorni c’è una netta impennata delle visite, perché qualche mio articolo molto di attualità, ma anche molto “controcorrente”, viene segnalato (anzi “taggato”) su Facebook da qualche compagno. Comunque è evidente che i richiami sulla Newsletter a chi ha aperto il sito in fretta servono, per questo reitero l’invito…

Avevo già spiegato nella lettera precedente che chi ha la curiosità di vedere il numero dei visitatori del sito che hanno aperto un articolo, può farlo cliccando sulle varie sezioni di Attualità e polemiche, come Ipocrisie e dimenticanze oppure All'ordine del giorno... i commenti a caldo, e appariranno questi dati. Per quelli inseriti nella seconda parte come Testi invece il numero di visite compare sempre a fianco appena si apre.

Articoli inseriti in gennaio: la crisi italiana

  • Sinistra sciagurata Uno degli ultimi articoli di gennaio, che ha fatto impennare le visite, probabilmente perché segnalava senza peli sulla lingua le contraddizioni della stessa residua sinistra rimasta non per sue scelta fuori dal parlamento.
  • Docile magistratura Unendomi a una presa di posizione netta di Giorgio Cremaschi in difesa dei 25 o 26 arrestati con l’accusa di violenze (cioè per essersi difesi dall’attacco delle squadracce di Stato calate in Valdisusa), ho ricordato qualche precedente operazione dello stesso genere: i “61” licenziati alla FIAT nel 1979, un anno prima dell’attacco finale.
  • Chi c'è dietro? Uno sfogo indignato nei confronti dei settori di sinistra che abboccano alle campagne di demonizzazione dei movimenti esistenti, cercandovi gli infiltrati per additarli come promotori. Ho scoperto successivamente che anche Emanuele Macaluso ha reagito nello stesso mio modo, e ha ricordato la lunga tradizione di ribellismo siciliano, anche nel secondo dopoguerra. Macaluso è indubbiamente un riformista ultramoderato, ma non ha rinnegato del tutto il suo passato come altri ex comunisti del PD: ne ho parlato a suo tempo in Gli eredi di Togliatti….
  • Biografie illustri Piccola rassegna di vari furfanti (oltre che capitalisti di un certo peso) presenti nel “governo degli onesti”. Con una panoramica sulla FIAT di cui lo stesso Monti è stato dirigente di primissimo piano in una fase cruciale…
  • Naufragio: gossip e realtà Per reagire all’infuriare del gossip sul comandante Schettino, ho scelto di pubblicare un buon articolo di Sergio Bologna, autore di un libro su “Le Multinazionali del mare”, che spiega come il guaio della Concordia non fosse casuale o legato solo alla debolezza di un uomo.
  • Integerrimo e reazionario Inserito in ritardo rispetto all’apparizione sul Manifesto, questo articolo di Marco d’Eramo non ha perso minimamente la sua attualità, e risponde efficacemente a chi si illude che l’integrità morale (vera o presunta che sia) di Monti ne riduca la pericolosità. Con qualche esempio storico…
  • Anch'io sto con i tassisti Ripreso da Cannavò (sul Fattoquotidiano), questo articolo denuncia il tentativo di creare un diversivo per nascondere le politiche durissime che il governo Monti sta portando avanti, additando come capri espiatori i tassisti
  • Monti e gli orari dei negozi Piero Bevilacqua, sul Manifesto, spiega la logica dell’allungamento progressivo dell’orario di lavoro per il settore commercio, che porterà all’ulteriore sacrificio dei piccoli bottegai e, sotto l’aria di voler rilanciare i consumi in una fase di crisi in cui effettivamente la ripresa della domanda svolgerebbe un ruolo equilibratore, instilla nell’immaginario pubblico il veleno del consumismo illimitato.
  • Corresponsabilità della CGIL Presentando un articolo di Cremaschi che si concludeva ribadendo che questo è il momento di dire basta a un ruolo inutile e subalterno del movimento sindacale italiano rispetto al governo Monti e al grande padronato, ho aggiunto la segnalazione di un inquietante provvedimento disciplinare nei confronti del segretario regionale FIOM delle Marche, e ho ricostruito una mia esperienza degli anni Settanta.
  • Cremaschi: far cadere Monti Un testo abbastanza ampio, di proposta politica e di analisi rigorosa delle misure decise da Monti, integrato da alcune mie considerazioni sulle contraddizioni del PD e della sinistra che lo corteggia.
  • Cremaschi critica Camusso e Landini Una spiegazione franca del disaccordo con la nuova linea moderata della maggioranza della FIOM, integrata dai due documenti contrapposti votati nel comitato centrale della FIOM. Presentare chiaramente le divergenze, anziché sfumarle e nasconderle con belle parole: un metodo inconsueto nel sindacalismo ufficiale e per questo particolarmente apprezzabile.
  • Cremaschi: unire le lotte Qualcuno troverà eccessivo che io inserisca nel sito quasi ogni comunicato o articolo di Giorgio Cremaschi. Ma è una boccata d’aria preziosa vedere un dirigente sindacale della FIOM-CGIL che appoggia uno sciopero proposto da alcune sigle del sindacalismo di base.
  • Husson: uscire dalla crisi del debito Michel Husson ripropone un’analisi del debito e indica alcune misure per uscire facendo pagare la crisi ai responsabili.
  • Mazzeo: bombe in Libia Antonio Mazzeo contribuisce a far capire cosa sarà mai questo audit in un paese in cui il governo è responsabile diretto e perlomeno l’erede e complice di chi ha creato un debito insensato, e quindi non fornirà mai spontaneamente i dati che vogliamo. Ma è possibile utilizzare ogni ammissione, magari fatta per vanteria dai comandi militari, per sapere come e quanto si è speso in bombe.
  • Audit sulle spese militari Un altro dei preziosi e documentati articoli di Mazzeo su un altro aspetto delle insensate spese militari dell’Italia: l’addestramento degli afghani. Per spiegare alla gente che in Afghanistan andiamo insieme e al fianco di chi per “portare la civiltà” letteralmente piscia sui corpi delle sue vittime!
  • Guerre&Pace: Cominciare l'audit dalle spese militari Un ottimo articolo apparso su “Guerre&Pace” identifica lucidamente le fasi per avviare una commissione di “audit” (o di “indagine”) sul debito: la campagna contro il pagamento del debito e quella contro le spese militari sono profondamente connesse; una parte essenziale dell’audit dei cittadini sul debito pubblico dovrà riguardare le spese militari come forma specifica di illegittimità della destinazione dei fondi con cui si è formato il debito pubblico
  • I postulati di Monti Danilo Corradi e Marco Bertorello si domandano come le liberalizzazioni di taxi, edicole, e altre più o meno presunte caste possa consentire una crescita del Pil di 1 o 2 punti su base annua: è un mistero. La fase due del governo Monti sembra incentrata su postulati euclidei, cioè quelle poche regole che in geometria vanno studiate a memoria e dove non vale il ragionamento per giungervi.
  • Quali debiti cancellare? Una rassegna dei problemi riscontrati discutendo del debito, e una rassegna degli articoli sulle principali esperienze internazionali di lotta su questo terreno.
  • Forte impegno del PD... Una polemica sullo zelo dei giuslavoristi del PD, da Ichino a Boeri e Damiano, impegnati a consigliare al governo Monti “riforme” antioperaie. Ma anche Bersani presenta un progetto di legge per dimezzare il peso della Tobin Tax sugli speculatori.

Articoli inseriti in gennaio: il mondo

  • Il debito argentino: retrospettiva Uno scritto di una decina di anni fa, ritrovato quasi casualmente nell’archivio di un vecchio computer: si era alla vigilia della rivolta popolare che spazzò via in pochi mesi quattro presidenti, ma è utilissimo, perché fa capire bene perché “doveva” esplodere quel movimento, che per qualche tempo saldò i picchetti degli operai licenziati e i cortei con casseruole delle signore del ceto medio.
  • Il debito dell’Ecuador Uno scritto sulla denuncia del debito da parte del governo dell’Ecuador, rivisitato alla luce delle molte campagne contro il debito, che a volte sottovalutano la distanza tra un governo Correa e un governo Monti…
  • Il Brasile e la sua funzione subimperialista Un articolo esauriente di Elaine Tavares che sistematizza una tematica su cui erano già apparsi altri articoli sul sito. Dovrebbe ridimensionare le illusioni riposte in Lula e Dilma da parte della sinistra…
  • Russia inquieta Una messa a punto sulle mobilitazioni antigovernative di dicembre in Russia, tradotta da Bruno Demartinis. Mi è sembrato molto utile in un momento in cui si delineano proteste antigovernative importanti e dure anche in Ungheria e in Romania.
  • Il modello tedesco Un militante tedesco sfata i miti sulla Germania, e ci fa capire che in Italia molte scelte padronali e sindacali, oltre che governative, sono state da anni dettate dall’imitazione del “modello tedesco”.
  • Appello per la libertà dei popoli arabi Un appello firmato da molte personalità della sinistra perché si sviluppi anche in Italia una campagna per il sostegno alla popolazione siriana e ai democratici egiziani, la fine della repressione, ma anche contro ogni possibile intervento militare, “senza se e senza ma”.
  • Egitto, elezioni e repressione Il primo di una serie di articoli sulla situazione egiziana, dopo le elezioni, scritto da Charles André Udry, da La Brèchehttp://alencontre.org/.
  • Egitto: i sindacati indipendenti Sempre da La Brèchehttp://alencontre.org/ un articolo di Yassin Gaber su un aspetto abitualmente taciuto dalla grande stampa di informazione: il ruolo dei sindacati indipendenti nella “primavera egiziana”.
  • Obiettivo Teheran Un’informazione dettagliata di Antonio Mazzeo sulle grandi manovre congiunte tra Stati Uniti e Israele in chiave antiraniana.
  • In attesa del papa a Cuba Due interventi polemici di Armando Chaguaceda e Guillermo Almeyra sulla prossima visita del papa a Cuba, tanto attesa dai burocrati.
  • Cuba: sinistra e riforme Ancora uno scritto di Armando Chaguaceda, che discute il senso delle riforme e si preoccupa per le loro conseguenze: la sinistra cubana “del XXI Secolo” dovrà assumere la difesa dei tanti perdenti che le riforme comporteranno, e che si aggiungeranno alle migliaia di lavoratori e località del paese già impoveritisi negli ultimi due decenni.
  • Cuba: controrivoluzione e utopia socialista Pedro Campos, tenace critico della burocrazia, si domanda da dove viene il pericolo di controrivoluzione: da coloro che desiderano cambiamenti socializzanti e democratizzanti, per de-statalizzare e sburocratizzare l’economia e la politica, o dai fautori dell’immobilismo burocratico, che puntano sull’ investimento straniero e sul capitalismo privato per salvare il loro modello statocentrico-dipendente di taglio neostalinista
  • Neruda, poesia e impegno Uno scritto “fuori collana”, commissionatomi dalle pagine culturali del Corriere della sera in occasione della pubblicazione di un’antologia di Neruda, e riprodotto sul sito in versione integrale per recuperare i tagli che erano stati necessari per farlo entrare in una pagina. Più che altro per informazione di quei frequentatori del sito che hanno smesso di comprare il Corriere, per protesta contro i vari Della Loggia e PG Battista che vi imperversano.
  • Tariq Ali parla di O. Stone Anche questa intervista è un po’ “fuori collana”, ma non del tutto: Tariq Ali riprende gli argomenti discussi con Stone e parla dell’eccezionale congiuntura politica latinoamericana, del conflitto tra Israele e Palestina e delle possibili nuove avventure belliche statunitensi.

 

 

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