Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Aprile 2012

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Newsletter aprile 2012

Una precisazione sugli articoli inseriti in marzo

Gli articoli inseriti in marzo possono sembrare sbilanciati, e forse lo sono, ma l’insistenza su alcuni temi, in particolare sull’art. 18 e sulla natura di questo governo, è legata alla percezione della necessità di rispondere a una delle più sistematiche campagne di intossicazione dell’opinione pubblica, di cui mi rendo conto anche ascoltando - ad esempio - certe telefonate a Radio3 la mattina: “Monti è al di sopra delle parti”, “Monti si sacrifica per risanare il paese”, “Monti fa quello che nessuno ha osato e che andava fatto da tanti anni”…

Peccato che del risanamento del paese non si veda neppure l’ombra, perfino sul terreno falsato dello spread e degli indici di borsa, che l’evasione continui indisturbata (e come potrebbe essere diversamente se perfino il ministro della Giustizia ha “dimenticato” di denunciare una villa da dieci milioni di euro sull’Appia antica, e Monti e Passera hanno assicurato che hanno venduto milioni di azioni ma non hanno spiegato dove hanno messo il ricavato: forse sotto il materasso?); l’unico dato sicuramente in aumento è quello della cassa integrazione a zero ore e dei suicidi per disperazione…

Così ho dovuto insistere su chi è Monti, non per demonizzarlo come persona, ma per spiegare che esprime (e logicamente difende) gli interessi del grande capitale molto più efficacemente di Berlusconi, che comunque non a caso lo appoggia, lasciando abbaiare i Cicchitto. Non è necessario immaginare un mercato (ti appoggio, ma garantitemi l’impunità”), basta la coincidenza di interessi.

Non è neppure un caso che Monti apprezzi molto Marchionne, e che dica che è giusto che investa dove crede lui, perché lo stesso premier è stato nel consiglio di amministrazione ristretto della FIAT per ben 14 anni, gli anni di “Tangentopoli” e dei conti all’estero in nero. D’altra parte il prof. Monti, nel 2010, ben prima di essere chiamato al governo, aveva elaborato per la Commissione europea un progetto di limitazione del diritto di sciopero, spacciato come “regolamentazione dell’esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel contesto della libertà d’impresa e della garanzia dei servizi”. Un testo che sosteneva che i diritti dei lavoratori devono essere “armonizzati” con i diritti economici dell’impresa…

Ho dovuto volta a volta spiegare il trucco preferito da questo governo di banchieri: annunciare ogni tanto una misura apprezzabile come l’assunzione di una piccola parte dei docenti esclusi negli anni scorsi, per poi annunciare il giorno dopo che è impossibile perché “mancano i fondi”. E il trucco con cui un PD senza spina dorsale accenna a una protesta, per accontentarsi poi di una promessa: le assunzioni ci potranno essere, ma tra tre anni (quando questo governo sicuramente non ci sarà più, e forse anche il PD…) e naturalmente solo se si troveranno i fondi…

In questo mese diversi miei articoli sono stati ripresi da vari siti e blog, e su alcuni di questi hanno avuto votazioni e commenti. Ho scoperto così che gli argomenti meno accettati dai simpatizzanti del PD (un partito che peraltro non ha più militanti) erano gli accenni alle sue divisioni sull’art. 18. “Non è vero, è unitissimo!”, mi hanno rimproverato. È unito perché i tiepidi difensori del mantenimento dell’art. 18 (come Bersani e Fassina) e gli accaniti avversari (come Ichino e Fioroni) hanno trovato un accordo su una formula più che ambigua: “modifica dell’art. 18”, che gli ingenui possono intendere come cancellazione della parte dedicata a questo articolo nel decreto legge (che nessuno ha visto), ma che alla lettera vuol dire “ristrutturazione” o “manutenzione” dell’articolo. Come se uno solo dei guai dell’economia italiana dipendesse dalle limitazioni ai licenziamenti senza giusta causa…

La riprova è che nello stesso direttivo della CGIL è stato respinto un’emendamento Landini-Nicolosi che proponeva semplicemente di dichiarare l'intangibilità dell'articolo 18… Nel PD, nessuno ha osato accennare a questa difesa della formulazione attuale. La CGIL ha preferito una formula vaga perché deve mediare con la CISL, asservita da sempre al padronato; il PD deve fare i conti con Casini e Fini, e non deve rischiare un braccio di ferro con Monti, sostenuto al 100% da tutta la stampa, compresa quella dello stesso centro sinistra…

Ad alcuni non è piaciuta la mia sfiducia nella volontà della stessa CGIL di portare avanti davvero con ogni mezzo la difesa dell’art. 18 (ma è il rifiuto di una formulazione netta come quella proposta dall’emendamento Nicolosi-Landini che giustifica la diffidenza), e mi hanno scritto che non tengo conto della proclamazione di uno sciopero generale: già, ma perché a fine maggio? È ora che c’è l’attacco e ora bisogna rispondere.

Che la CISL e soprattutto la UIL (ma perfino la fascista UGL) abbiano modificato un po’ la loro posizione, non cambia la natura dei loro gruppi dirigenti, la svolta tattica è il riflesso della partecipazione di interi settori di loro iscritti alle manifestazioni indette dalla FIOM, che hanno avuto il merito di essere state decise a caldo, in 24 ore, e che poi si sono rafforzate in seguito all’irrigidimento almeno verbale della CGIL stessa.

Tra gli altri temi trattati in marzo c’è un blocco dedicato alla lotta dei NoTAV, la cui difesa dagli attacchi militari dello Stato e dai “magistrati democratici” troppo disponibili a elaborare “teoremi giudiziari”, è un punto essenziale per qualsiasi prospettiva di ricomposizione di una vera sinistra.

E poi c’è Cuba: il viaggio del papa. Ci ritornerò, a proposito di come è stato seguito dai grandi media. Ne ho parlato intanto a caldo selezionando alcuni dei tanti commenti inquieti di quei cubani che non considererebbero un passo in avanti un surrogato di quel pluralismo negato per decenni per una miope imitazione del modello sovietico, realizzato affidando alla gerarchia cattolica il compito di rappresentare chi non si riconosce nel regime. Non sarebbe un grande allargamento della democrazia: per la sua stessa struttura la Chiesa non rappresenta un modello di democrazia migliore di quello sovietico (anche se più efficiente, perché sperimentato da diciassette secoli). Ma devo dire che non sono stati gli articoli più seguiti, probabilmente perché alcuni pensano a “un pregiudizio anticastrista dei soliti trotskisti”, ed evitano di fare i conti con quello che si dice e si pensa a Cuba. Continuando a immaginarla come era molto tempo fa…

Gli articoli inseriti in marzo 

  • Don Bosco e la Fornero Una notazione sulle ispirazioni culturali del ministro Fornero: l’assistenzialismo cattolico ai poveri, cioè l’elemosina, non il riconoscimento dei loro diritti. Dal sito “cattolicesimo reale” di Walter Peruzzi.
  • Il gioco delle tre carte il governo Monti ogni tanto annuncia qualcosa di buono per ventiquattr’ore, poi se lo rimangia per “mancanza di fondi”… D’altra parte, a volte minaccia qualcosa di terribile, e poi fa una mezza marcia indietro, e c’è chi canta vittoria perché almeno ha evitato il peggio…
  • Cremaschi: confusione in CGIL Giorgio Cremaschi sottolinea ancora una volta le contraddizioni della CGIL, paralizzata dai ricatti combinati del PD e dei sindacati “moderati”. Non le serviranno certo ulteriori concessioni al governo Monti-Passera-Fornero, come l’appoggio al progetto TAV, “purché crei occupazione” (argomento che è semplicemente ridicolo, dato che tutte le Grandi Opere hanno promesso nella fase iniziale grandi ricadute occupazionali, risultate poi perlomeno esagerate).
  • La resa della Cgil I commenti di due esponenti critici, Cremaschi e Rinaldini, sui cedimenti della segreteria della CGIL, che per evitare fastidi ha convocato una riunione informale di dirigenti, escludendo l’opposizione (tranne Landini, non eliminabile in quanto segretario del sindacato della maggiore categoria, ma ovviamente isolato in quella sede). È forse il punto più basso della storia della CGIL e della sua democrazia interna.
  • La CGIL nella trappola Conseguenza dei cedimenti precedenti. La CGIL è alle corde: può solo lamentarsi, ma è in trappola. Ha accettato la finzione di una “rappresentanza delle parti sociali”, che ha avuto la stessa funzione che aveva nella crisi del 1929 la Camera delle Corporazioni…
  • Articolo 18, il sussulto della CGIL Arrivata al punto più basso, con settori importanti della maggioranza passati all’opposizione o almeno su posizioni critiche, la Camusso ha cominciato una rettifica, proclamando scioperi sia pur dilazionati nel tempo, e alzando finalmente un po’ la voce. Merito anche della tenacia della FIOM, e delle iniziative spontanee di lotta iniziate a Genova.
  • Le ragioni del dissenso in CGIL Cremaschi spiega l’articolazione del dissenso in CGIL. Anche se in pochi, alcuni hanno avuto il coraggio di votare no a una mozione che non ha accettato la chiarezza sulla difesa dell’art. 18.
  • I ricatti di Monti Perché Monti può minacciare il parlamento? Perché all’interno di esso non c’è nessuna forza capace di difendere una posizione diversa da quella del governo (a parte le poco credibili opposizioni “gridate” di IDV e Lega). Il PD, in particolare, ha paura di un braccio di ferro sull’articolo 18, perché ha al suo interno una cospicua minoranza che è d’accordo con Monti…
  • La "neutralità" di Napolitano Mentre in tutta l'Italia si moltiplicano le fermate e i blocchi autostradali contro le pretese padronali e governative, Giorgio Cremaschi denuncia chiaramente le ingerenze di un presidente che si pretende somma autorità morale, ma sta costantemente dalla parte del potere e contro i lavoratori che difendono i loro diritti.
  • Un volantino semplice da TO Un volantino chiaro e lineare distribuito a Torino in occasione delle due ore di sciopero indetto dalla FIOM, inserito sul sito per aiutare altre realtà più piccole a intervenire nelle lotte in corso.
  • Mercenari e dintorni Due interventi puntuali, di Tariq Ali e di Tommaso di Francesco, sui crimini delle guerre coloniali ribattezzate “operazioni umanitarie”. Ma con un mio commento sulle imprese italiane dei marò (ben pagati e imbottiti di ideologia fascista) che sparano ai pescatori indiani…
  • Nuova impresa umanitaria: la Somalia A proposito, silenziosamente l’Italia ha ottenuto via libera dall’Europa per operazioni di terra in Somalia. Pochi ne hanno parlato. Dal sito AgoraVox.it
  • Val di Susa, scontro di civiltà Un bell’articolo di Guido Viale che documenta le poco nobili ragioni dell’accanimento del governo a favore del traforo della Val di Susa.
  • Val di Susa: le prove Una testimonianza e una raccolta di link con molti dei rapporti scientifici di autorevoli docenti e centri di studio sull’assurdità della galleria TAV Torino-Lione.
  • Costi e ricavi... Una lettera dell’ex membro dell’Osservatorio Tecnico sul progetto Alta Velocità, Angelo Tartaglia, per chiedere maggiore chiarezza sull’analisi costi benefici
  • Un immigrato NoTAV Un immigrato nordafricano, Karim Metref, spiega perché sta con la lotta della Val di Susa, e descrive le molte viltà degli immigrati che collaborano con i partiti di centrosinistra. Da Il megafonoquotidiano
  • Insegnamenti della Valdisusa Sostenere la resistenza della Val di Susa è un compito prioritario per chi vuol far rinascere una sinistra capace di incidere e di opporsi al governo Monti, che si avvia ad essere uno dei peggiori degli ultimi decenni. Un compito difficile, per la sostanziale unanimità della grande stampa nel creare il mito di un buon governo dei tecnici e degli onesti. 
  • Una truffa sull’art. 18 La truffa che si sta consumando sull’art. 18, non è nuova. In base alla proposta del governo accettata inizialmente dalla maggioranza della CGIL l’art. 18 dovrebbe rimanere in vigore solo per i licenziamenti apertamente discriminatori, cioè per nessuno, perché mai un padrone è stato così stupido da ammettere apertamente di licenziare un operaio perché comunista o ateo o per qualche altro motivo del genere. Ma l’articolo aveva anche la funzione di segnalare una bella ed efficace intervista del 1981 a Emanuele Battain, Controriforma della giustizia, da cui emergevano le linee dell’attacco all’art. 18, e il ruolo della Cassazione nell’impedire il ritorno in fabbrica. Già allora…
  • Nuova segnalazione Dopo qualche giorno, nuova segnalazione per i visitatori distratti: ancora una volta un mio breve testo, Una truffa sull’art. 18, che voleva solo spingere a leggere la bella e attualissima intervista sulla giustizia a Emanuele Battain, era stato letto da 130 visitatori, ma poi meno della metà sono andati a vedere l’intervista. Il nuovo richiamo ha ottenuto solo in parte il risultato.
  • Mandel sul passivo di bilancio Un altro esempio di esplorazione del passato: la traduzione italiana di un testo che Ernest Mandel, uno dei principali economisti marxisti della seconda metà del XX secolo, pubblicò nel giornale della sezione belga della IV Internazionale, tre anni prima della sua morte. Un articolo che, ormai trascorsi quasi vent'anni, conserva un'incredibile attualità e permette di cogliere le tendenze di lungo periodo del capitalismo in Europa, al di là delle responsabilità dei singoli governanti.
  • Il debito non è neutro Una segnalazione di un importante contributo dei “Quaderni viola” alla comprensione del meccanismo del debito, da un punto di vista femminista.
  • Grecia: dalla disperazione alla resistenza. Un articolo di Panagiotis Sifogiorgakis, segnalato e tradotto da Bruno Demartinis (da International Viewpoint Online magazine)
  • Appello dalla Grecia Yorgos Mitralias dalla Grecia fa appello a mobilitazioni europee: la Grecia per l’Europa di oggi ha un significato simbolico analogo a quello della Spagna del 1936: l’attacco ad essa, serve a preparare altri attacchi…
  • Audit in Francia Un articolo di Damien Millet fa il punto sulla situazione della lotta contro il debito nel mondo, soffermandosi sull’esperienza della Francia, che ha visto sorgere molti comitati di audit cittadino.
  • Ancora sulla Siria Su un tema largamente trattato nei mesi precedenti, un nuovo appello a manifestare per il popolo siriano, e un articolo del compagno libanese Saad Kiwan, che avevo conosciuto e apprezzato quando era giornalista del Manifesto, che presenta un efficace ritratto della famiglia Assad, e descrive i principali raggruppamenti dell’opposizione. Un articolo documentato e utile, tratto da www.globalist.it  e da Il megafonoquotidiano, per contrastare quell’atteggiamento di assurda indulgenza nei confronti della dittatura siriana che negli ultimi tempi si ritrova a volte anche sulle pagine del Manifesto e in diversi settori della sinistra. 
  • La visita del Papa a Cuba È il primo di una serie di articoli di fine marzo, ma preceduto da mesi da articoli di cubani e latinoamericani allarmati. Molto rumore in Italia, scarsa importanza per Cuba, e soprattutto, poco di nuovo. Ma c’è qualche preoccupazione tra i laici…
  • Cuba: piccola antologia Questa piccola antologia di scritti di autori cubani preoccupati per lo sperpero di mezzi per assicurare una cornice grandiosa alla visita del papa, e per le implicazioni di un abbraccio tra potere statale e chiesa cattolica, è in lingua originale.
  • Tutti pazzi per il papa Dalla precedente antologia, uno dei testi è stato tradotto per chi non sa lo spagnolo. Ma ne avrei a decine, c’è un vero fiorire di scritti e di riflessioni polemiche che non ha precedenti.
  • Un ateo a Cuba Ad esempio un autore già conosciuto dai visitatori del sito, Armando Chaguaceda, esprime la sua preoccupazione e quella dei pochi altri atei, una specie a quanto pare in via di estinzione a Cuba…
  • L'altro papa Questo è uno stralcio dalle pagine della seconda e terza edizione della mia Breve storia di Cuba, dedicate alla visita del papa Giovanni Paolo II. Si delineavano già le linee dell’offensiva del Vaticano per impossessarsi dell’isola.
  • Fidel y el papa Il resoconto scritto a caldo nel 1998 dal caro Giulio Girardi, recentemente scomparso, su un incontro tra Fidel Castro e quattro teologi della liberazione, subito dopo la partenza di Giovanni Paolo II. È in spagnolo, come me lo aveva mandato a suo tempo Girardi, ma è stato pubblicato poco dopo in italiano su quattro pagine del Manifesto. Non sono riuscito a rintracciarlo, ma se qualcuno degli abbonati alla Newsletter può farlo e me lo invia, fa una cortesia a me e ai lettori non ispanofoni. 
  • Aurelio Alonso: Chiesa 2012 Un testo analitico, che ricostruisce le trasformazioni della Chiesa, dello Stato e dei loro reciproci rapporti tra la prima e la seconda visita papale (ma partendo anche da più lontano). Senza troppe polemiche né reticenze. Aurelio Alonso è considerato a Cuba un diplomatico che segue i rapporti tra Stato e Chiesa. 

Un solo testo inserito in marzo nell’Archivio

  • Controriforma della giustizia Un solo testo, proprio per la mia crescente sfiducia sulla attuale organizzazione della seconda parte del sito, che porta solo in un tempo piuttosto lungo alla scoperta di testi preziosi, mentre intanto alcuni miei articoli di attualità (ma con un titolo azzeccato…) si avvicinano o superano le 1000 visite. Comunque consiglio vivamente questo testo, “riesumato” in occasione di un bel convegno a Venezia; chi non conosceva Emanuele Battain, sarà sorpreso dalla lucidità e lungimiranza di questa sua intervista.

 

 

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