Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Giugno 2012

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Newsletter giugno 2012

Articoli inseriti in maggio

Molto spazio è stato dedicato alla Grecia:

  • Insieme alla Grecia… Due appelli, uno della Quarta Internazionale, l’altro di tre prestigiosi intellettuali e militanti francesi, per considerare la difesa della Grecia dalla barbarie dei banchieri , come la terribile Christiane Lagarde, il punto centrale per la sinistra.
  • Salvati dalla Grecia? Nella stessa direzione un mio commento precedente sul significato che la resistenza dei geci può avere per tutta la sinistra europea.
  • Udry, il saccheggio della Grecia Un’analisi puntuale di Ch.A. Udry – confermata poi dai fatti – della situazione greca. Introduceva l’articolo successivo, pubblicato nello stesso giorno di vigilia delle elezioni.
  • Grecia: la crisi politica Sotiris Martalis (militante di una delle formazioni che confluiscono in SYRIZA), descrive – prima delle elezioni – la crisi politica greca, e tenta alcune previsioni, risultate perfino troppo caute, sul risultato di Syriza.
  • Chi ha paura del voto greco? Un mio primo commento dopo le elezioni greche, riportando quello scritto a caldo da Argiris Panagopoulos sul sito del Manifesto.
  • Syriza in gioco Christos Kefalis analizza il risultato sensazionale delle elezioni elleniche, e spiega l’intelligente proposta di Syriza per costruire un fronte della sinistra che - senza dividersi su compiti troppo lontani – possa riaprire le trattative con i rappresentanti europei.
  • Syriza: un po' di storia Un appassionato articolo di Giorgos Mitralias ricorda come è nata Syriza e come è sopravvissuta finora evitando il rischio della rissosità interna che ha sempre lacerato la sinistra greca.
  • La poco gloriosa storia del KKE In risposta a ingenue esaltazioni della “gloriosa storia” del KKE da parte di aree neostaliniste, ricordo che il KKE ha avuto ed ha ancora oggi molti militanti combattivi e tenaci, ma li indottrina con testi di Stalin o apologetici dello stalinismo, che naturalmente ricostruiscono la storia del partito presentandola come una ininterrotta serie di vittorie, e li contrappone settariamente al resto della sinistra, presentata sempre come pronta al tradimento. Un metodo che serve all'autoglorificazione, ma non a creare una risposta adeguata all’attacco padronale. Parte dell’articolo è una ricostruzione dei precedenti del KKE, già durante la resistenza, tratta da un mio libro.
  • La tenacia dei greci Un mio articolo che registra la fine dell’unanimità di tutti i principali esponenti del ceto politico italiano nel “condannare” i greci, accusandoli della stessa colpa che addebitavano anche a noi: sarebbero “vissuti al di sopra delle loro possibilità”. Alcuni dei più lucidi ammettono che le colpe non sono solo dei debitori, e prevedono una manovra per evitare un crollo che colpirebbe tutta l’Europa…
  • Liberarsi dal debito Due articoli convergenti di Antonio Tricarico sull’incredibile solerzia del governo greco nel pagare integralmente una parte degli “avvoltoi”, e di Francesco Gesualdi che riflette sulla possibilità di rilanciare una campagna sul congelamento del debito, inteso come sospensione del pagamento di capitale e interessi per toglierci dalla tempia la pistola dei mercati e riportare subito il bilancio pubblico in pareggio senza aggravi fiscali. Congelamento a tempo, accompagnato da un'indagine popolare per capire come e perché si è formato il debito in modo di individuare le parti illegittime da ripudiare definitivamente.
  • Il ricatto greco Il titolo completo è : e la viltà della socialdemocrazia… La Grecia, non è più uno spauracchio come nella prima fase della crisi, quando ci raccomandavano di stare buoni per non finire nello stesso modo. Se la Grecia uscisse dall’euro per una reazione imprevista ai ricatti, i guai maggiori non sarebbero per i greci, da cui c’è ancora poco o niente da prendere, ma per quasi tutte le banche europee.Gli ingenui aspettavano una svolta in Europa in seguito alla vittoria di Hollande, ma si sbagliavano di grosso. Hollande non ha un programma realmente alternativo a quello del PP europeo, e d’altra parte la sua sponda in Germania è la SPD, che si è affrettata a sbattere la porta in faccia al leader di Syriza Alexis Tsipras,
  • Mentono sempre Non possono non mentire i governanti dell’Europa, in un momento in cui non hanno nulla di accettabile da proporre a quelli che considerano “sudditi”. Nel suo piccolo, osservavo, anche il governo italiano ha perfino tentato di introdurre una tassa su cani e gatti, insostenibile per i pensionati da 500 euro al mese, col pretesto di combattere il randagismo …

Il contesto internazionale:

  • Spagna, il salvataggio di Bankia Dal giornale ticinese Solidarietà, organo del MPS, ho ripreso questo documentatissimo articolo di Charles André Udry sulla crisi della banca spagnola Bankia, e sul suo (provvisorio) salvataggio. Oggi è di nuovo sprofondata nella spazzatura…
  • Il NPA e Hollande Il NPA è uscito fortemente ridimensionato da questa scadenza elettorale. Una parte del suo elettorato e dei suoi stessi quadri era stata tentata dal voto per il Front de gauche. Tuttavia il rifiuto di partecipare a quel fronte non era settario, ma legato alla consapevolezza che avrebbe offerto subito il suo sostegno a Hollande, non solo nel ballottaggio, con una formula già utilizzata spesso dal PCF in molte occasioni del passato. Ed è accaduto, subito. Il parere di due compagni del NPA, Christine Poupin e François Sabado.
  • Il bunker di Francoforte Settanta gli attivisti italiani arrestati nel corso della manifestazione di Francoforte. La capitale finanziaria d'Europa è totalmente militarizzata per fronteggiare la quattro giorni di mobilitazione contro la Bce e le politiche di austerity imposte dall'Unione europea.
  • La scommessa di Francoforte Ma la polizia non è riuscita nel suo intento intimidatorio. La repressione e gli arresti degli scorsi giorni non hanno impedito la riuscita della manifestazione europea indetta dal movimento Blockupy. Oltre 30.000 persone provenienti da tutta Europa hanno sfilato per le vie di Francoforte. Un bilanci tratto dal sito di Ateneinrivolta.
  • Italia imperialista e Medio Oriente Una ricostruzione delle manovre congiunte tra USA e Italia in Giordania fatta da Antonio Mazzeo e inquadrata storicamente ricordando il forte interesse dell’imperialismo italiano per il Vicino e Medio Oriente fin dal periodo fascista e dagli anni prima della Grande Guerra (allora nel Patto di Londra l’Italia aveva avuto la promessa della fascia di Adalya in Turchia come uno dei compensi per l’entrata in guerra).
  • Israele pronto per la guerra Un primo commento di Michele Giorgio sulla nuova coalizione di governo in Israele: Benyamin Netanyahu è «disgustoso», ma senza dubbio è il re della politica. Così scriveva ieri il quotidiano liberal Haaretz, commentando l'improvviso e clamoroso accordo per l'annullamento del voto anticipato e per la formazione di un governo di unità nazionale raggiunto lunedì notte da Netanyahu e Shaul Mofaz, leader di Kadima, il principale partito d'opposizione.
  • Il nuovo governo israeliano Cinzia Nachira è intervenuta successivamente, commentando lo stesso accordo che ha portato alla nascita del governo israeliano con la più ampia maggioranza parlamentare che lo Stato di Israele abbia avuto dalla sua auto-proclamazione. La necessità di assicurarsi la possibilità di prendere decisioni senza dover rischiare crisi di governo è certamente alla base dell’accordo tra i due partiti che fino a poco tempo fa erano nemici l’uno dell’altro.
  • In difesa dei siriani Un appello per difendere la rivoluzione siriana dalle calunnie di molti “antimperialisti”
  • Antimperialismo da salotto Sullo stesso tema del precedente, un articolo di Enrico De Angelis, dal Cairo. Con una mia piccola polemica sull’uso di Guevara nella sinistra…
  • Udry: gli "antimperialisti" Uno stralcio di un più ampio articolo di Charles André Udry, che giustamente ricorda le sviste di molti “campisti”, come Samir Amin, accecati dall’amore per la Cina…
  • Evo riprende l’iniziativa Evo Morales, anche se deve fronteggiare dure proteste di medici precari, infermieri e studenti di medicina, degli indigeni e degli ambientalisti in lotta contro le strade che devastano la foresta, ha fatto un gesto importante colpendo ancora i capitali spagnoli. Un gesto simbolico, che Pablo Stefanoni ha commentato positivamente. Vedremo se il gesto rimarrà simbolico, come è stato per la "nazionalizzazione" della Repsol, che si è spostata in altri settori della Bolivia dove sfrutta ingenti riserve di gas, o getterà le basi per una effettiva indipendenza.
  • Bolivia in ebollizione Una critica severa alla situazione in Bolivia, che viene esaminata con acutezza in una analisi del sociologo aymara dell’Università di El Alto, Pablo Mamani Ramírez, molto vicino ai movimenti indigeni protagonisti nel 2003 della “guerra del gas” e delle lotte del 2005 a El Alto, che aprirono le porte alla vittoria elettorale del MAS e che oggi non nascondono la propria delusione per le mancate risposte alle loro aspettative. Dal “Mininotiziario America Latina dal basso”
  • Quanto costano i padroni... Sempre dal “Mininotiziario” una recensione del libro di Elvira Corona LAVORARE SENZA PADRONI – VIAGGIO NELLE IMPRESE “RECUPERADAS” D’ARGENTINA.
  • Ordinaria atrocità della guerra Una mia recensione alla nuova edizione di un libro di Andrea Augello (Uccidi gli italiani - Gela 1943 - La battaglia dimenticata, Mursia, Milano, 20122), che ritorna su un episodio della seconda guerra mondiale in larga misura rimosso: le stragi di prigionieri di guerra italiani e tedeschi in Sicilia ad opera di truppe statunitensi. Con un ricordo e una testimonianza di mio padre, che su quel fronte siciliano combatteva negli stessi giorni…
  • Giacomo Scotti: Nemesi italiana Sempre sulla seconda guerra mondiale, una anticipazione da « Bono taliano, militari italiani in Jugoslavia dal 1941 al 1943: da occupatori a "disertori"», un saggio straordinario di Giacomo Scotti che svela tutto quello che «Il giorno del ricordo» dimentica.
  • Spese militari: un verminaio Senza pudore: il "ministro ammiraglio" da un lato dà battaglia perché i tagli alla previdenza non colpiscano anche i militari che deve sfoltire, e per mantenere i privilegi di cui godono per quanto riguarda l’età pensionabile rispetto al resto dei comuni mortali; dall’altro bacchetta addirittura l’amministrazione degli Stati Uniti, intimandole di non ridurre l’enorme spesa militare. Sembra incredibile, ma è così, lo spiega bene l’articolo di Antonio Mazzeo.
  • Bertorello-Corradi: capitalismo senza progetto Gli autori di “Capitalismo tossico” ritornano sulla definizione della natura della crisi, e sulle contraddizioni di un “capitalismo senza progetto”.
  • Daniel Tanuro, crescita e decrescita Un lucidissimo articolo di Daniel Tanuro: È la combinazione della crisi ecologica e della crisi sociale che dà alla crisi del capitalismo di oggi una dimensione sistemica, di civiltà e storica assolutamente senza precedenti. La sinistra, nelle sue elaborazioni alternative, deve essere all’altezza di queste sfide.
  • Bihr: novità sulla crisi? Un interessante analisi di Alain Bihr sulle contraddizioni della “eurocrazia”, sulle possibilità di un neo keynesismo, e sulla politica di Hollande.
  • Brindisi ... Si torna alla politica italiana, con la possibilità di una nuova fase di “strategia della tensione”, attraverso un’analisi di Gennaro Carotenuto.
  • Brindisi e Kabul Un mio scritto sdegnato si domanda: a che serve il poderoso e costoso apparato militare e di “intelligence” (così si chiama, a prescindere da quel che fa e dalla sua efficienza), che va a “proteggere i civili” a Kabul (così dicono) ma non riesce a fermare un attentato come quello di Brindisi?
  • L'anarchia è un'altra cosa Una messa a punto contro la criminalizzazione degli anarchici, riportando un loro documento in cui ribadiscono la loro ostilità non solo alle bombe stragiste, o agli attentati individuali, ma a ogni forma di violenza…
  • Miti e silenzi Una piccola ma efficace polemica di Gennaro Carotenuto sull’uso strumentale e basato su un rigonfiamento di alcuni dati, su alcuni “suicidi per le troppe tasse”. Con un confronto con dati di altri paesi europei.
  • Lidia Cirillo: perché Monti Un largo stralcio dell’intervista a Lidia Cirillo apparsa su “Solidarietà-Ticino” nel quadro della preparazione di un seminario organizzato dal MPS sulla situazione economica e sociale in Europa e negli USA (Losanna 1° e 2 giugno).
  • Partiti a Firenze E' nata l'Alba, un nuovo soggetto politico che, a prima vista, sembra affiancarsi agli altri già esistenti mentre la situazione richiederebbe una nuova movimentazione e uno spazio comune fatto di iniziativa sociale e internazionale. A cominciare da Francoforte. Un commento di Salvatore Cannavò-
  • La necessità di non dimenticare Una recensione di un libro che non aggiunge molto alla conoscenza dello stalinismo, se non per una straordinaria galleria di ritratti (con brevi cenni biografici) di un campione di 150 tra i 20.765 fucilati sepolti in fosse comuni nel poligono di Butovo, accanto a Mosca. Dedicato ai negazionisti che riaffiorano in settori della sinistra…
  • La Rossanda e la scoperta dello stalinismo Mi ero accorto da molti anni che gran parte del nucleo centrale originario del Manifesto aveva cominciato a fare i conti con lo stalinismo – e lo aveva fatto a metà – solo alla vigilia della sua esclusione dal PCI, mantenendo sulle vicende precedenti sostanzialmente la posizione ufficiale del partito. (Anche a loro pensavo scrivendo, pochissimo tempo fa, La necessità di non dimenticare). La Rossanda però ha descritto oggi il suo stupore nell’apprendere nel 1989 quel che era già stato pubblicato nel 1956 nel famoso “Rapporto segreto al XX Congresso”…
  • Come si fa? Una severa recensione di un libro collettivo a cui ho collaborato, scoprendo poi che i tagli che avevano ridotto a cinque pagine e mezzo il mio testo non erano dovuti a ragioni di spazio, ma avevano quasi tutti un significato politico. Mi irritava anche che la stessa esigenza di concisione non fosse stata imposta ad altri autori, per giunta su temi a mio parere piuttosto lontani dal programma enunciato nel sottotitolo (come si fa… la rivoluzione), che riempiono quasi la metà delle 250 pagine del libro. E l’editore è del PRC…
  • 2 giugno: un vecchio vizio Quando CGIL, CISL e UIL, invece dello sciopero generale hanno annunciato di aver organizzato come “dura forma di lotta”: una gita a Roma in un sabato festivo non sono rimasto sorpreso. I burocrati si aggrappano alle più fumose proclamazioni di una costituzione concepita per non essere mai applicata: a Roma si va per rivendicare che “l’Italia è fondata sul lavoro”, ma vuol dire qualcosa? Retorica e bugie. Ma non è una novità. C’è dietro una tradizione antica di opportunismo del sindacalismo italiano, sconfitta solo quando c’è stata un’ondata rivoluzionaria, come nei due dopoguerra o nel ’68… PS: Nel frattempo le confederazioni hanno rinunciato alla manifestazione, “a causa del terremoto emiliano”… ma alla lotta avevano rinunciato da un pezzo...

TESTI E VIDEO INSERITI

  • Il saluto di Cremaschi alla FIOM Un video con un saluto non retorico. Per capire il ruolo di scomodo pungolo che Giorgio Cremaschi ha avuto nella FIOM, mi pare interessante che molte parti significative del suo ottimo discorso hanno visto gran parte della sala e della presidenza non partecipare agli applausi (a parte l'applauso entusiastico subito dopo il suo annuncio di dimissioni, su cui lo stesso Cremaschi ha scherzato subito...).
  • Las crisis del capitalismo”: Claudio Katz Una efficacissima conferenza di Claudio Katz, già ben conosciuto come economista dai frequentatori del sito. In lingua spagnola, ma già ben visitato. Siamo in molti ad ammirare la chiarezza di Katz, evidentemente…
  • Bensaid - Intervista a Herramienta (valore, lavoro, classi) Una lucida intervista di Daniel Bensaid alla rivista marxista argentina Herramienta su valore, lavoro, classi sociali, ma anche su Toni Negri ed altri teorici.

 

 

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